Svezia: i crimini degli immigrati non hanno nulla a che fare con l’immigrazione

Un accoltellamento è solo un evento casuale. Non è correlato alla persona che accoltella come individuo, figuriamoci al gruppo di cui potrebbe far parte. Ecco perché (Sputnik) “la risposta delle autorità e dei media svedesi a un attacco all’arma bianca contro i passanti ha suscitato indignazione. Un immigrato afghano armato di coltello ha aggredito sette persone nella città di Vetlanda, lasciandone tre in fin di vita”.

Il caso non è attualmente trattato come terrorismo, ha confermato il procuratore Adam Rullman all’emittente nazionale SVT: l’immigrato è stato arrestato “con l’accusa di tentato omicidio per sette casi”, ha dichiarato Rullman, negando qualsiasi movente.

L’agenzia di stampa Fria Tider ha descritto il presunto colpevole come un 22enne originario di Kabul, giunto in Svezia all’inizio del 2016, a cui è stata concessa la residenza temporanea. Successivamente, gli è stato permesso di rimanere in Svezia per la cosiddetta “amnistia scolastica”, uno speciale permesso per gli adolescenti stranieri che consente loro di rimanere a Svezia fino alla fine del percorso scolastico obbligatorio. L’afghano ha effettivamente frequentato le scuole, ma non è riuscito a conseguire alcun titolo, nemmeno un corso di alfabetizzazione base in svedese. Inoltre ha numerosi precedenti per spaccio.

“Ogni attacco a persone innocenti sarà fronteggiato da tutte le forze unite della Svezia. La paura e il terrore non entreranno mai a far parte del nostro stile di vita” ha dichiarato il primo ministro Stefan Löfven.

In una successiva conferenza stampa, un giornalista ha fatto riferimento a un tweet dei Democratici Svedesi, che hanno collegato l’attacco alle politiche di immigrazione e hanno chiesto un “blocco totale a tutti i provvedimenti a favore dell’immigrazione. Löfven ha definito tale collegamento una “strumentalizzazione”.

Il leader dei Democratici Svedesi Jimmie Åkesson ha trovato sconcertante la risposta di Löfven: “Per il nostro premier non esiste alcuna conseguenza negativa della politica di migrazione lassista. C’è qualche svedese in grado di bersi tutto questo? Se non altro è un bene che il primo ministro dica apertamente che un terrorista afghano che attualmente non ha nemmeno un permesso di soggiorno temporaneo non abbia nulla a che fare con l’immigrazione”.

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