Il crollo dell’antisemitismo in Italia

Poland, South Africa, Ukraine and Hungary Top List of Most anti-Semitic Countries, Says ADL Survey
(Haaretz, 21 novembre 2019)

Secondo un sondaggio appena reso pubblico dall’associazione ebraica Anti-Defamation League, l’antisemitismo è prevalente in Polonia, Sudafrica, Ucraina e Ungheria, mentre il paese i cui è meno diffuso è la Svezia.

La classifica dell’ADL si basa sulle risposte a una serie di domande su alcuni stereotipi antisemiti. Diciotto paesi al di fuori degli Stati Uniti sono stati inclusi in quest’ultimo sondaggio globale, che fa parte di una serie annuale iniziata nel 2014 (ma nell’ultimo non sono state incluse nazioni mediorientali o nordafricane…).

Agli intervistati è stato chiesto se una serie di affermazioni fossero “probabilmente vere” o “probabilmente false”. Tra queste: gli ebrei sono più fedeli a Israele che al Paese dove vivono; gli ebrei hanno troppo potere nel mondo degli affari; le persone odiano gli ebrei a causa del modo in cui si comportano; gli ebrei hanno troppo controllo sul governo degli Stati Uniti; gli ebrei hanno troppo controllo sui media globali; gli ebrei parlano ancora troppo dell’Olocausto. Coloro che hanno risposto “probabilmente vero” alla maggioranza delle 11 domande sono stati considerati antisemiti.

In Polonia, il 48 percento degli intervistati è risultato rientrare in questa categoria. Negli ultimi hanno suscitato diverse controversie la questione della restituzione delle proprietà ebraiche e una legge che rende reato accusare Varsavia di complicità nei crimini di guerra nazisti.

Il Sudafrica, dove il movimento per il boicottaggio di Israele ha portato a un raffreddamento delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, ha totalizzato il 47%. In Ucraina, il 46% degli intervistato ha manifestato opinioni antisemite, mentre in Ungheria il 42%. Il governo di Viktor Orbán ha promosse numerose campagne contro il finanziere ebreo George Soros per il suo sostegno all’immigrazione.

Al contrario, solo il 4 percento degli intervistati in Svezia ha manifestato credenze antisemite. E nonostante il numero record di episodi nel Regno Unito lo scorso anno, l’indagine ha rilevato che solo l’11% degli intervistati coltiva opinioni antisemite.

I Paesi coinvolto nel sondaggio sono stati Argentina, Brasile, Canada, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Regno Unito, Ungheria, Polonia, Russia, Ucraina e Sudafrica. Essi sono stati scelti o perché ospitano una considerevole popolazione ebraica o perché hanno suscitato qualche allarme nei precedenti sondaggi.

“Questi risultati sono un campanello d’allarme: c’è ancora molto da fare per educare ampie fasce della popolazione a rifiutare il bigottismo, oltre a rispondere alle pressanti esigenze di sicurezza delle comunità ebraiche”, ha affermato Il CEO di ADL Jonathan Greenblatt annunciando i risultati.

Oltre 9.000 persone hanno partecipato al sondaggio, condotto principalmente attraverso interviste telefoniche tra aprile e giugno.

A seguito dell’indagine inaugurale del 2014, l’ADL ha condotto un nuovo sondaggio su 19 paesi l’anno successivo e un altro ancora, solo su cinque Paesi, nel 2017, consentendo così di  monitorare i cambiamenti di opinione negli anni.

Sulla base delle indagini, dal 2015 l’antisemitismo si è rafforzato in Polonia, Sudafrica, Ucraina, Russia, Brasile e Argentina, mentre si è indebolito in Canada, Austria e Italia. Nessun cambiamento registrato invece in Belgio, Germania, Danimarca, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Sebbene l’indagine dimostri che l’antisemitismo è ideologicamente trasversale, nella maggior parte dei Paesi partecipanti i simpatizzanti di destra intervistati hanno manifestato una più alta probabilità di credere agli stereotipi antisemiti rispetto agli intervistati di sinistra. Le eccezioni sono Belgio e Paesi Bassi, dove gli intervistati di sinistra sembrano più portati a credere agli stereotipi antisemiti rispetto a quelli di destra.

L’indagine ha rilevato che, ad eccezione del Sudafrica, il sostegno al boicottaggio contro Israele non incide sulle opinioni di una persona riguardo agli ebrei. In Sudafrica infatti il 38 percento degli intervistati ha dichiarato di sostenere il boicottaggio contro Israele, mentre nella maggior parte degli altri paesi meno del 12% ha espresso sostegno verso di esso.

Il Sudafrica è stato l’unico paese con un numero significativo di intervistati (41%) che concordano sul fatto che “gli ebrei vogliono indebolire la nostra cultura nazionale favorendo l’immigrazione”, e anche quello con il più alto tasso di intervistati (39%) che crede che gli ebrei siano responsabili della maggior parte delle guerre mondiali.

Di seguito altri risultati chiave dell’indagine:

• Circa un europeo su quattro nutre opinioni antisemite (cioè, condividi con la maggior parte degli stereotipi presentati nel sondaggio).

• Gli stereotipi sul controllo ebraico dei mercati internazionali sono tra le credenze antisemite più diffuse, specialmente nell’Europa orientale. Alla domanda se fossero d’accordo con l’affermazione secondo cui “gli ebrei hanno troppo potere nel mondo degli affari”, il 72% degli ucraini, il 71% degli ungheresi e il 50% di polacchi e russi hanno risposto affermativamente.

• La “slealtà ebraica” è uno stereotipo diffuso nell’Europa occidentale. In Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna, oltre il 40% degli intervistati ha dichiarato di ritenere che gli ebrei siano più fedeli a Israele che al proprio paese. Questa convinzione era diffusa anche in Brasile (70 percento) e in Sudafrica (60 percento).

• In molti dei paesi europei intervistati, tra cui la Germania, ampi segmenti della popolazione ritengono che “gli ebrei parlano ancora troppo dell’Olocausto”. Questo sentiment è particolarmente diffuso in Polonia, dove il 74 percento degli intervistati ha dichiarato di essere d’accordo con tale affermazione.

• La diffusione degli stereotipi antisemiti è sostanzialmente più elevata tra le popolazioni musulmane dei Paesi europei (in media quasi tre volte più alta). Allo stesso tempo, l’antisemitismo tra i musulmani in Europa è inferiore rispetto a quello dei musulmani in Medio Oriente e Nord Africa intervistati nel 2014. L’ADL ha ipotizzato che ciò rifletta l’impatto dell’educazione sull’Olocausto e la vicinanza diretta agli ebrei europei.

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