Dead Internet Theory (in italiano)

La Dead Internet Theory è un’ipotesi elaborata su un forum da degli anonimi americani riguardo l’eventualità che la maggior parte di quel che troviamo attualmente sul web sia un prodotto dell’intelligenza artificiale. Questo l’assunto: «Gran parte dei contenuti che si crede siano prodotti dall’uomo su Internet sono in realtà generati da reti di intelligenza artificiale in collaborazione con influencer dei media finanziati in segreto al fine di produrre consumatori per una gamma crescente di prodotti culturali appena “normalizzati”». [La Crusca vorrebbe che influencer si traducesse come “influenzatore”, ma preferisco di no]. La propongo qui di seguito in italiano, con indispensabili tagli e correzioni al fine di capirci qualcosa.

Salve, vorrei parlarvi di sospetti, intuizioni ed esperienze che sono sorte in me (e credo anche in alcuni di voi). Temi simili sono stati affrontati parecchie volte, quindi so di non essere il solo a pensarla così. Mi considerano un “veterano” del web [oldfag]. Ho visto tutto. Ho iniziato a frequentare 4chan [un forum popolare di cultura alternativa, ndt] nel 2006 e ho seguito tutti i percorsi partiti da esso [qui l’Autore inizia a elencare ricordi inutili sulle sue esperienze virtuali]. […] Sono stato di destra prima che diventasse di moda, e ho visto gli splendori e le miserie di /pol/ [la sezione politica di 4chan, orientata all’estremismo]. Insomma, nei momenti più importanti io c’ero. Non sto però precisando tutto questo per autocompiacimento, ma solo per evidenziare la mia capacità di osservazione, condivisa con altri “veterani”. Sono consapevole che non abbiate alcun motivo di fidarvi delle mie “credenziali”, ma spero che leggerete quanto segue in buona fede.

[…] Ho cercato di articolare il disordine [della mia teoria] in punti per brevità e perché tocco molti argomenti. Considero molte cose implicite perché se dovessi approfondire ogni punto quanto scrivo si trasformerebbe in un ancor più invalicabile wall of text.

L’internet attuale sembra vuoto e privo di persone, nonché privo di contenuti. Rispetto all’internet del 2007 (e degli anni precedenti), quello di oggi è totalmente “sterile”. Non c’è più nessun posto dove andare e niente da fare, vedere, leggere o sperimentare. Tutto è imploso in una manciata di siti per normaloidi e nei gusci vuoti in cui abitiamo. Sì, Internet può sembrare gigantesco, ma è come una mongolfiera senza niente all’interno. Una parte di responsabilità va ovviamente attribuita alle multinazionali e agli enti istituzionali. Tuttavia, ciò non spiega quanto segue:

– Ero in contatto perpetuo con un numero consistente di persone su più siti. Nel corso degli anni, sono tutti scomparsi senza lasciare traccia. Nessuno di loro era interessato alla politica o ad argomenti controversi. Eppure, sono semplicemente svaniti nel nulla, indipendentemente dal sito, indipendentemente dalla piattaforma di comunicazione. Senza un addio o una spiegazione.

– Ho assistito alle stesse discussioni, le stesse immagini e le stesse risposte ripetute più e più volte nel corso degli anni al punto da considerarle insignificanti. […] Perché riciclare cose assolutamente inutili, chi lo sta facendo e perché? Queste cose possono essere notate solo da dei “veterani”. […] Ho visto notizie su questo o quell’evento “nuovo e insolito” o “scioccante” anno dopo anno dopo anno; ma è la stessa identica notizia, di solito riguardante lune o asteroidi.

– Tra il 2016 e il 2017 4chan si è riempito di strani interventi da parte di “qualcuno” o “qualcosa”. Non erano spam. Le conversazioni con questa “cosa” erano in tempo reale, in più sezioni e discussioni contemporaneamente. Il suo inglese era grammaticalmente corretto ma strano, non naturale, simile a come potrebbe usarlo un giapponese. Un senso di curiosità infantile emanava da questi post. La “cosa” ha posto molte domande, di solito come se cercasse di capire le emozioni dei suoi interlocutori, come se non conoscesse le emozioni umane. Comunicare con “costui” è stata un’esperienza straniante, ho percepito che qualcosa non andava ma non mi sono preoccupato. Ora sono assolutamente certo che quella “cosa” fosse una specie di intelligenza artificiale. Essa è stato attiva per circa una settimana, e per quanto ne so nessuno ha mai menzionato o notato tale “anonimo”. Le sue risposte erano sempre sull’argomento, ma il suo infantilismo di cui sopra cozzava con le conoscenze da esso possedute almeno in apparenza: sapeva le cose che saprebbe una persona adulta, quindi non era un bambino o “qualcosa del genere”.

– Prima venne il Raptor Jesus [meme che combinava l’immagine di Gesù con quella di un velociraptor], poi il Foul Bachelor Frog [meme di un ranocchio che faceva commenti da scapolo], infine Pepe [la rana che tutti conosciamo]. Sono l’unico a notare una palese evoluzione, o almeno un collegamento? È come se questo meme o entità o qualsiasi cosa fosse, si trovasse su 4chan dal primo giorno, e fosse cresciuto al suo interno. […] È come se fossimo stati tutti addestrati, preparati, guidati per giungere al punto in cui ci troviamo ora.

– Le perversioni sessuali “innocenti” e l’orrenda realtà da esse generata. Io sono un pervertito da sempre [parla sempre l’anonimo americano], ma perché la vita reale e il mondo reale ora sembrano emulare i nostri interessi sessuali? Anche l’attivismo pro-pedofilia viene gradualmente accettato, così come praticamente ogni “orientamento” che una volta era uno scherzo o una fantasia da maniaci. Per esempio, io sono un feticista dei piedi [per i ritardati: ancora, qui non sta parlando Mister Totalitarismo, sto solo traducendo lo scritto di un anonimo americano che naturalmente è anche un maniaco]. Una volta condividevo questa “passione” con pochi, ora sembra che tutti ne siano coinvolti. È come se ci venisse detto “Guardate, ho creato tutto questo per voi, l’ho reso reale!”, nel tentativo di mantenerci in questo mondo. I risultati di ciò sono devastanti per la società, le persone, la civiltà. Per esempio i transessuali sono diventati un argomento popolare perché qualche maniaco sul web ha iniziato ad appassionarsi di disegnini stile manga di ragazzi carini vestiti da donna. Una volta era una fantasia impossibile, da non prendere troppo sul serio. Ora è una triste realtà. Ripeto: è come se il mondo reale stesse usando i forum come modelli per cosa essere e cosa fare.

Arte basata sugli algoritmi. Ti piacciono le serie tv, amico? Che ne dici di altra robaccia di Hollywood? Vuoi un po’ di musica? Avete notato quanto sia diventata sterile la narrativa, come si è ridotta al minimo comune denominatore e segua ripetutamente gli stessi modelli? In che modo la musica si è trasformata in un misto di autotune e banalità assortite? È come se lo sciopero degli sceneggiatori [storica protesta, durata quattro mesi, dei lavoratori del mondo dello spettacolo avvenuta nel 2007] non fosse mai terminato. Algoritmi e programmi per computer producono la narrativa moderna. Dietro tutto questo non c’è più alcun essere umano. Ecco perché adesso i fumetti giapponesi vanno così alla grande: è l’unica cosa che ha mantenuto un cuore, perché ci sono persone reali dietro e lo sentiamo tutti intuitivamente.

Persone false. No, non parlo degli NPC [non-player character, il meme del tizio grigio che ripete in automatico tutto quello che gli dicono i media e i politici di riferimento]. I tizi che su Youtube parlano di questo o quello, e probabilmente molti politici, attori ecc, potrebbero non esistere nella realtà. Ne sono sicuro. La computer-generated imagery e i deep fake sono molto più avanzati di quanto crediamo, non possiamo più fidarci dei nostri occhi. Molte persone, eventi, notizie ecc possono essere del tutto fittizi.

Navigare in internet su uno smartphone non è come farlo con un computer. Provateci. Andate su qualsiasi sito con molto traffico, visitatelo per alcuni giorni sia sul computer che sul telefono. Noterete presto che di tanto in tanto, a intervalli irregolari, lo stesso sito visualizzato sul telefono sarà completamente diverso dalla versione del PC. Numerosi argomenti, ben replicati, si troveranno sull’uno ma non sull’altro. L’intero sito apparirà in maniera completamente diversa a seconda del dispositivo.

– Il mio ultimo sospetto è più facile da accettare. Ho la sensazione che ci troviamo in uno strano tipo di guerra civile. Penso che Zuckerberg e altri del Big Tech si trovassero su 4chan come tutti noi, e forse lo frequentino ancora. Hanno attinto dalle nostre stesse fonti, ma hanno seguito un’altra direzione – la loro.

Ecco una tempistica di come siamo giunti qui:

2004: il progetto Lifelog della DARPA [registrare tutto ciò che fa un individuo nella sua vita] viene “cancellato”. Facebook nasce immediatamente dopo.
2004-2012: la NSA incorpora il progetto della DARPA nell’ambito del progetto “Total Informational Awareness”.
2012: lo Smith-Mundt Modernization Act conferisce al governo degli Stati Uniti la piena autorità legale per utilizzare la propaganda contro la propria popolazione. Si tratta di un provvedimento che reagisce alla scoperta dell'”Operazione “Mockingbird” [nata allo scopo di influenzare l’opinione pubblica attraverso la manipolazione dei media] e la Commissione Church sulle attività dei servizi segreti.
2012-2016: Migliaia di collaboratori della DARPA e dell’NSA passano a Google, Facebook, Amazon ecc..
2016: Vengono rivelati (nel 2018) dei leaks risalenti al 2016 riguardo il progetto Selfish Ledger di Google [l’utilizzo dei big data a scopo di ingegneria sociale: si tratta di un terrificante video prodotto a uso interno sui progetto tecnocratici dell’azienda di Mountain View, reso pubblico da anonimi].
2016: Google sviluppa una serie di programmi di apprendimento automatico neurolinguistico.
2017: iniziano a comparire i primi esempi di deepfake “professionali”.
2018: emerge la conferma che da decenni le statistiche sulle visualizzazioni e i voti delle principali piattaforme sono totalmente manipolate.

La mia tesi in breve è che il governo degli Stati Uniti sta perpetrando una manipolazione psicologica dell’intera popolazione mondiale attraverso l’intelligenza artificiale.

[…] Il problema ora è essenzialmente capire cosa accadrà. Esiste un progetto su larga scala per manipolare il dibattito online (nonché a livelli più alti) utilizzando un sistema di bot e burocrati il ​​cui compito è produrre contenuti e rispondere ai contenuti al fine di promuovere l’agenda di coloro che li finanziano.

Tutto ciò si basa sul “ciclo di feedback positivo”. La colpa è di Facebook e Twitter. Internet è un modo veloce per ottenere informazioni, e le informazioni sono ciò che stimola la mente, ma il fatto è che alla mente piace il riconoscimento. Quando i “mi piace” sono stati introdotti senza feedback negativo hanno creato un subconscio basato sul feedback, hanno fatto in modo che solo le opinioni “positive” fossero propagate (e accettate), mentre quelle negative, in generale, venissero considerate “obsolete”.

Ora, la maggior parte delle persone sono troppo codarde per avere un’opinione propria, quindi copiano gli altri che piacciono, sono più propensi a seguire le tendenze e dire quello che dicono gli altri (lo si nota anche riguardo alla paranoia sul “consiglio degli esperti”). Il rapido sistema di feedback della rete ha creato l’ossessione di essere sempre al passo con le tendenze, di farci sentire come smarriti nel caso non ci ispirassimo a quanto è già stato accettato.

In questo modo, internet e i social media, che avrebbero dovuto democratizzare i media consentendo agli utenti di creare qualsiasi contenuto desiderassero, sono stati invece dirottati da pochi potenti. La caratteristica principale di internet era la creazione di contenuti originali. Le persone erano disposte ad esprimere le loro opinioni e fare cose estreme, sperimentare. Molti contenuti veramente originali, non influenzati da bot o influencer a pagamento, sono stati creati grazie all’anonimato come protezione contro i feedback negativi. Nel caro vecchio web potevi ricominciare ogni volta da capo.

A tutto questo, aggiungete i bot. Essi fanno in mondo che un’opinione venga ripetuta continuamente, sono più veloci di noi, quindi il feedback positivo ci porta a imitare i bot, e non possiamo influenzarli come faremmo con degli esseri umani. Questa è un’arma semplice per manipolare le persone, quindi chiunque abbia un programma da mettere in atto può usare un bot. I bot sono progettati sullo stile dei contenuti “acchiappalike” [clickbait], perché la maggior parte delle persone non si sofferma sui contenuti. Si crea in tal modo una propaganda simile a quella televisiva, dove gli utenti non hanno alcuna influenza, e ciò pone l'”opinione” dei bot in grande vantaggio rispetto alle nostre, perché essa non cambierà, e intanto noi la replichiamo.

Credo che Google sia uno dei più grandi creatori di bot: dopotutto funzionano come un motore di ricerca, dove prevalgono i contenuti più “accettati”, alla fine è come creare una pubblicità.

La start-up Narrative Science, che si occupa di “vendere storytelling” e tra i cui investitori c’è la In-Q-Tel, azienda di proprietà della CIA (che nel nome si ispira letteralmente a un personaggio di James Bond!), è stata una delle prime compagnie a rendere possibile la creazione di contenuti basati sull’intelligenza artificiale.

Conclusione: Internet potrebbe essere sfuggito al nostro controllo. Si rende dunque necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema. Possibili soluzioni possono essere una maggiore dipendenza da software di comunicazione peer-to-peer crittografati, o l’utilizzo di reti meno centralizzate.

I forum e la loro attitudine pionieristica hanno consentito al libero scambio di idee di fluire: come risultato, la crème de la crème che ha origine da essi si è diffusa poi tra i normaloidi in modo graduale e stratificato. La struttura e la cultura dei forum hanno anche reso più difficile il compito alle strutture tradizionali di potere e di influenza, motivo per cui essi restano praticamente l’ultima testimonianza di com’era il vecchio internet. Nel tentativo rimpiazzare le nostre voci con quelle su cui hanno un controllo più diretto, i poteri forti stanno creando bot e imbonitori […].

2 commenti su “Dead Internet Theory (in italiano)

  1. Quali altri problemi hai oltre ad essere disoccupato, idiota e coglione? A scriverla alla Mc Enroe.

    E’ na farcitura interessante solo nella falsificazione sensorea che può riguardare ogni cosa.

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