Una overdose di Catalogna

Le autorità spagnole hanno proceduto all’arresto del vicepresidente del governo catalano Oriol Junqueras assieme ad altri sette ministri: non è una vergogna sbattere in galera uno che ha sicuramente la pressione alle stelle e il colesterolo a trecento? Mi spiace soprattutto perché avevo iniziato a identificarmi nel personaggio: flemmatico, meditabondo, gesuitico… (nell’immagine qui sopra lo vediamo, fedele al suo stile sommesso, esultare alla dichiarazione di indipendenza cercando di allacciarsi la giacca)

Sono certo che se uno come lui ha deciso di muoversi, è stato solo perché credeva di trovare una sponda sia nell’Unione Europa che, soprattutto, nel Vaticano. Come fargli capire che il primo Papa gesuita della storia è tutt’altro che gesuitico? Egli stesso è rimasto sconcertato dalla laconicità di Roma: «Ma il Vaticano non dice nulla?».

No, caro Oriol, Bergoglio non ha nulla da dire e in effetti questo silenzio, da enigmatico, sta diventando sospetto. All’occorrenza potremmo formulare diverse ipotesi: forse perché a Papa Francesco non importa proprio nulla della Vecchia Europa (tanto che regolarmente afferma di preferirla “africanizzata” o “arabizzata”)? Oppure i suoi stessi suggeritori, quelli che lo hanno messo lì e lo manovrano come vogliono, sono ancora disorientati dalla velocità con cui la situazione è precipitata?

Una terza supposizione, all’apparenza più benevola (ma in realtà piuttosto maliziosa) è che il Pontefice, dopo le ripetute “batoste” elettorali prese a causa della sua ingerenza (le più clamorose sono la vittoria del “no” al referendum colombiano sull’accordo con le Farc e, ovviamente, l’elezione di Trump), abbia deciso di tenere un profilo più basso nei confronti degli avvenimenti politici (un precedente che confermerebbe la nuova tendenza è il rifiuto di anatemizzare apertamente Marine Le Pen alle ultime presidenziali francesi).

In ogni caso, è proprio grazie a Bergoglio che il Vaticano è diventato attore secondario nelle crisi internazionali, quindi non penso sia da considerare l’imputato principale in questo “processo alle intenzioni” (apprezziamo però l’ironia: colui che era partito affermando che “La Chiesa non è un ong” l’ha poi fatta diventare meno influente di una “agenzia umanitaria”!).

No, credo che la prima istituzione da chiamare in causa sia proprio l’Unione Europea, comprese ovviamente le mosche cocchiere dell’europeismo, quelli che per trentanni ci hanno ripetuto che “i confini non esistono più”. Al contrario, mentre i confini esterni dell’Europa sono stati effettivamente aboliti (così l’Italia è potuta diventare il campo profughi più grande del Continente), quelli interni viceversa si sono rafforzati non solo innalzando muri dall’Austria all’Ungheria, dalla Bulgaria alla stessa Spagna (sulla frontiera marocchina), ma anche direttamente coi manganelli quando qualche ingenuo ha iniziato a credere sul serio che “l’Europa ha abolito le nazioni”.

Sinceramente non ho capito a quale modello sia intenzionata a rifarsi questa Unione: finora ho creduto volesse diventare una specie di Impero Austro-Ungarico di “sinistra” (o un’Unione Sovietica di “destra”, dipende dalla prospettiva con cui la si guarda), ma il banco di prova catalano ha dimostrato che, come dice il Poeta, «se volti il foglio, non ci vedi niente». Quale occasione migliore, infatti, per accelerare il superamento delle vecchie patrie nei nuovi “Stati Uniti d’Europa”?

Ripeto ancora una volta: non dico che sia giusto, non dico che sia condivisibile, ma per creare una Super-nazione da nazioni esistenti il metodo migliore (o perlomeno quello per evitare balcanizzazioni e guerre civili) è prima disfarle lentamente, burocraticamente e “fabianamente” in macroregioni, poi costringere quest’ultime a dipendere da una confederazione sotto ogni punto di vista (politico, economico, militare).

Invece la risposta all’insorgenza catalana è stata la dimostrazione più chiara che non c’è alcuna volontà di costruire un’Europa unita, ma solo consentire agli Stati egemoni di dettare la linea a tutti i livelli: alla Germania non interessa una Catalogna indipendente? Bene, che Rajoy mandi pure l’esercito se ci tiene, ché nessuna “Corte dei diritti dell’uomo” avrà nulla da ridire.

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