L’Ungheria non protegge i confini coi maiali

Circola da anni una foto che mostra un agente di frontiera ungherese con al guinzaglio una scrofa che allatta i suoi maialini: lo scopo sarebbe naturalmente quello di dissuadere i migranti musulmani dal passare, contando sul disgusto derivante dalle loro abitudini alimentari.

In realtà, come ha dimostrato l’AFP, si tratta di un fotomontaggio che sovrappone l’immagine di un uomo della Rendőrség a quella (risalente al 2015) di un allevatore filippino che ha messo in salvo le sue bestie dopo che un tifone ha colpito una provincia settentrionale di Manila.

Questa specie di meme non è tuttavia così “infedele” (per restare in tema) nei confronti della realtà, considerando che per esempio nel 2016 György Schöpflin, eurodeputato di Fidesz, affermò che le teste di maiale avrebbero dissuaso i migranti in modo più efficace rispetto alle teste di barbabietola appese in quei giorni sui recinti al confine per spaventarli…

Il sociologo Márk Zoltán Kékesi (direttore di una ONG non più attiva) ha dichiarato a France24 che la polizia ungherese “non ha mai usato queste pratiche: le guardie di frontiera hanno intrapreso molte iniziative scandalose e ingiustificate, è vero, ma non hanno mai usato le scrofe. Ricordo solo che alcuni conosciuti qualche anno fa misero della carne di maiale sulle recinzioni, ma questo è quanto”.

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