Accettare tutte le culture ma non abbracciarne nessuna

Accept All Cultures – Embrace None
(Monk Martyrius Hope, Death to the World Issue #2, 1994)

Nel mondo di oggi ci viene insegnato ad amare il prossimo. Attraverso questo amore e accettazione “incondizionati” dovremmo raggiungere la pace universale. L’unico problema è che in realtà non ci viene insegnato ad amare con il cuore, ma ci viene insegnata una forma di amore più artificiosa, basata esclusivamente sull’interazione e l’accettazione esteriori. Questa è una forma di amore forzata e regolata, non è un percorso verso il vero amore, ma un “amore” che spoglia l’anima di ogni profondità e vita.

L’accettazione insegnata nella società odierna non tratta nessuna cultura in modo equo, ma la riduce a una filosofia confezionata che può essere analizzata e messa da parte. Questo modo “intellettuale” di avvicinarsi a una cultura esclusivamente attraverso le sue pratiche esteriori, serve solo a un vero scopo (intenzionale o meno), e cioè distruggere la fede nella cultura e, di conseguenza, tutte le ragioni per metterla in pratica.

Il vero messaggio è “accettare tutte le culture ma non abbracciarne nessuna”. Si dice che questo punto di vista sia il mezzo per realizzare la “pace nel mondo”, ma quando la pace nel mondo si ottiene rendendoci privi di profondità, ne vale davvero la pena? Vivremmo in un mondo in cui potremmo accettare tutte le differenze esteriori, ma solo perché all’intero saremmo come dei cloni. Le nostre anime sarebbero tutte uguali, completamente vuote e trascurate. Questo insegnamento promuove davvero la diversità, oppure la distrugge?

Vediamo il risultato di tutto ciò ogni giorno nella società americana senza cultura, dove le uniche motivazioni perlopiù sono il denaro, l’auto-glorificazione e altri piaceri effimeri che servono a distrarci dalla dolorosa consapevolezza della nostra infelicità interiore (nonostante i tentativi di dimostrare altrimenti). Questa è la “società” dalla quale sono fuggito quando ho cercato una risposta nel punk, e questa è la “società” che ho distrutto nel mio cuore quando ho guardato a Gesù Cristo e ho trovato la risposta. In Cristo ho scoperto che non dovevo vivere così. Non dovevo più nascondere il dolore, o addirittura lamentarmene, perché ora avevo un mezzo diretto per eliminarlo.

Aprire la propria anima a Dio è una cosa difficile da fare, per colpa dell’anti-cultura insegnata oggi e per quegli evangelici da televisione che nei loro tentativi di arricchirsi distorcono l’immagine del cristianesimo. Solo rifiutando queste false fonti riscopriremo Dio e noi stessi. Attraverso l’amore del Creatore troveremo nei nostri cuori il vero amore per tutta la Sua creazione, e poi (anche se saremo rifiutati dal mondo) accetteremo tutte le persone, nazioni e culture con pace nelle nostre anime e verità nei nostri cuori.

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