Wikipedia estende la nozione di “guerra” alle specie non umane

Una pagina di Wikipedia che esiste ormai da cinque anni ma di cui ignoravamo l’esistenza fino a oggi è quella dedicata alla Guerra degli scimpanzé del Gombe (la cui versione originale in inglese risale al 2014). Un lato inusuale e quasi grottesco è che tale “guerra” viene riassunta in un box laterale modellato su quello per la specie umana, comprendente dunque data, luogo, esito, modifiche territoriali, schieramenti, comandanti, effettivi e perdite.

Così l’enciclopedia virtuale descrive gli eventi occorsi a metà degli anni ’70 del XX secolo:

«La guerra degli scimpanzé del Gombe, nota anche come guerra dei quattro anni del Gombe, è stato un violento scontro che ha visto contrapporsi, dal 1974 al 1978, due comunità di scimpanzé del Parco nazionale del Gombe Stream in Tanzania. Le due popolazioni coinvolte erano gli scimpanzé Kasakela e Kahama, che occupavano rispettivamente le regioni nord e sud del parco.
La comunità Kahama, a sud, era composta da sei maschi adulti (fra i quali gli scimpanzé che l’etologa Jane Goodall chiamava “Hugh”, “Charlie” e “Goliath”), tre femmine adulte con i loro piccoli, e un adolescente maschio (chiamato “Sniff”). La comunità Kasakela era più grande e comprendeva dodici femmine adulte con i loro piccoli e otto maschi adulti.
I due gruppi costituivano, in precedenza, un’unica grande comunità che, in base alle osservazioni della stessa Goodall, si era divisa in due intorno al 1974. Successive analisi degli appunti della Goodall, eseguite con l’aiuto del computer, hanno rivelato che la frattura sociale tra i due gruppi aveva iniziato a manifestarsi almeno dal 1971.
Il primo documentato episodio di violenza avvenne il 7 gennaio 1974, quando un gruppo di sei maschi adulti Kasakela attaccò e uccise “Godi”, un giovane maschio Kahama intento a mangiare su un albero. Fu il primo caso descritto di uccisione deliberata di uno scimpanzé da parte di un suo simile.
Nel corso dei successivi quattro anni, tutti i sei maschi adulti della comunità Kahama furono uccisi dai Kasakela. Per quanto riguarda le femmine, una fu uccisa, due scomparvero, mentre tre furono picchiate e rapite dai maschi Kasakela, che presero possesso del territorio occupato in precedenza dai Kahama. L’occupazione, tuttavia, non perdurò, in quanto il nuovo territorio acquisito confinava direttamente con quello della comunità Kalende, molto superiore in forza e numero, e alcune violente schermaglie al confine spinsero presto i Kasakela ad abbandonare buona parte del territorio conquistato.
Lo scoppio del conflitto turbò profondamente Goodall, che in precedenza considerava gli scimpanzé come animali dal comportamento più amichevole rispetto agli uomini. Insieme all’osservazione, nel 1975, dell’infanticidio a scopo di cannibalismo praticato da una femmina di rango elevato nella comunità, la guerra rivelò alla ricercatrice il “lato oscuro” nel comportamento degli scimpanzé.
[…] Quando Goodall descrisse gli eventi legati alla vicenda, i suoi resoconti di una guerra occorsa in ambiente naturale fra scimpanzé non furono accettati da tutti. I modelli usati all’epoca per descrivere i comportamenti umano e animale erano quasi del tutto disgiunti. Alcuni scienziati la accusarono di eccessivo antropomorfismo, mentre altri ipotizzarono che la sua presenza e la sua pratica di fornire cibo agli animali avesse creato dei conflitti violenti in una comunità naturalmente pacifica. Tuttavia, studi successivi realizzati con metodi di ricerca meno invasivi confermarono il fenomeno della guerra fra comunità di scimpanzé allo stato naturale».

Sembra che la comunità di scimpanzé Kasakela appassioni molto i contributor di Wikipedia, che in una pagina a parte descrivono minuziosamente le lotte avvenute per la successione a maschio alfa nel gruppo di primati, fornendo addirittura l’elenco dei “regnanti” a partire dal 1961 e numerosi dettagli sulle colazioni sorte tra le scimmie:

Zeus faceva parte di una coalizione che ha contribuito a far decadere suo zio Ferdinand dallo status di maschio alfa… Sheldon Faceva parte di una coalizione che ha aiutato suo figlio Caramell a raggiungere la posizione di maschio alfa nel 2016… Sampson faceva parte di una coalizione che includeva suo zio Sheldon e suo cugino Fundi che ha aiutato il cugino di Sampson, Fudge, a soppiantare Ferdinand come maschio alfa nel 2016″.

Un “precedente” più di basso profilo di questa antropomorfizzazione ai limiti della fantapolitica riguarda la pagina sulla cosiddetta Guerra degli emù, della quale se non altro la versione italiana ci risparmia il “bollettino”.

«La guerra degli emù (nota anche come grande guerra degli emù) fu un’operazione militare contro la fauna selvatica nociva svoltasi in Australia durante l’ultima parte del 1932, dal 2 novembre al 10 dicembre, in risposta alle preoccupazioni nutrite dall’opinione pubblica nei confronti del considerevole numero di emù riversatisi senza controllo nel distretto di Campion nell’Australia Occidentale. Il tentativo di limitare la popolazione degli emù, un uccello australiano di grosse dimensioni incapace di volare, vide l’impiego di soldati armati di mitragliatrici, fatto che portò i media a riferirsi a tale operazione adottando il termine di “Guerra degli emù”. Mentre una grande quantità di uccelli vennero uccisi, gli emù persistevano e continuavano a distruggere le colture. La “guerra” ha provocato 3.486 vittime, solo emù, e 2.500 feriti».

Se non altro, almeno in questa storia ci sono di mezzo degli esemplari di umani ed è dunque ancora possibile raccontarla quasi come una guerra, senza naturalmente poter evitare il ridicolo:

«Dopo il ritiro delle truppe, il maggiore Meredith comparò gli emù con gli Zulu e commentò la stupefacente agilità degli emù, persino quando gravemente feriti: “Se avessimo una divisione militare con la resistenza ai proiettili di questi uccelli saremmo capaci di confrontarci con ogni esercito del mondo… Possono affrontare le pallottole con la robustezza di un carro armato. Sono come degli Zulu che non possono essere arrestati nemmeno dai proiettili a espansione“».

Il trolling imporrebbe di travolgere Wikipedia con minuziose descrizioni di quanto accaduto nei nostri acquari o sui nostri balconi (avrete fatto delle foto durante il lockdown!). Però forse, almeno per il momento, è sempre meglio fare come al solito: mettersi in disparte e godersi lo spettacolo.

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