5 commenti su “Tu resteras toujours orphelin de ces amours adolescentes que tu n’as pas connues

  1. Il m’est bien évident que j’ai toujours été race inférieure.

    Mais l’orgie et la camaraderie des femmes m’étaient interdites.

  2. Sono stato fidanzato una sola volta, all’età di 25 anni, con una coetanea della stessa università. È stato il mio teen love, seppure in ritardo di diversi anni rispetto alla definizione canonica (del resto il dating pool al liceo era praticamente consistente nelle sole compagne di classe e in una vicina di casa, tutte ovviamente già afflitte dalla sindrome “accetterò non meno di un principe azzurro super ricchissimo super bellissimo”). Fu un teen love soprattutto perché durò poco, ma almeno non ho il curriculum sentimentale vuoto. Venni piantato prima di avere occasione per trombare e così oggi – alla veneranda età di oltre 45 – sono ancora un verginello, cosa che però da parecchi anni non mi assilla più (anche se mi guardo bene dal confidarlo a qualcuno): al contrario, mi fa divenire ancora più selettivo verso le donne, perché “la mia prima volta” non può essere con una nave scuola in disarmo (e oggi tutte mi sembrano tali).

    Ma vabbè. Non ricordo quale pirla ha detto che l’età giusta per una donna va da “coetanea” a “la metà più sette” dei tuoi anni. Questo mi consola: una trentenne mi starebbe bene. Direi che statisticamente non è impossibile trovare delle trentenni con poca o nessuna “esperienza” (ma ovviamente non stanno cercando una riedizione del teen love, stanno solo cercando di accasarsi in fretta e possibilmente di sfornare un figlio prima della menopausa giusto per sentirsi “adulte certificate”). Dopotutto qualche mia coetanea è ancora vergine (possono permetterselo perché hanno uno stipendio): “racchia ma illibata” e ancora in attesa di ricchissimo (e magari anche religiosissimo) principe azzurro che dia loro una sicurezza maggiore del traballante stipendiuccio che a stento garantisce il cibo per gatti e un paio di vacanzine l’anno.

    Il guaio per me è che a quest’età cominciano gli acciacchi, mentre la situazione col lavoro è pessima (per usare una gentile metafora) e, come cantava Celentano, chi non lavora non tromba (cosa che però non valeva per lui, evidentemente, né vale per le femmine). Per di più il lavoro mi ha esaurito (burn-out, lo chiamano), ma il problema non si pone più perché l’azienda ha deciso di sfoltire dipendenti e hanno fatto esaurire e mandato via chi produceva (mica segretarie, factotum e dirigenti, no, quelli sono intoccabili: si sono liberati di chi produceva, tanto in caso di bisogno basterà comprare di nuovo qualche disperato come me per il poco tempo che serve). In altre parole, ridiventerò appetibile al gentil sesso solo vincendo milionate al superenalotto (dimostrazione definitiva che “teen love”, per le portatrici di vulva e ghiandole mammarie, avviene solo nel brevissimo periodo in cui per loro è più importante provare la cosa nuova chiamata sesso che lo scroccare risorse altrui eventualmente in cambio di sesso).

    Ma alla mia età ci sono anche piccole soddisfazioni. Come lo scavare su Facebook alla ricerca delle compagne di liceo e di università. La primadonna della classe (gli americani direbbero “most popular girl”) è diventata una grassa e apatica insegnante, poveraccio quello che è riuscito a sposarsela. L’obesa della classe è diventata un avvocato giuslavorista di grido, un filino meno lardosa di allora, e ha finalmente trovato un marito (ma chissà perché lo tratta come uno zerbino: magari ha deciso di sbarazzarsene per “rifarsi una vita”). Il belloccio della classe si è rovinato con la cocaina (starà rimpiangendo il teen love con la primadonna). La vamp è ancora single, sospetto divorziata (se esibisci a 46 anni la minigonna su facebook significa che qualcosa nella vita ti è andato decisamente storto). L’intelligentissima e inavvicinabile del corso mostra nel profilo due splendide bambine (ma appena trovò marito divenne casalinga, bye bye carriera CERN e NASA: centodieci e lode e lavar biancheria e fare qualche torta). La grassona che ci sarebbe stata ha trovato poi uno che l’ha ingravidata e se n’è scappato ed è tornata a vivere dai suoi (come in Africa centrale, certe italiane pensano che sfornare un figlio sia sufficiente per dimostrare a sé stesse di essere finalmente donne adulte). La sciancata con cui ero riuscito a uscire una volta ha trovato marito (suppongo proprio quando smise di messaggiarmi) che di questi tempi starà facendo il badante. Quella con la sclerosi multipla è in perenne depressione, mentre la SM tristemente avanza.

    Costoro avranno avuto sicuramente i loro momenti di magone rimpiangendo il teen love. Che lo abbiano vissuto o no. Soprattutto se è stata una ragazzata cringe (cioè il 95% dei casi, non certo come le foto e le didascalie qui sopra). Fu una fortuna che venni piantato dalla tipa a 25 anni: generalmente ti sposi non solo “lei” ma anche tutta la sua famiglia e relative rogne. Un collage come quello qui sopra può andar bene nel solito feels thread notturno di quattro cianne ma non mi lascia il magone. Il magone mi viene quando un ex collega di lavoro mi invita a cena per presentarmi una sua collega. Una vacca sboccata, che lui stesso si è spassato (ah! cosa non scoperebbero i “non vergini” in astinenza!), e che ora gentilmente lui vorrebbe rifilare a me perché la tipa over 40 è in menopausa e pertanto ha deciso che vuole finalmente una storia seria (cioè un badante dotato di stipendio). Il magone mi viene quando lei in confidenza gli parla di me e dice: “se ci sta, me lo aggiusto io”. Lui, campione della discrezione, me lo fa sapere subito, neanche avessi centrato il colpaccio della mia vita. E no, scusate, io non ho intenzione di farmi “aggiustare” le mie scelte di vita (né di accettare ogni lavoro che capita solo perché “lei” ha deciso che Celentano è un dogma), né di prendermi quelle che lui saggiamente sta faticosamente scaricando.

    Scusa l’esposizione caotica. Ho detto tutto questo per dire che rimuginare sul teen love è una roba da depressi da induzione, cioè vittime di chi induce la depressione con scenari fasulli stile Mulino Bianco e ripuliti da ogni cringe e pasticcetti tipici (il teen love con la troietta che ha già abortito due volte prima dei sedici anni non è teen love, è qualcosa che ti deprimerà per il resto dei tuoi giorni). Ci sono da rimpiangere i bei tempi in cui bastava avere una reputazione (cioè non ubriacarsi e non giocare d’azzardo) e un lavoro (anche in stalla) affinché il padre di una verginella andasse da tuo padre a combinare un matrimonio adatto al social market value di entrambi: zero fatica anche per i più introversi e tutti i vantaggi del teen love.

    1. Hey, Johnnie COPE, are ye wauking yet?
      Or are your drums a-beating yet?
      If ye were wauking I wad wait
      To gang to the coals i’ the morning…

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