Il nazismo e la sessualità femminile

«Le colonie di Mittgart [furono] un progetto di Willibald Hentschel, un conoscente del mio ex amico [Alfred Ploetz]. Hentschel voleva favorire il libero accoppiamento ed era contro il matrimonio monogamico. Hentschel riteneva che, come nel caso dei conigli, anche per gli esseri umani a un maschio vigoroso – diritto naturale! – spettassero molte femmine. Hentschel riteneva che nel buon tempo antico, quando la lotta per l’esistenza veniva disputata ancora solo sul piano fisico, un esponente della razza germanica doveva ammazzare nove altri uomini prima di potersi concedere di fare la corte alle loro vedove.
Anche nel caso di Hentschel si nota peraltro quella commistione di irrazionalismo e di scientismo calcolatore. Hentschel era un importante chimico. Con i suoi brevetti e le sue invenzioni si era creato un significativo patrimonio, comprando terreni e ideando queste colonie dell’associazione Mittgart volte alla elevazione della razza ariana. E così si mise in cerca di migliaia di donne libertine, alte, bionde, occhi azzurri, senza danni alla postura, che avrebbero dovuto vivere insieme a centinaia di uomini, scelti con i medesimi criteri, per diverse settimane, e che durante quel periodo per attuare il concepimento di creature di razza germanica all’altezza di tutti i requisiti richiesti avrebbero dovuto avere rapporti con uomini diversi. E fra questi, ovviamente, il nostro caro professor Hentschel. Dopodiché le donne e gli uomini si sarebbero nuovamente separati per tornare a occuparsi delle loro incombenze, di vita rustica o famigliare. II progetto fallì perché si presentarono all’appello poche donne, per l’esattezza solo quattro. AI contrario di uomini ne arrivarono a frotte, migliaia di maschi volontari pronti a entrare in quella comunità ancora tutta da fondare. Volevano, come dire, partecipare al progetto.
L’amico riteneva che questa fosse un’assoluta idiozia, un’idiozia che, come lei sa, in seguito venne ad essere realizzata nel cosiddetto progetto Lebensborn, la sorgente di vita. Himmler era un seguace di Hentschel. Anche Hitler lo apprezzava. Gli mandava sempre, firmati di suo pugno, gli auguri di compleanno».

(Uwe Timm, Ikarien, Kiepenheuer und Witsch Verlag, Köln 2017; tr. it Un mondo migliore, cur. M. Galli, Sellerio, 2019, pp. 338-339).

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