Una situazione googliana

Vorrei ricapitolare brevemente il motivo per cui ho dovuto abbandonare il mio vecchio blog sulla piattaforma offerta da Google e tornare su Altervista.

Comincia tutto la sera del 6 marzo del 2018 (prendete appunti), quando di punto in bianco mi viene impedito l’accesso al mio blog. Vado sul forum di assistenza in inglese per chiedere delucidazioni e mi risponde un tizio che si spaccia per “esperto” ma che in realtà sembra lì solo per spammare il suo sito; ritorno quindi alla carica una settimana dopo e questa volta finalmente salta fuori un vero “addetto” che “avvisa” Google e mi fa “sbloccare” l’account.

Le virgolette abbondano perché in realtà non ho ancora capito cosa sia successo. Ovviamente non ho pensato neppure un istante che si trattasse di censura (e nemmeno di qualche hacker, russo o meno): è stato solo un bug colossale che Google ha dovuto risolvere con una sorta di “atto d’imperio” (in sostanza associando un’altra email al mio account). Un’azione per la quale ringrazio gli amministratori (per quel che vale…), ma che non serve a diminuire di un’oncia la diffidenza maturata nei confronti di questa piattaforma (anche se pare che il tutto sia partito dalla casella di posta gmail collegata al blog).

L’esperienza è stata in ogni caso utile, perché mi ha permesso di prendere finalmente la decisione di lasciare Blogger: una mossa che sinceramente consiglierei a tutti (escludendo forse quelli che sono too big to fail). Il fatto è che non c’è nulla che garantistica che questo bug (chiamiamolo ancora così) impedisca a qualcun altro di accedere al proprio account. In pratica non c’è codice di sicurezza, email di recupero o numero di cellulare che tenga: se Google (cioè Gmail, Blogger, Youtube ecc…) “decide” di non farvi più accedere all’account, l’unica cosa che potete fare è perdere diottrie e neuroni sui loro forum finché per miracolo non spunta fuori qualcuno ad aiutarvi.

Nel mio caso l’aiuto per giunta è stato, come ho detto, un vero e proprio atto d’imperio, poiché hanno associato al mio account quello che avevo appena creato per scrivere sulla board d’assistenza. Il che significa che se non avessi avuto infinita pazienza nel far capire il mio problema all’americani, a quest’ora mi troverei ancora il blog “sequestrato”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.