Mister Totalitarismo e la fabbrica dei meme

(in questo post pubblicherò alcuni meme dalla mia pagina Facebook appena censurata)

Mi hanno chiuso ancora la pagina di Facebook. Ormai ho perso il conto di quante volte sia accaduto, ma non importa, io continuo a RESISTERE RESISTERE RESISTERE! Ecco perché vi invito a iscrivervi tutti alla pagina di riserva: Riserva  Totalitarismo (la fantasia non mi manca). Sì, questa è una coraggiosissima testimonianza contro la censura, ma se qualcuno volesse sostenere che lo faccio solo perché la kehillà di Zuckerberg sembra l’unico luogo della terra in cui trovare figa, non mi offendo. Anche perché è la verità.

L’unica cosa che mi secca è dover ogni volta propagandare un’immagine vincente e di successo di me stesso in modo da richiamare tutti i follower (all’ultima tornata erano quasi tremila: un record, considerando che è una pagina dedicata solo alle mie paturnie giornaliere e peraltro regolarmente sotto shadowban), perché una persona che non ha alcuna stima di se stesso come può pretendere che altri ne abbiano? Si tratta, come vedete, di una questione piuttosto complessa che tocca vari nervi scoperti.

I motivi per cui Facebook mi blocca sono, credo, i meme. Probabilmente i famigerati “algoritmi” (un paio di trans sovrappeso e sottopagati) hanno la stessa concezione dei meme sostenuta dal grande e irreprensibile portale bufale.net,

«Chi mema, sappiamo, non lo fa per satira. La satira è coraggiosa, se la prende col potente. Il meme è un linguaggio vile e codardo, se la prende col debole, con chi versa in difficoltà e con chi non può rispondere. Il meme si nasconde come un bambino viziato dietro i pantaloni del potente implorando protezione in cambio di servilità. Il meme non è satira né verità, non è critica né risata. È il meme, il discendente dei disegnetti della propaganda dei più vili totalitaritasmi».

Sono questi gli “algoritmi” con cui abbiamo a che fare. Stavolta peraltro mi ero promesso di essere più conciliante e proporre un nuovo approccio anti-memetico alla questione, ceci n’est pas un mème. Non c’è stato nulla da fare, ci odiano sempre e comunque.

Ma non possiamo fermarci: invito dunque nuovamente a iscrivervi alla pagina di riserva e a contattarmi all’email creata ad hoc bravomisterthot@gmail.com. Continueremo a shitpostare per la libertà dell’occidente e la figa.

2 commenti su “Mister Totalitarismo e la fabbrica dei meme

  1. “Resta bro, che qua è pieno di figa!” Dopo dieci giorni te la cancellano.
    A ‘sto punto mi sa che mi iscrivo alla pagina di Playlover Academy 😀

  2. Io ho stima di te, Mr. Totalitarismo (no homo). Continua così, oppure no, come preferisci. La citazione mi inquieta: i Meme sono il nuovo Hitler? Reductio ad Memum?

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