Svezia: il sito che insegna agli immigrati a fare sesso con le svedesi

Esiste un sito svedese, youmo.se, che insegna agli immigrati a fare sesso con le svedesi. Sembra una barzelletta (la Svezia lo è), ma il portale esiste sul serio ed è ricco di slide e brochure disponibili in ben sei lingue: svedese, inglese, tigrino (lingua di eritrei ed etiopi), somalo, dari (la versione afghana del persiano) e naturalmente arabo.

Pubblichiamo di seguito alcuni degli screenshot più divertenti (ma il sito è una vera e propria miniera).

 

Ad alcune “guide pratiche” sono correlati dei video prodotti dalla Riksförbundet för sexuell upplysning (“Associazione Svedese per l’Educazione Sessuale”), anch’essi in sei lingue e piuttosto espliciti nei contenuti. Uno di essi si intitola Lussuria e godimento ed è disponibile anche in turco, romeno, polacco, curdo, pasthu, thailandese…

Ora, la polemica non nasce tanto per i contenuti in sé (la Svezia ci ha abituati a molto peggio) quanto dal fatto che la maggior parte delle visite al sito finora sono giunte da Stati Uniti, Iran, Egitto, Arabia Saudita, Iraq e Algeria. Un fenomeno che può suscitare qualche inquietudine, se si considera che la maggior parte delle “coppie” proposte dalla piattaforma sono regolarmente composte da una ragazza bianca e da un uomo dalla pelle un po’ scuretta: non vorremmo che iniziative del genere promuovessero l’idea distorta tra gli immigrati che l’Europa, e in particolare il Nord, sia il “paradiso del sesso libero”.

Soprattutto alla luce del fatto che con le ultime ondate migratorie in Svezia si è prodotto uno squilibrio tra i sessi “alla cinese”: nonostante i media continuano a raccontarci la storiella della “sacra famiglia rifugiata”, è un dato di fatto che la maggior parte dei migranti (quasi tutti “economici”) che entrano nei Paesi europei sono maschi tra i venti e i trent’anni perlopiù di origine africana o araba. Quelli stessi che ora devono acquisire consapevolezza sui “diritti sessuali” da avanzare nei confronti delle autoctone.

3 commenti su “Svezia: il sito che insegna agli immigrati a fare sesso con le svedesi

  1. A vedere com’è ridotto quel Paese, penso che agli svedesi interessino più gli stranieri che le straniere…

  2. Non entro nel merito dell’immigrazione in Svezia, argomento che non conosco bene. Però il sito youmo.se l’ho guardato e non insegna agli immigrati a fare sesso con le svedesi… Consiglio ai lettori di guardarlo (c’è anche la lingua inglese) e farsi la propria idea. Da quello che ho visto è un sito che spiega diritti e legalità nella sfera sessuale, oltre ad avere anche una “guida” sentimentale. La parte della guida sentimentale serve probabilmente a fornire qualche strumento di comprensione per la propria emotività, in un periodo in cui in quella sfera avvengono molti cambiamenti e da soli non si riesce ad interpretarli. Che sia efficace non so, non sono un educatore, ma il tentativo è lodevole, credo che sia un tentativo di rendere gli istinti sessuali meno animaleschi e incontrollati e costruirvi sopra un senso più ampio comprendente un significato sentimentale. La parte più interessante però è quella su diritti e doveri: spiega esattamente cosa è consentito e non è consentito per la legge, ad esempio cosa rappresenta l’aggressione sessuale. Questo è utile tanto per le giovani immigrate che possono trovarsi in situazione di abuso (il sito spiega che la colpa non è di chi viene abusata e che ci si deve rivolgere alla polizia) sia perchè spiega che certi comportamenti da parte degli uomini sono illegali e puniti, come toccare un’altra persona senza consenso, inviare foto di peni etc. Ci vedo solo delle cose positive in questo, una forma di educazione sui giovani immigrati. E fa anche calare quel velo di ipocrisia secondo il quale la cultura degli immigrati non sarebbe diversa dalla nostra: diventa abbastanza ovvio che fare un sito del genere è un’ammissione del rischio concreto che i giovani immigrati abbiano comportamenti abusivi e/o illegali nei confronti delle donne, dunque gli svedesi qua hanno fatto un’azione onesta e schietta senza nascondersi dietro a buonismi.

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