Sorgono i primi dubbi “ufficiali” sul suicidio di Epstein

I risultati dell’autopsia su Jeffrey Epstein hanno rivelato che le ferite rivenute sul suo corpo sono più comuni nelle vittime per strangolamento che per impiccagione: tra le ossa fratturate del collo c’è infatti l’osso ioide, vicino al pomo d’Adamo, la cui rottura, affermano alcuni esperti contattati dal Washington Post, è appunto riscontrabile principalmente nelle vittime di strangolamento.

Il dottor Marc Siegel in un intervento a Fox News ha apertamente sollevato sospetti su un probabile assassinio: “L’osso ioide nel collo fratturato, assieme ad altre ossa spezzate, rendono statisticamente più probabile un omicidio che un suicidio”. Il medico ha sottolineato che se Epstein fosse stato aggredito, i segni sul corpo sarebbero rimasti: “Se qualcuno ti ti strangola, restano dei lividi sul corpo”, auspicando che venga fatta più chiarezza possibile riguardo l’autopsia.

Siegel si è anche meravigliato del fatto che Epstein sia stato tolto dal controllo di prevenzione dei suicidio un attimo prima che venisse ritrovato impiccato, nonostante avesse tentato di togliersi la vita poche settimane prima: “La faccenda puzza”, ha concluso.

Altre testate giornalistiche riportano che fonti interne alla prigione hanno dichiarato di aver sentito delle urla provenienti dalla cella del pedofilo miliardario la mattina del suo suicidio. Il fatto che è Epstein si sia impiccato usando le lenzuola è altrettanto sospetto, perché il Metropolitan Correctional Center, proprio per prevenire atti di auto-lesionismo, utilizza un tipo di tessuto leggerissimo.

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