Il declino della donna

Il declino della donna (Decline Of Wamyn) è una vignetta che mostra l’evoluzione della donna occidentale, da matriarca ottocentesca a casalinga anni ’50 fino a madre single pseudofemminista e, ultimo gradino della specie, gattara.

Il disegno è entrato nel mirino della stampa italiana nel giugno 2019, quando è comparso sulla pagina ufficiale di Facebook della storica emittente cattolica Radio Maria (con il commento “Notate qualcosa di strano?”).

Al riguardo, come prevedibile, è stato detto di tutto: ma un dettaglio, questo sì che avrebbe potuto scatenare l’apocalisse (absit iniura verbis) è il nome dell’autore (la cui firma è stata censurata nella riproposizione di quello che è a tutti gli effetti un meme).

Ebbene, il “capolavoro” è opera di un artista che disegna sotto lo pseudonimo Jinjerzilla (qui il link alla pagina della vignetta sul suo sito ufficiale) ed è uno dei più forsennati vignettisti neonazisti attualmente in circolazione.

La maggior parte dei suoi disegni hanno come protagonista l’Happy Merchant (la caricatura di un ebreo del ghetto che si sfrega le mani) impegnato a corrompere e manipolare il popolo americano, e sono una versione della classica propaganda antisemita aggiornata al XXI secolo sia dal punto di vista ideologico che estetico.

Non pubblico le vignette per evitare che mi venga chiuso il blog, tuttavia solo a titolo informativo ne segnalo qualcuna: un impressionante ebreo “zombie” che divora le viscere dello Zio Sam (qui); il Pianeta Terra che si trova il piede infilzato da una stella di David (qui); “Zio Hitler” che salva un ragazzo bianco dal suicidio (qui); Napoleone che emancipa gli ebrei (qui); l’olocausto paragonato a una favola per bambini (qui); un ebreo che spara a un homo sapiens che vuol tornare indietro nel cammino dell’evoluzione (qui); il meme della gaussiana del quoziente intellettivo con una vera campana (qui); un ebreo che brandisce afroamericani e arabi come armi (qui); un ebreo che usa l’America come se fosse un gabinetto (qui); un meme negazionista in cui la versione ufficiale dell’olocausto è rappresentata come un castello di carte (qui); eccetera eccetera.

Il portale contiene anche altre vignette antifemministe, che invece possiamo pubblicare perché in fondo Radio Maria made me do it.

Una femminista in una palla di vetro che brandisce un cartello con su scritto “Distruggi il patriarcato” mentre attorno dei soldati vengono uccisi per difenderla (qui):

Il sovrano di un regno immaginario che consente alla moglie di governare e fa una brutta fine (qui):

Una variante della vignetta da cui siamo partiti: il culmine della civiltà è un tizio dalla sessualità ambigua coi capelli tinti piegat* sul proprio telefonino (qui).

6 commenti su “Il declino della donna

  1. Un simpatico paradosso di voi nazistoidi morti di figa è che siete al contempo islamofobi e islamofili. Siete razzisti, ma in ultima analisi sognate un mondo pacificato come quello islamico. Come quello sfigato di Houellebecq (uno che se in vita sua si fosse tagliato i capelli e lavato i denti qualche volta in più avrebbe rimediato qualche figa in più risparmiandoci i suoi romanzetti da quattro soldi), che paventa la submission ma in realtà la desidera.

    1. Condivido. Più che altro il nazistoide, oltre le dinamiche maschio-femmina, ignora di esser tato uno strumento del fabianismo anglosassone e del bolscevismo russo quindi…

      Le vignette migliori sono la 129 e la 61.

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