Il Qatar ridicolizza la comunità LGBTQ (contiene vignette divertenti ma offensive)

Negli ultimi mesi, all’approssimarsi dei Mondiali di calcio, l’intensificarsi dell’isterismo occidentale sui diritti delle cosiddette “minoranze sessuali” in Qatar ha portato a una reazione non solo istituzionale da parte delle autorità dell’emirato, ma anche a livello politico e di opinione pubblica. Per esempio l’ambasciatore qatariota della Coppa del Mondo, Khalid Salman, ha dichiarato l’8 novembre all’emittente tedesca ZDF che l’omosessualità è una “malattia mentale” e che i gay che vengono in Qatar devono “accettare le nostre regole”: di fronte all’indignazione internazionale, i compatrioti hanno difeso Salman e hanno mostrato di condividere la sua opinione.

Lo stesso parlamento di Doha ha ripetutamente condannato, sin dalla sua recentissima fondazione (l’anno scorso), le “idee estranee ai valori e alla moralità della società qatariota”, affermando di volerle “affrontare e contrastare in modo appropriato a tutti i livelli”.

Il deputato Nasser bin Hassan Al-Kubaisi, del comitato organizzatori dei Mondiali, ha ribadito la “necessità di tenere fuori dal Qatar tutte le attività non appropriate ai nostri costumi e alla nostra moralità”, definendo i vessilli arcobaleno della propaganda LGBTQ come “bandiere della dissoluzione” [‘aelam alianhilali, أعلام الانحلال]

Anche la stampa qatariota è molto attiva nel contrastare la degenerazione occidentale: per esempio, la giornalista Aisha Obaidan, sul quotidiano “Al-Sharq” del 30 ottobre 2022, ha espresso disgusto per gli appartenenti alla comunità LGBTQ+ in visita in Qatar:

“Alcuni sembrano strani, hanno volti spaventosi e distorti e comportamenti e movimenti ripugnanti adatti al loro ambiente, ma a cui la nostra società non è abituata. […] Chi ha permesso a queste persone dall’aspetto ripugnante, come gli adoratori del diavolo e gli omosessuali, di muoversi indisturbati nei luoghi pubblici del Paese, accanto a bambini, giovani e cittadini stranieri impressionabili?”.

Altri giornalisti, invece, hanno accolto con entusiasmo l’annuncio del boicottaggio dei Mondiali da parte tifosi LGBTQ+ inglesi: Fawaz Al-Ajmi ha commentato con una Sura (“[I miscredenti] tramavano intrighi e Allah tesseva strategie. Allah è il migliore degli strateghi”, VIII, 30) e ha aggiunto che “la terra del Qatar, i suoi stadi, lo spirito del suo popolo, gente, la sua cultura, i suoi valori arabi e islamici non saranno inquinati da questi omosessuali”. Un altro giornalista sempre di “Al-Sharq”, Ahmad Al-Mohannadi, ha dichiarato che “il boicottaggio dei tifosi LGBTQ+ ha portato gioia nel mio cuore” e ha auspicato che essi si attengano alla loro posizione, “nonostante gli uomini effeminati siano instabili nelle loro decisioni”.

A testimonianza, più in generale, dell’opinione dell’emirato sulla vicenda, restano numerose vignette raccolte dal Middle East Media Research Institute, che qui di seguito pubblichiamo.

La’eeb, la mascotte dei Mondiali, distrugge l’arcobaleno con un colpo di karate (Al-Sharq, 14 aprile 2022):

“Schiacciali o ti morderanno” (Al-Sharq, 3 dicembre 2021):

La Coppa del Mondo come un cavallo di Troia che nasconde “culture contrapposte ai valori del Qatar” (Al-Watan, 29 ottobre 2022):

I gay vanno controcorrente rispetto alla “sana natura umana” (Al-Sharq, 18 settembre 2022):

I gay non riuscirebbero a decidere quale bagno usare (Al-Sharq, 26 luglio 2022):

Il presidente della Fifa Gianni Infantino si rivolge alle squadre partecipanti al Mondiale (rappresentate da uomini effeminati): “Concentriamoci sul calcio”. (Al-Watan, 5 novembre 2022):

I gay vorrebbero che anche la coppa fosse gay (Al-Sharq, 27 ottobre 2022):

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