Václav Havel, il dissenso e la droga

Il blog “Boingboing” in un pezzo di qualche anno fa (Prototype dissidents…, 1 luglio 2013), accenna al «ruolo dell’LSD nel dissenso sovietico» in un parallelo tra le biografie di Václav Havel e Timothy Leary, alludendo a una qualche contiguità in base a una dedica su una copia del “manifesto” Neuropolitics (1977) che l’autore americano inviò al politico ceco nel 1992 (cioè quando era già Presidente della Cecoslovacchia), ma che non giunse mai a destinazione:

«Leary probabilmente non sapeva ancora nulla di Václav Havel, uno dei più grandi drammaturghi della Cecoslovacchia, che era diventato un dissidente quando la Russia aveva invaso il suo Paese per sopprimere del 1968 la rivolta popolare contro il dominio sovietico, passata alla storia come “Primavera di Praga”.
A lungo si è vociferato sul ruolo dell’LSD nel dissenso sovietico. La sede praghese della Spofa Pharmaceutical Works fornì l’LSD all’Unione Sovietica per il suo programma di guerra psicologica, mentre gli Stati Uniti optarono per la Eli Lilly & Co quando la Sandoz rifiutò di fornire gli enormi quantitativi di droga richiesti […]. È ovvio che l’LSD, diffondendosi dai laboratori della Spofa alle strade, contribuì al cambio di mentalità che poi portò alla Primavera di Praga, nello stesso modo in cui negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Francia portò alle ribellioni studentesche.
Le connessioni di Havel con le culture alternative di Praga sono note: egli seguì il processo alla più importante band di rock psichedelico dell’Est Europa, i Plastic People of the Universe, e contribuì alla stesura del manifesto dei rivoluzionari cechi, la Charta 77, nella quale si faceva riferimento anche all’arresto dei membri del gruppo.
Havel era costantemente sorvegliato, interrogato, e spesso incarcerato dalla polizia segreta; come Leary, ha trascorso quattro anni in carcere (1979-1983). Era anche un fan di Frank Zappa e dei Velvet Underground, del cui leader Lou Reed divenne poi un caro amico. C’è chi pensa che la “Rivoluzione di Velluto” […] prenda ispirazione proprio dal nome del gruppo.
[…] Peter Stafford, il principale esperto di  cultura psichedelica del XX secolo, ha inserito Havel in una lista di personalità celebri che hanno sperimentato l’LSD, accanto a Carl Sagan e sir Francis Crick. Può trattarsi solo di un’ipotesi, ma pare impossibile che Havel non abbia mai assunto LSD tra la Primavera di Praga (1968) e il processo ai Plastic People of the Universe (1976). Durante gli anni della repressione sovietica, la controcultura ceca era profondamente connessa al dissenso sovietico […]».

Su Havel purtroppo le testimonianze latitano: una “guida politicamente scorretta” al Parlamento Europeo (“Euportal”, ora offline), riferisce che il primo presidente della Repubblica Ceca, oltre a essere un alcolizzato, faceva uso di LSD assieme allo scrittore Zdeněk Urbánek; gli altri siti però non fanno che riprendere questa nota senza aggiungere altro.

«Havel v té bezvýchodnosti pil a občas experimentoval s drogami (tehdy například s LSD, které mu přivezl jeden architekt, se se svým dávným pražským mentorem Zdeňkem Urbánkem pak měli v nuslích „svého“ lékarníka»

Havel beveva come un disperato e occasionalmente sperimentava droghe (per esempio l’LSD, che gli era stata data da un architetto, fino a quando non trovo un “dottore” nel quartiere di Nusle assieme al suo mentore Zdeněk Urbanek).

Perciò i rapporti tra dissidenza sovietica e sostanze stupefacenti sembrano destinati a rimanere insepolti. Del resto, se fosse vero, non credo potremmo dedurne molto: forse che la tossicodipendenza ha una dimensione positiva, oppure che l’Unione Sovietica aveva ragione? La gioventù ha bisogno di punti fermi, sennò poi appunto va a drogarsi…

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