Sono il più grande eroe-martire di tutti i tempi

Partiamo dalle critiche: l’unica che tocca un nervo scoperto è di un lettore di vecchia data,

“Il Toty lo seguivo dai tempi di Ratzinger e posso dimostrare che si è totalmente rincoglionito, ciò non toglie che la follia sua talvolta lo indirizzi più che bene. Però ha iniziato a scrivere in modo indisponente, dico proprio la leggibilità, si coglie da subito tutta la sintomatologia digito-compulsoria dell’esaurimento nervoso”.

Le critiche ci stanno, d'altronde sono passati millenni da Benedetto XVI, se avesse resistito le cose sarebbero andate…

Gepostet von Mister Thot am Donnerstag, 9. Januar 2020

Devo chiarire: io sono sempre cattolico, e anche ratzingeriano (inoltre non ho mai smesso di parlare di religione). B-16 per anni ha rappresentato la figa per me: poi tutto è crollato e di quelle dolci giornate resta un vago ricordo cristallizzato in un medioevo borgesiano. I tempi sono dunque cambiati, e così devono le tattiche: l’obiettivo rimane però il καλός αγών, erigere il Regno sulla terra (talune movenze da eresiarca le ho sempre avute, ma non riesco a pensare la fede come consolazione: specialmente la cristiana, che contempla un Messia risorto). Se una via si chiude, bisogna aprirne un’altra: è sempre una questione di circunstancia, secondo il lato più tragico e nichilistico di ogni reazione (che nemmeno Ortega y Gasset ha avuto l’ardire di esplicitare completamente).

Nella “circostanza” ratzingeriana ci sarebbe stato il lieto fine, anche nella consapevolezza che si sarebbe trattato come minimo di “sublimazione” (ma non nel mio caso). Ora però non c’è slogan o agudeza devozionale che tenga: ci vuole una scelta di “sostanza” di fronte a questo scempio della forma che prosegue dal 2013 (o dal 1962 a seconda delle fonti). Forse pontefici, rituali e preghiere possono cambiare senza che le radici vengano intaccate, ma l’umanità non può correre il rischio che scompaiano l’onore, l’eroismo, il martirio e altre cose leggere e vaganti.

Per questo la mia rincorsa surreale e delirante alla figa ha meno a che fare con la degenerazione che con il ristabilimento dell’ordine. A tal proposito rispondo indirettamente a una delle mie lettrici e spammatrici migliori, che mi accusa di “spingere la narrazione della fica fica fica“. Ogni tanto, di grazia, dovresti voltare il foglio: è una questione letteraria che sfocia nel religioso o viceversa, non un problema di stampo biologico-materialistico (anche se il contatto fisico ha valore di sigillum).

Una cosa che davvero nessuno ha rilevato (e ciò mi fa disperare sull’eventualità di venir compreso prima o poi) è come tutto questo parlar di fica-fica-fica sia sorto in concomitanza con la criminalizzazione del corteggiamento (per il momento ancora a livello informale, ma gli strumenti legislativi sono già forgiati in fieri). Per questioni generazionali c’è chi prosegue a ragionare secondo i paradigmi della rivoluzione sessuale, un’esperienza che i millennial (secondo la Crusca “chi è nato dopo il 1980 ed è entrato nella vita adulta nei primi quindici anni del nuovo millennio”) non hanno mai vissuto, essendo stati perennemente esclusi dal baccanale.

Esclusi dal baccanale

Ovviamente un dilemma legittimo è chiedersi cosa sarebbe successo se a quelli come me fosse stato consentito l’accesso alla grande orgia, cioè se in tal caso pure gli Untermenschen avrebbero proseguito la marcia ordinata verso uno Stato universale omogeneo: ma questa è esattamente la circunstancia di cui sopra. Dalla prospettiva del libertinismo di massa non si muore di figa una sola volta, si muore di figa in perpetuum. Mai occasione fu più azzeccata per rievocare la tiritera del con i “se” e con i “ma” la storia non si fa: la morale -senza farla troppo lunga- è che non esiste alcun universo parallelo in cui degenerazione e sopravvivenza della specie possano convivere.

Detto questo, torniamo al punto: nel momento in cui viene attestato all’unisono che “il sesso non è un diritto”, quando finalmente si rivela il cuore perverso del libertinismo (ma era probabilmente il solito segreto di Pulcinella), allora ogni gesto volto a farsela dare (in quanto maschio beta pariah reietto subumano ecc…) diventa una forma di reazione. Se si riesce mantenendo la decenza, o almeno un formalismo rigido e intransigente, allora si potrebbe forse realmente aspirare a “uno stile superiore di vita” (come quello che Nixon avrebbe voluto imporre agli americani).

E poi alla fin fine non posso parlare di Ratzinger in assenza di Ratzinger: ma se non si può parlare di Ratzinger, allora o si parla di figa oppure di che, d’arte, di Dio, di politica, d’altro (libri – anime – meme – power metal – enigmistica – videogiochi – modellismo). Se torna Ratzinger davvero la smetto; del resto come potrebbe tornare se non vengono ricreate le condizioni storiche, la circunstancia in cui è stato possibile fermare l’attimo? Maybe the real Ratzinger was the friends we made along the way

12 commenti su “Sono il più grande eroe-martire di tutti i tempi

  1. Ehi, se vogliamo fare a gara a chi ce l’ha più lungo, io sono stato capace di scrivere a Mr.Thot per chiedergli come mai uno capace di tener su un blog come [il suo] componesse musica così merdacea. Altri tempi.

    See you later, virgins!

  2. Caro,
    io e mio marito ti leggiamo su T, nostra figlia ci ha detto che hai questo blog e pensa di averci mostrato il tuo vero volto, ci ha sbattuto in faccia questa verità accusando tutti noi Cattolici di ipocrisia.
    Ti prego stai scivolando nell’abonimio, sei in peccato mortale, ti prego affidati subito ad un Padre Spirituale. Salvati!
    Con afetto
    Z

    1. Grazie, ho già un padre spirituale che più che darmi pacche sulle spalle non fa (e non mi va di cambiarlo). I cattolici vengono accusati di ipocrisia per qualsiasi cosa: ricordo una surreale discussione ai tempi in cui Benedetto XVI definì San Francesco un “playboy” (facendo entrare ufficialmente l’espressione nelle cronache vaticane). Probabilmente vostra figlia confonde la morale cattolica con un generico “puritanesimo” tanto per imbastire la solita polemicuccia contro la religione (spero almeno abbia superato l’adolescenza). In ogni caso potete risponderle che l’ipocrisia di ogni libertinismo è ben più profonda e smaccata di quella di qualsiasi religione organizzata, con l’aggravante che la liberazione sessuale si incentra proprio sul sesso (però rigidamente diviso secondo gerarchie estetiche e di dominanza, un abito animalesco al quale la monogamia ha cercato di porre un freno per il bene della specie). Insomma dite a vostra figlia di stare calmina (non fatemi diventare volgare).

  3. Per coerenza non dovresti scrivere sulla rivista, i contenuti di questo blog sono incompatibili con lo spirito e i valori cattolici.
    Mia figlia dice di conoscerti e che anche il Direttore è ha conoscenza di quello che esprimi in queste pagine, anzi interviene scrivendo dei commenti firmandosi tranquillamente.
    […] Io prego per te!

    1. Non trascendiamo. Ho deciso di censurare parte del commento perché non vorrei generasse conseguenze sgradevoli. La rivista è assolutamente valida e la mia collaborazione riguarda solo quella che in un quotidiano si definirebbe la “terza pagina”. Cerchiamo di non seminare zizzania né creare dissapori tra persone che non hanno alcuna responsabilità. Non so cosa le abbia riferito sua figlia, ma il direttore non interviene mai su questo blog. In ogni caso qui non c’è alcuna ipocrisia, anzi. L’unica cosa che spiace è di essere finito al centro di un dissidio familiare che spero si risolva al più presto. La ringrazio per le preghiere.

  4. Cioè i tuoi peccati sò il rinnegamento della Fede e non che sei un coglione eurasiatista? Il rinnegamento de che poi?

    Dai famme fà na battuta puro a mme, stamo su internet, io scrivo a cazzo però daje

  5. Speriamo che questa diatriba finisca al più presto ma, per curiosità, questa T cosa sarebbe? Una rivista, una testata cattolica o un giornale di parrocchia, locale o nazionale ?

    Se c’è una versione online sarebbe pure interessante leggere gli interventi, se sono legati alla qualità degli articoli di stampo storico, geopolitico, filosofico o culturale presenti in questo blog.

    1. Proprio perché ho deciso di tenere separati i due ambiti, non voglio “invasioni di campo”: sulla rivista (tutt’altro che un giornale di parrocchia!) mi occupo solo di cultura (recensioni ecc…), non di attualità o politica. I lettori curiosi possono appagare perfettamente (anche troppo) la loro curiosità facendosi bastare questo blog; comunque grazie per l’interessamento.

  6. Gli anti Bergogliani un giorno diverrano anti Sarah, Burke, Ratzinger e compagnia, se rimarrano fedeli alla Chiesa e capiranno che sono della stessa parrocchia ( già prevedo accuse illogiche di sedevacantismo )…vedremo se anche costoro indignados -molto leftish in effetti- saranno della stessa pasta.

  7. Come già detto credo che a Rob vada riconosciuto l’onore delle armi , o meglio un bonus per quelle pillole di sapere che rappresentavano (e rappresentano) un chiaro antidoto a certe derive , ben note nell’ambito cattolico , specie per chi ha un minimo di familiarità con l’ambito tradizionalista. Ora è chiaro che il bonus non è inesauribile e dei talenti messi a disposizione ciascuno risponderà personalmente. Quello che crea imbarazzo è che il risultato pratico (oggi) contraddice l’assunto teorico (di ieri) anche se non lo rinnega (e come potrebbe?). Questo sarebbe davvero ingiusto da attribuire. Ma se poi il sacrificio di tante battaglie si esaurisce in un “tana libera tutti” perfettamente in linea (consentimelo) con lo spettacolo quotidiano dei media, che punta unicamente a ridurci a una serie di impulsi da soddisfare , la critica acquista un certo peso. Specie nei confronti dei giovani che ti sputtanano in due secondi.

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