San Roberto (grazie a tutti)

Oggi è San Roberto e solitamente nessuno mi fa gli auguri: da una parte perché in città ormai non si usa (mentre in Meridione e in generale nella campagna italiana almeno fino a qualche anno fa era considerata una ricorrenza più significativa del compleanno), dall’altra perché anche ai tempi in cui avevo come clan di riferimento il tradizionalismo cattolico, in quel contesto si seguivano, per motivi che non ho mai approfondito, i più disparati martirologi, dunque ricevevo auguri in giorno inaspettati da febbraio a dicembre.

Ad ogni modo, a me il Roberto che viene festeggiato il 17 settembre, cioè il cardinale Bellarmino, si intona abbastanza; e obiettivamente l’affaire in cui è noto interprete nelle vesti di antagonista, non stona nemmeno in questi tempi di pseudo-scientismo (“The Church at the time of Galileo not only kept closer to reason as defined then and, in part, even now; it also considered the ethical and social consequences of Galileo’s views”). La lettura di Contro il Metodo di Feyerabend, peraltro, scaturisce sempre da quella effimera militanza pre-bergogliana (non riesco più nemmeno a definirla “ratzingeriana”, tanto sembra un sogno lontano) che ci aveva fatto credere in un “ritorno a casa” (del Padre): purtroppo, come si dice, il sole sembra più grande quando sta tramontando.

Volevo buttare giù solo due righe per ringraziare tutti coloro i quali mi hanno scritto (bravomisterthot@gmail.com) in seguito alla mia decisione di non insegnare più, per comunicarmi solidarietà, offrirmi un lavoro o addirittura mandarmi soldi via paypal (in maniera anonima, che signori). Non dimenticherò mai tutto questo, e sulla breve distanza cercherò di fare ogni cosa per meritarmi la fiducia che mi è stata data.

Saluto anche gli amici che hanno condiviso il mio ultimo pezzo sui social. Qualche precisazione: prima di tutto, non sono Mamol (comunque grazie perché non avevo mai raggiunto cento cuori con i miei tweet, lol), non sono più su Twitter da un pezzo per motivi che nemmeno ricordo (isolamento? irritazione per la censura? autismo?), in ogni caso ero MISTER TOTALITARISMO, come fate a non ricordarvi!

Saluto Drogo (come stai amico, non hai il mio numero di telefono?), l’invendibile Prav, eliaspallanzani, John Magufuli, MagisterZatta, Assaltoniglio, Marco N, Angheran, Silenos, Bunko, Gastone Derolla, Fascinus, Giovan Maria Catalan Belmonte, Pierre-Louis, G. Mommo… Non vorrei far troppi nomi, ché rischierei di finire come il rapper 50 Cent accusato di essere un informatore (snitch) per aver cantato le gesta dei suoi spacciatori preferiti ( Kenneth “Supreme” McGriff, Gerald “Prince” Miller, Lorenzo “Fat Cat” Nichols, Howard “Pappy” Mason ecc…) nell’indimenticabile Ghetto Qur’an (il riferimento al Corano sta solo a indicare una serie di rigidi precetti da rispettare, quelli della “università della strada”: come è noto i paradigmi culturali degli afroamericani negli ultimi decenni sono stati fortemente influenzati dal maomettanesimo, a seguito della propaganda nelle carceri da parte del movimento della Nation of Islam).

Saluto A., che non sento da un pezzo perché mi vergono per una miriadi di motivi, ma che considero ancora una delle persone più influenti della mia vita. Se mi sono “fatto da parte” è perché a un certo punto ho iniziato a sentire come una sorta di invidia nei suoi confronti, e di conseguenza ho provato pena, se non schifo, per me stesso. Anche qui, evitiamo di lavare panni sporchi in piazza (ad ogni modo, sai che morirei per te, ma no homo tho, anche perché ricordiamo che per noi moderni la pederastia è qualcosa di “patologico, decadente, viscido”).

In definitiva, non so più dire quel che sono. Mi paio un’anima persa, che per un periodo si era riconosciuto in una sorta di comunità, la cosiddetta manosfera (e ricordo A. che sui navigli mi chiedeva “vuoi davvero andare in fondo con questa storia?”), un’identità, quella “maschiale” (sic), che alla fin fine mi è risultata stretta come le altre.

A dirla tutta, mi ero illuso che una massa di maschi soli avrebbe rappresentato un elemento destabilizzante in una società disordinata e decadente; invece mi sono reso conto che un “ramo spoglio” resta tale sotto qualsiasi punto di vista, anche quello rivoluzionario. Sono davvero pochi i “celibi involontari” che hanno scelto di non farsi ricattare dal governo della peste, pur godendo dei “vantaggi” di non avere una casa né una donna da amare, per parafrasare l’ancora più imprenscindibile (e censuratissima) Nato per Odiare degli ADL 122.

I maschi soli avrebbero dovuto essere i martiri, i testimoni silenziosi di una resistenza al nuovo ordine mondiale, al Grande Reset e cazzate varie. Io non giudico chi “tiene famiglia”, nella misura in cui costui non fa il covidiota e riconosce la natura coercitiva del Green Pass, ammettendo di aver fatto il vaccino solo perché costretto. In quanto (ex) insegnante sto dalla parte di bidelli ed educatrici comunali, “moralmente suasionati” (affanculo il loro inghilese) ancor prima di qualsiasi obbligo governativo.

Che poi io non voglio giudicare davvero nessuno, però non venitemi a dire che tra i no-vax girano “donne sui 50 anni, gattare, pseudo-vegane che fanno cure omeopatiche, rami spogli al femminile che non hanno nulla da perdere”: lasciare la piazza al famigerato planet crackpot di simpsoniana memoria è già di per sé una colpa. In Italia non esiste una società civile, questo lo sappiamo: si sperava almeno esistessero gli abreki, i rivoluzionari nel senso primigenio del termine, “gli uomini perduti in partenza”.

Invece ora mi ritrovo a lottare fianco a fianco con i visitors del pianeta strampalato: il microchip nella punta dell’ago, la dieta paleo autoimmune, Bill Gheit (sic), la memoria dell’acqua e “Brio Blu mi piaci tu”, quando sarebbe bastato un sussulto di dignità. Per dire: io non mi faccio ricattare, non mi faccio prendere in giro, non mi faccio terrorizzare, insultare, ghettizzare. Bon, vabbè. Tanto con l’estensione del Green Pass ulteriori nodi verranno al pettine e infine gli “irriducibili” saranno ridotti all’osso, ma se non altro saranno davvero convinti della scelta e non lo faranno solo perché spaventati dalla punturina o dai rettiliani.

6 commenti su “San Roberto (grazie a tutti)

  1. Pure quel perennemente-cacato dal covid di eliaspallanzani ti ha fatto gli auguri…

    Stai attento al raffreddorino spallanzà! Non uscire mi raccomando!

  2. Io, da tradizionalista, San Roberto Bellarmino lo festeggio il 13 Maggio.
    Comunque lo prego per te, oggi ed anche a Maggio.

  3. Rammaricata del fatto che tu abbia chiuso il tuo account Twitter, ti faccio tanti auguri sia per l’onomastico, sia per il coraggio che hai avuto nel non accettare alcun ricatto. Conoscendoti un po’ meglio di altri….non mi meraviglio.

    Doxa

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