E. Michael Jones è un terrapiattista (lol)

Su Cozy.tv ieri sera è andata in onda il secondo streaming del dottor E. Michael Jones. Gli argomenti sono stati sostanzialmente gli stessi della prima puntata, con qualche aggiunta sull’economia e l’Irlanda. Il dottor Jones è tornato sull’affaire Kanye West, chiamando in causa anche il comico afro-americano Dave Chapelle e il suo monologo al Saturday Night Live, nel quale ha preso in giro il rapper (comunque suo amico) ma al contempo ha osato dire l’inosabile sul clima di isteria collettiva riguardo l’antisemitismo (stile castigat ridendo mores: “Sono stato a Hollywood e ci sono un sacco di ebrei, davvero troppi, ma questo non significa nulla”). Jones si è attaccato a un aneddoto di Chapelle su West, che è solito umiliare i suoi colleghi con le collane d’oro, affermando che lui “non indossa i suoi miliardi”, parlando dei monili sfoggiati dai rapper come una metafora delle “catene d’oro” con cui gli ebrei nel mondo spettacolo schiavizzano gli artisti neri.

Lo studioso cattolico tradizionalista ha precisato nuovamente che il suo antisemitismo non è di stampo etnico o razziale, ma religioso e culturale: lui non ce l’ha con all Jews, ma con The Jews, gli oi ‘Ioudaïoi secondo la lezione paolina. A suo dire con l’espressione The Jews (due parole che, secondo lo Chapelle di cui sopra, in lingua inglese non si possono dire una dopo l’altra) si devono intendere solo gli ebrei come “comunità politicamente organizzata”: dunque, così come non tutti gli ebrei a Gerusalemme erano favorevoli alla crocifissione di Cristo ma vennero fomentati dalle organizzazioni ebraiche di allora, allo stesso modo non tutti i Little Jews del giorno d’oggi partecipano dello spirito sovversivo dei Big Jews, ma vengono usati come “scudi umani” dalle grandi organizzazioni ebraiche (ADL, AIPAC ecc.). Da tale prospettiva, Jones ha ricordato Samuel H. Dresner, un celebre rabbino conservatore che a quanto pare era un abbonato della sua rivista, “Culture Wars”.

Parlando ancora dei Big Jews, Jones ha citato l’appello delle organizzazioni ebraiche contro l’odio su Twitter, affermando che probabilmente esse vogliono tacciare la piattaforma di antisemitismo, far fallire Elon Musk (che l’ha comprata a un costo spropositato), e poi impossessarsene a un prezzo stracciato.

Da qui sono partite diverse incursioni nel campo dell’economia: lo studioso, da buon americano, ha stigmatizzato l’uso dell’inflazione per ridurre il debito; ha ricordato la figura di Hjalmar Schacht, il banchiere di Hitler, “genio dell’economia”, che è riuscito a risollevare la Germania dopo la Grande Guerra rifiutando l’oro angloamericano ma basando il sistema bancario tedesco sul lavoro; infine, ha stabilito una dialettica tra usura e lavoro, evocando lo Shylock del Mercante di Venezia e il nono cerchio (in realtà il settimo) dell’Inferno dantesco, dove il Poeta colloca gli usurai accanto ai sodomiti.

A una domanda di uno spettatore irlandese sulla decadenza dell’Isola di Smeraldo, E. Michael Jones ha proposto una contrapposizione tra cattolici americani, che si fidano dei preti solo per quanto riguarda i sacramenti e sono intellettualmente liberi, e cattolici irlandesi, che invece seguono i preti in tutto. Dopo lo scandalo della pedofilia nel clero (nonostante alcuni casi fossero inventanti o pompati ad arte) si è rotto quel rapporto di fiducia tra popolo e sacerdoti, e i nemici del cattolicesimo in pochi anni hanno vinto il Kulturkampf. Secondo Jones, il cavallo di Troia è stato l’avvento di Google sull’isola (qui ha trovato modo di citare la recente rivelazione dell’infiltrazione del colosso californiano da parte dell’Unità 8200, il dipartimento israeliano dedicato alla guerra cibernetica) e l’instaurazione di leggi draconiane contro l’hate speech. Ha proposto poi un paragone con la situazione iraniana, affermando che comunque per gli irlandesi è più facile vincere la guerra culturale, dato che gli basterebbe tornare a frequentare la messa nella chiesa accanto a casa.

Infine -ecco il punto dolente- a una domanda sul terrapiattismo, il dottor Jones ha risposto che la cosiddetta Flat Earth Theory è una creazione della CIA volta allo scopo di screditare il geocentrismo, dottrina che invece considera scientificamente fondata (citando il volume Galileo Was Wrong. The Church Was Right di R.A. Sungenis e R. J. Bennett), o comunque più valida della mania per gli alieni la cui diffusione egli attribuisce ancora alla CIA. Stendiamo un velo pietoso, va là.

Per concludere in modo leggero, Jones ha chiuso la sua diretta parlando di abbigliamento, mostrando orgogliosamente la sua giacca di tweed irlandese (dello stesso stile di suo nonno, anch’egli Irish) e consigliando ai neri americani (comunque, tanto per ricordare, egli usa spesso la n-word) di smetterla di indossare cappellini da baseball e magliette Gucci e invece prendere ispirazione dai membri della Nation of Islam, che quando vanno in giro a predicare vestono in modo elegante e tradizionale. Ha anche ricordato il fenomeno del Mitumba, diffuso nell’Africa Orientale, cioè lo spaccio dei vestiti passati di moda delle associazioni caritevoli occidentali da parte dei commercianti locali, ricordando l’eleganza classica delle divise degli studenti di una scuola cattolica di Nairobi.

Un commento su “E. Michael Jones è un terrapiattista (lol)

  1. Il Servo di Dio Mons. Pier Carlo Landucci, nel suo volume “Miti & realtà”, dopo avere dedicato mezzo libro alla confutazione delle tesi di T. de Chardine, dedicato un capitolo all’apologia del sistema tolemaico.
    In due parole:
    a) prendendo come riferimento la fisica pot-Einstein, dire “La terra gira intorno al sole” o “il sole gira intorno alla Terra”, sono ambedue espressioni prive di senso;
    b) prendendo come riferimento il BIG BANG, e calcolando la velocità con i corpi celesti scappano l’uno dall’altro, riavvolgendo il nastro, sapete dove stata un giorno, prima del BI BANG, tutta la materia-energia del cosmo? INDOVINATO! Dove stiamo noi, dove sta la nostra TERRA. Quindi la Terra (frose) non sarà il centro del Sistema solare, MA lo è di TUTTO IL CREATO;
    c) infine, cosa più importante, AMMESSo & NON CONCESSO che la Terra non fosse il centro del Creato dal punto di vista fisico, lo è indubbiamente dal punto di vista metafisico. Infatti, stante ciò che sappiamo è l’unico posto in cui è avvenuta l’Incarnazione.
    C) infine, ammesso & non coc

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