Cartoni animati mormoni, geovisti e scientologisti

Dato che era da un pezzo che volevo parlare di cartoni animati, ho deciso di rompere gli indugi e cominciare proponendovi tre chicche scovate direttamente su Youtube a proposito di mormoni, Testimoni di Geova e “scientologismo”.

Il primo è un filmato prodotto dalla Jeremiah Films nel 1982 per un documentario (qui la versione completa) basato su un libro, The God Makers, fortemente critico nei confronti della cosiddetta “Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni” (la denominazione ufficiale dei seguaci del Libro di Mormon). Si tratta quindi di un rappresentazione interessata a evidenziare gli aspetti impresentabili della dottrina (come il razzismo, tenuto sempre in secondo piano: per i mormoni i neri sarebbero quelli rimasti neutrali nella disfida celeste tra Gesù e Lucifero), con alcune frecciatine come quella sull’endless celestial sex con cui il Supremo si trastullerebbe nello spazio per creare gli “eletti”.

Anche il secondo cartone dedicato ai Testimoni di Geova venne prodotto dalla Jeremiah Films nel 1986, come parte di un altro documentario (qui la versione completa) realizzato dal fuoriuscito Leonard Chretien per mostrare la stravaganza delle dottrine propagandate dalla Watch Tower Society (suggestivi  gli stilemi tratti dalle animazioni dell’epoca, come He-Man).

Il terzo cartone, con protagonista Xenu (governatore supremo della Confederazione Galattica), è stato invece prodotto dalla BBC nel 1987: su Youtube lo si trova anche incorporato in un altro filmato che mostra la perfetta corrispondenza tra quanto in esso esposto e il “verbo” di Ron Hubbard espresso a viva voce.

Ricordando sempre che si trattano di testimonianze critiche nei confronti delle tre confessioni, lascio agli spettatori qualsiasi giudizi sulla questione. Per quel che mi riguarda, mi limito semplicemente ad affermare (senza cadere nella tentazione di richiamare quanto disse Borges a proposito della teologia) la necessità di trovare un equilibro fra ateismo di stato e teocrazia. Credo che in generale il fenomeno della “seconda religiosità” sia deleterio per la società in cui si sviluppa: porre un argine è sempre necessario, anche per obbligare gli adepti dei nuovi culti alla via stretta degli innesti laboriosi e delle fioriture spontanee.

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