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Una astronauta americana ha aperto un buco con un trapano sulla ISS dopo uno sclero

Negli Stati Uniti si sta discutendo della prima missione su Marte: non sul come e quando si farà, ma sui motivi per cui l’equipaggio dovrà essere composto esclusivamente da donne. Si giustifica la scelta con studi riguardanti la loro superiorità non solo fisica (i loro corpi più minuti consumerebbero meno ossigeno, acqua e calorie) ma addirittura mentale (le donne risulterebbero più adatte ad “affrontare situazioni di estremo stress”, un punto su cui torneremo), tuttavia si evince la natura del tutto ideologica della decisione, considerando soprattutto come il settore dell’esplorazione spaziale negli ultimi anni sia divenuto uno dei principali obiettivi del Kulturkampf femminista anche a livello internazionale (si pensi all’elevazione di Samantha Cristoforetti a “maestra di vita” o l’attribuzione del merito dei progressi nel campo, come il caso della prima “fotografia” di un buco nero, a qualche personaggio femminile di secondaria importanza).

La narrazione totalmente incentrata sulle donne (che peraltro non sconta ancora la nuova ossessione riguardante il transessualismo, affidandosi a considerazioni meramente “biologiche” che in altre occasioni sarebbero motivo di censura – che dire infatti degli uomini che si sentono donne desiderosi di partecipare alla missione?) deve aver infastidito qualche commentatore d’oltreoceano, se sui social media è riemersa una denuncia da parte dei media russi -risalente al 2021- riguardante ai comportamenti tenuti dall’astronauta della NASA Serena Auñón-Chancellor (qui la pagina Wikipedia e lei dedicata), che nell’agosto 2018 avrebbe intenzionalmente provocato dei buchi al modulo Soyuz MS-09 per tornare a casa

L’accusa è stata diffusa dalla TASS tramite le rivelazioni di un anonimo funzionario dell’Agenzia Spaziale Russa, che in realtà sono state subito smentite dal direttore stesso dell’ente. La versione, riportata poi da altri media, è che l’astronauta, dopo un forte episodio di stress, avrebbe tentato di “aprire” il modulo pressurizzato con un trapano: a testimonianza dell’evento ci sarebbe un buco del diametro di 2 millimetri che ha effettivamente provocato una perdita d’aria e la cui esecuzione incerta e imprecisa rimanda a uno scenario di assenza di gravità.

Secondo l’anonimo funzionario, Auñon-Cancelliere sarebbe “sclerata” a causa della formazione di trombi alla vena giugulare, che le avrebbero appunto provocato una “crisi psicologica acuta”: il casus belli (riporto sempre i resoconti della stampa) sarebbe stata la “fine della relazione con uno dei membri dell’equipaggio”. L’astronauta, nata nel 1976 da rifugiati cubani, avrebbe partecipato alla missione in qualità di “specialista in medicina aerospaziale”.

Fonti: TASS; in Italia riportata da Focus e Libero.it.

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