Un turista americano sconvolto dalla “truffa dei braccialetti” a Milano

Come accennavamo nel post precedente, sembra che alcuni turisti americani diretti verso Milano siano terrorizzati dalla cosiddetta Friendship Bracelet Scam, cioè dalla “truffa” messa in atto dagli africani attorno a Piazza Duomo quando ti mettono un braccialetto al polso in cambio di uno “spontaneo” contributo economico. Il problema principale è che talvolta i negri sparano cifre altissime, dai 5 ai 20 euro, per poi fingere di accontentarsi di una moneta da due (che come “pizzo” è comunque abbastanza alto). Alcuni tuttavia non sono molto mansueti (quelli francesi hanno la fama di ottenere la cifra che chiedono circondando il malcapitato turista) e talvolta, come potrei dire, rompono i coglioni.

Questa estate la “truffa del braccialetto” si è ripetuta nei confronti di un tizio americano che si fa chiamare Ice Poseidon e fa soldi trasmettendo la sua vita in diretta; nel primo caso (55:00) si è fatto fregare da un keniota (ma non c’erano solo i senegalesi in Piazza Duomo?):

Nel secondo invece, è riuscito a scappare via prima che il fratello africano gli chiedesse l’obolo equo-solidale e si è esaltato come se avesse sgominato una banda di spacciatori internazionali (1:08:00):

La cosa che trovo imbarazzante è che costui definisca questi poveri scalzacani scam artists: mi viene il dubbio che l’americano medio (oltre a qualsiasi individuo che si identifichi nella condizione di “turista”) sotto sotto sia fondamentalmente un cazzone (del resto, se la realtà non fosse questa, una cosa come la “truffa alla nigeriana” non si sarebbe mai potuta affermare).

La questione fondamentale rimane però questa: da dove scaturisce tale ingenuità da parte di popoli che dalle loro radici puritane dovrebbero trarre la convinzione che chi è povero merita di esserlo e che dunque fare la carità è un modo per sovvertire l’ordine stabilito da Dio? È una questione che, in quanto occidentali, siamo obbligati a porci.

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