Quando New York per un giorno passò sotto il controllo dell’Impero Ottomano

Questa storia risale a tre anni fa ma siccome nessuno in Italia ne ha parlato (nonostante il grande risalto sulla stampa interazionale), lo facciamo noi. Il 20 aprile 2016 l’ambasciata turca ha organizzato un mega-evento a New York con ballerini, scritte nel cielo e bandiere gigantesche per celebrare il proprio orgoglio nazionale e negare il genocidio armeno.

Il “Daily Mail” ha riportato una ricca galleria fotografica dell’iniziativa: si notano giovani ballerini americani assoldati dalla fantomatica organizzazione non governativa (lol) “Turkish Institute for Progress” che danzano entusiasti indossando magliette rosse con l’effige della mezzaluna e della stella:

portando in processione bandiere giganti della Turchia,

 

mentre atleti professionisti si esibiscono sulla skyline di Manhattan con i cosiddetti pogo sticks (“saltarelli”) in una “coreografia per la pace”.

Se già tutto ciò può sembrare imbarazzante, ancora più cringe il tenore delle scritte che i newyorchesi hanno potuto osservare nel cielo per mezza giornata: 101 years of Geno-lie (“101 anni di bugia-cidio”), Gr8 ally = Turkey (“Grande alleato = Turchia”), BFF = Russia + Armenia (“Amici per sempre = Russia e Armenia”) e il link al sito negazionista FactCheckArmenia.com. Sono comparse anche scritte in turco come il classico motto kemalista Ne mutlu Türküm diyene (“Felice è chi può dirsi turco”).

 

 

La sortita turca ha coinvolto anche diversi quartieri a maggioranza armena, come la celebre Little Armenia di Hollywood, dove in una notte sono comparsi centinaia di manifesti con gli stessi slogan e il link a Fact Check Armenia.

Ad ogni modo, se la ditta a cui sono state commissionate le scritte in cielo, la GEICO -appartenente nientedimeno che a Warren Buffett- ha preferito scusarsi pubblicamente pochi giorni dopo, non si è invece registrata alcuna reazione dal punto di vista politico o diplomatico da parte delle alte sfere americane, per le ragioni che conosciamo.

Certo, la questione del genocidio armeno è ancora controversa (ne abbiamo discusso qui), ma si potrebbe usare lo stesso aggettivo per qualsiasi evento storico: il fatto tuttavia che per proteggere alcuni di essi da qualsiasi tentativo di revisionismo siano state istituite “leggi speciali”, mentre altri si possano bellamente negare con scritte nel cielo di una delle città più importanti del mondo, è piuttosto ridicolo.

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