Sul taglio di risorse alla polizia Minneapolis “ci ripensa”: la città di George Floyd è in preda alla violenza

Nella città in cui George Floyd è stato assassinato un anno fa, gli appelli al taglio dei fondi alle forze dell’ordine sono stati soppiantati dalla richiesta di… aumentare le risorse alla polizia.

Un’ondata di violenza nella prima metà del 2021 ha infatti frenato il dibattito sulla brutalità e il razzismo della polizia proprio a Minneapolis, la città dove sono iniziate le proteste nazionali.

E l’impegno della scorsa estate da una maggioranza a prova di veto del consiglio comunale di smantellare il Minneapolis Police Department è stato vanificato da una commissione, che ha invece imposto che la questione venga votata da tutti i cittadini.

Minneapolis ha finora registrato 32 omicidi dall’inizio dell’anno, rispetto ai 15 dell’anno scorso e solo otto per lo stesso periodo del 2019. Si tratta di un aumento del 400% rispetto a due anni fa.

Nell’ultimo mese tre bambini al di sotto dei 10 anni sono stati coinvolti in sparatorie: la scorsa settimana, Aniya Allen, 6 anni, nipote di un attivista anti-gang, è morta per un colpo alla testa e altri due bambini sono finiti in ospedale sempre per colpi d’arma da fuoco.

Dopo l’omicidio di Floyd, il sindaco Jacob Frey, pur avendo resistito ai tentativi di smantellare la polizia, ha comunque vietato le incursioni e proibito agli agenti di sparare ai veicoli in movimento. Inoltre dalla scorsa estate sono stati aboliti alcuni programmi di addestramento che avrebbero reso i poliziotti “più propensi a uccidere”.

Le promesse del Consiglio Comunale di sbarazzarsi del dipartimento di polizia e sostituirlo con “un approccio olistico, orientato alla salute pubblica” [a holistic, public health-oriented approach] sono stati vanificati da una Commissione cittadina nominata da un giudice, che ha bloccato l’iniziativa di voto per ridurre il numero di agenti di polizia.

Anche la riforma più ambita da Frey, quella di cambiare le regole per rendere più facile licenziare poliziotti, è improbabile che passi quest’anno nel nuovo clima di violenza che la città sta sperimentando.

3 commenti su “Sul taglio di risorse alla polizia Minneapolis “ci ripensa”: la città di George Floyd è in preda alla violenza

  1. Troppa gente armata. Basta con la buffonata del secondo emendamento.
    Troppa gente armata. Basta con la buffonata del secondo emendamento.
    Troppa gente armata. Basta con la buffonata del secondo emendamento.
    Così, giusto per ricordare qual è il punto.

    1. Siccome c’è troppa gente armata in giro cominciamo a disarmare la polizia, dunque è questo il punto?

      1. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Intanto vediamo se siamo d’accordo sul primo punto: c’è in giro troppa gente armata? Sì o no? C’è o non c’è una correlazione statistica fortissima tra numero di morti per arma da fuoco e armi da fuoco in circolazione? Allora, la soluzione non è certo armare di più la polizia. Peraltro, persino a vederla da destra, da una prospettiva securitaria, la polizia americana fa schifo: ciccioni obesi che mangiano e dormono in macchina invece di girare per i quartieri, che sparano a vista perché se poco poco gli tocca rincorrere uno scippatore gli viene un infarto dopo dieci metri. Quindi non è dando un bazooka al poliziotto ciccione, pigro, incompetente (nonché corporativo e ipersindacalizzato: ricordiamo anche il mero interesse economico come movente delle richieste di maggiori fondi) che si risolve alcunché. Certamente, bisogna riconoscere che il poliziotto medio americano ha giustamente paura: il carabiniere italiano che ferma un’auto per un controllo non teme, di norma, che l’autista abbia un revolver nel cruscotto. Ma per l’appunto questo dimostra che va limitata la diffusione delle armi.

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