Trump rivoluziona i vertici della difesa (forse troppo tardi)

Per il Ron Paul Institute, l’atipico think thank dell’ancora più atipico politico repubblicano Ron Paul (peraltro dotato di enorme potenziale memetico), la scelta di Trump di nominare il colonnello Douglas Macgregor consigliere del segretario alla Difesa ad interim Christopher Miller, sarebbe la più giusta presa dall’amministrazione, se non fosse giunta “fuori tempo massimo” (“a day late and a dollar short” come dicono gli americani).

Mark Esper, il segretario alla Difesa recentemente cacciato da Trump, è stato un altro ostacolo alla missione più importante dell’attuale amministrazione: mettere l’America al primo posto anche in politica estera.

Douglas Macgregor è un veterano che a differenza dei burocrati militari ha effettivamente combattuto in guerra. Durante la Prima guerra del Golfo, dopo aver attraversato l’Iraq in carro armato, iniziò a mettere in dubbio il senso di un impero globale americano come evoluzione della crescita metastatica in senso antisovietico di quel complesso militare-industriale paventato dal presidente Eisenhower nel suo discorso di commiato.

Un’opinione tradizionale è che gli esperti di guerra siano tra i migliori deterrenti a una nuova guerra, e Macgregor non fa eccezione. La sua esperienza gli ha fatto comprendere che scatenare la potenza militare degli Stati Uniti è spesso controproducente rispetto agli interessi reali della nazione. Come prevedibile, tale convinzione ha fatto diventare Macgregor nemico giurato della cricca neocon.

Possiamo solo immaginare cosa sarebbero stati questi quattro anni se Trump avesse portato con sé alla Casa Bianca uomini e donne come il colonnello Doug Macgregor. Invece solo nelle ultime settimane rimaste (salvo il miracolo di un riconteggio che veda vincente il repubblicano), possiamo “goderci” quello che Trump potrà fare assieme al Colonnello: ritiro immediato dall’Afghanistan, poi dalla Siria, taglio dei fondi alla Nato, desecretazione di tutti i documenti sul Russiagate e il tentativi di golpe da parte del cosiddetto Deep State.

Doug Macgregor è grande amico del Ron Paul Institute e ha partecipato alle due ultime conferenze su guerra e sicurezza da esso organizzate.

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