Soros teme gli incel!

Soros non c’entra (quasi) nulla con quello di cui parlerò: semplicemente mi è rimasto in testa dal post precedente, e poi l’idea di uno scontro Soros vs Incel mi ricorda un peplum stile Zorro contro Maciste o Ercole contro Moloch (in ogni caso The Weak Should Fear the Strong).

Stavo pensando agli innumerevoli articoli che negli ultimi tempi la stampa internazionale dedica alla cosiddetta “epidemia della solitudine”: in Italia la questione è arrivata nell’ormai proverbiale formula delle 15 sigarette, unico metro ormai accettato per misurare la nocività di qualsiasi cosa (anche se è un fatto che la solitudine abbassi le difese immunitarie: manco a farlo apposta sui forum incel sono frequenti le lamentazioni per malattie come calcoli renali o infezioni varie, lol).

 

Addirittura all’ultimo Forum di Davos (dove Soros è regolarmente “ospite d’onore”: vedi che c’entra sempre?) hanno organizzato un dibattito sul tema Loneliness: An Epidemic? (anche se per questa gente il “dibattito” in sostanza è ripetere lo stesso concetto per dieci volte di seguito, preferibilmente in broken english).

Il panel è una tipica rappresentazione del folklore tecnocratico: c’è il gay che difende a suo modo le ragioni maschili, c’è l’indiano che se la prende col patriarcato senza azzeccare una pronuncia, c’è la psicologa nerd in sovrappeso (volcel if you wouldn’t), c’è la damazza di sinistra che è un misto tra Maude Flanders e Laura Boldrini.  E poi c’è questa Belinda Parmar, donna alfa del gruppo, che se la prende con le tech companies ree di averci promesso più “connessione” e di averci invece trasformati in sfigati solitari. La polemica -ai limiti del luddismo- contro i social network è un po’ sospetta (soprattutto alla luce della crociata contro Facebook che lo stesso Soros aveva lanciato proprio a Davos un anno prima!): se poi ci aggiungiamo l’attivismo dell’imprenditrice (di cosa?) contro i videogiochi (che dopo il cosiddetto Gamergate sono diventati una forma di fascismo), allora si intuisce la reale natura della “conferenza”: il solito teatrino propagandistico.

In ogni caso è un sintomo del cambiamento in atto il fatto che i plutocrati e le élite siano costretti a parlare del “maschio solo” non solo come specie in via di estinzione, ma anche come un fenomeno potenzialmente destabilizzante per la società. Certo, ridurre tutta la polemica al successo di Facebook è un po’ ipocrita: possiamo pure ammettere, senza farci prendere dalla solita paranoia mcluhaniana sulla perfetta assimilazione del mezzo al messaggio, che i social influenzino l’interazione umana, ma non fino al punto di distorcere completamente le premesse da cui essa parte.

Tutto ciò importa però fino al certo punto, perché l’intellighenzia è totalmente galvanizzata dall’idea di poter lapidare Zuckerberg senza più pagare pegno alle magnifiche sorti e progressive dell’internet e del potere dal basso (roba da “primavera araba”, puah!), che gli attacchi ormai si moltiplicano senza sosta. L’ultimo ad auspicare tra le righe un “trattamento cinese” per Facebook è Jaron Lanier, secondo il “Time” uno dei 100 intellettuali più grandi di tutti i tempi (dunque probabilmente un coglione), teorico cyber-qualcosa e cazzi vari che ha appena dato alle stampe Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social (Il Saggiatore, 2018) per dire al mondo che Facebook e Twitter ci fanno diventare tutti bulli ed estremisti perché creano la fatidica echo-chamber in cui ognuno sente quel che vuol sentirsi dire (e poi vota Trump, perché quelli di sinistra non ce le hanno le “camere dell’eco”, vero?).

Per carità, anche a me i social fanno schifo, però arrivare a parlarne come della “prima minaccia contro la democrazia” (magari!) ce ne passa. Non è Facebook ad averci condannato alla solitudine (da questo punto di vista Tinder ha sicuramente maggiori responsabilità), ma lo stesso sistema che voleva creare il “consumatore perfetto” e ora piange sul latte versato. D’altro canto, né gli illuminati conferenzieri né il futurologo imbolsito sono in grado di avanzare qualche soluzione concreta, se non quella appunto di cancellare i propri account. Poi magari durante l’ammazzacaffè al Bilderberg discutono di mettere l’ossitocina nell’acqua o aumentare le agevolazioni fiscali per i centri massaggio cinesi, chi può saperlo. Se non altro, come detto, ci si può consolare col fatto che finalmente se ne cominci a parlare “ai piani alti”…

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