Segretissimo. La National Security Agency negli anni ’80

Segretissimo
(Fotografare, Febbraio 1983)

 

«Quando, nel lontano 1952 il Presidente degli Stati Uniti Henry Truman la creò, lo volle tenere segreto persino al Parlamento. Oggi è la meno conosciuta ma la più importante agenzia di spionaggio americana è la National Security Agency (NSA). Lo ha reso di dominio pubblico l’avvocato e reporter James Bamford in The Puzzle Palace, libro in cui l’autore svela i segreti dello spionaggio moderno.

Il lavoro dell’NSA è di intercettare, trascrivere, analizzare ed eventualmente decodificare ogni tipo di telecomunicazioni, dalle telefonate ai telegrammi, ai telex, alle comunicazioni militari negli Stati Uniti e nel resto del mondo. È stata l’NSA ad esempio, come ha rivelato il settimanale statunitense Newsweek, ad intercettare prima e a decifrare poi il codice segreto usato dagli argentini durante la recente guerra delle Falkland, fornendo preziose informazioni sul movimento delle navi nemiche agli inglesi.

Le comunicazioni internazionali e quelle via satellite sono trasmesse fino a 2000 per volta in fasci ben direzionati di microonde. Ma le stazioni trasmittenti hanno un difetto: oltre al fascio principale generano anche un segnale secondario, più debole, che si propaga in tutte le direzioni. Le antenne dell’NSA, disseminate sui cinque continenti, su satelliti e navi spia, hanno quindi buon gioco nel captare e amplificare questi segnali; spetta poi a dei computers giganteschi analizzare il contenuto di ciascun segnale, selezionando i messaggi diretti ad indirizzi militari o governativi, quelli che contengono una certa parola e quelli scritti in codice.

Uno staff di 10.000 civili e di 45.000 militari tra cui linguisti, specialisti in telecomunicazioni ed esperti di ogni disciplina si mettono quindi al lavoro per studiare il materiale e catalogano, lo ha scritto Bamford, la bellezza di 40 tonnellate di documenti al giorno.

I russi non stanno certo a guardare, ma della loro attività in questo tipo di spionaggio si sa ancor meno. Che lo pratichino è però sicuro. La scorsa estate si è saputo che hanno installato un centro d’ascolto a Glen Cove, una cittadina vicina a New York, in un castello appartenente all’ambasciata sovietica adibito ufficialmente a centro ricreativo. A raccontarlo è stato Arkady N. Shevchenko, sottosegretario alle Nazioni Unite, il funzionario sovietico di più alto grado che sia mai passato dalla parte degli americani.

Il buffo di questo tipo di agenzie di informazione, dotate delle più sofisticate apparecchiature esistenti, è che spesso informazioni importanti giacciono mesi e anni prima che se ne comprenda l’importanza. Durante la Presidenza di Jimmy Carter si scoprì che i russi stavano inviando segretamente truppe militari a Cuba (e che in seguito alle reazioni americane hanno ritardato) ma la notizia è rimasta negli archivi dell’NSA alcuni anni prima che gli analisti la scoprissero.

Secondo Bamford “L’attività dell’NSA continuerà ad espandersi sempre più in futuro, intercettando e analizzando un sempre maggior numero di comunicazioni e violando vieppiù la privacy dei cittadini (il diritto al rispetto dei diritti individuali)”; un ammonimento che gli americani hanno recepito in pieno. Molti uomini politici, a pochi mesi dalla pubblicazione del libro, si sono già espressi favorevolmente per una legge che limiti la sfera d’azione dell’NSA al di fuori degli Stati Uniti».

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