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Tutti gli aggiornamenti sulla rete di tunnel sotterranei costruita dagli ebrei ortodossi

Copertina del New York Post di oggi (fonte)

L’8 gennaio hanno iniziato a circolare sui social dei video in cui veniva mostrata una rete di tunnel al di sotto del quartiere internazionale dell’organizzazione ebraica Chabad Lubavitch a Crown Heights, Brooklyn.

Alcuni video mostravano arresti in massa di ebrei in abiti tradizionali, altri invece le immagini di un ebreo che scappava da un altro tunnel e un gruppo di frequentatori della sinagoga intenti a opporsi all’ingresso degli agenti.

New York: smantellata rete di tunnel sotterranei costruita dagli ebrei ortodossi

Per alcune ore è stata fatta circolare la notizia che i tunnel fossero stati realizzati per aggirare le restrizioni imposte dai lockdown durante la pandemia di covid; in seguito è stato però affermato da più fonti, compresi testimoni oculari, che i lavori fossero iniziati circa sei mesi fa.

Le informazioni riguardo all’inizio della costruzione dei cunicoli sotterranei sono ancora vaghe e contraddittorie e l’unica certezza riguarda il momento in cui sono stati scoperti (un dato che non esclude l’eventualità che fossero presenti tempo prima).

L’organizzazione Chabad-Lubavitch ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui si afferma che la colpa sarebbe interamente da addebitare a giovani studenti “radicali”, interessati a espandere la sinagoga. Eppure non viene chiarito il motivo per cui dei tunnel sotterranei avrebbero contributo all’ampiamento dell’edificio religioso, né si accenna al fatto che a opporsi alle forze dell’ordine siano stati tutti gli appartenenti alla congregazione presenti al momento nell’edificio e non solo qualche frangia di “giovani estremisti”.

Dalle immagini che finora è stato possibile visualizzare, si evince all’interno dei tunnel presenza di un materasso intriso di una sostanza che assomiglia al sangue, oltre che un seggiolino per bambini sbattuto in un angolo assieme ad altri oggetti alla rinfusa. Un altro dettaglio inquietante riguarda la presunta corrispondenza dell’uscita di uno dei tunnel con l’ingresso del Children’s Museum di Brooklyn.

I Lubavitcher sono da tempo al centro di scandali riguardanti la pedofilia: alcune testimonianze ipotizzano che il numero di minori violentati all’interno dell’organizzazione ebraica ortodossa potrebbe raggiungere il 50% (una fonte “al di sopra di ogni sospetto” è un articolo del 2013 di Vice, The Child-Rape Assembly Line).

Hirschel Pekkar, uno dei suoi esponenti più importanti, ammise nel 1991 di aver fatto “cose che non avrebbe dovuto fare” a una bambina di 5 anni. Egli venne anche accusato di decine di violenze, ma un tribunale rabbinico non lo ritenne responsabile. La Chabad-Lubavitch è una comunità chiusa e impermeabile alla legge (come dimostra quanto sta accadendo in questi giorni), capace di servirsi ogni mezzo per impedire alle vittime di denunciare o ribellarsi.

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