Inghilterra: test per coronavirus contaminati da coronavirus

Coronavirus testing effort hampered by kits contaminated with Covid-19
(Telegraph, 30 marzo 2020)

Il tentativo di procedere a uno screening di massa per quantificare i contagiati da coronavirus da parte del governo inglese si è arenato di fronte alla scoperta che alcuni componenti essenziali per i test ordinati dall’estero sono contaminati da coronavirus.

I laboratori di tutto il paese sono stati allertati per un possibile ritardo dopo che tracce di virus sono state rilevate nei componenti in attesa di consegna nei prossimi giorni.

Lo scandalo giunge nel momento in cui le autorità politiche e sanitarie britanniche sono nella bufera per la lentezza con cui si stanno eseguendo i testi di massa rispetto per esempio a nazioni come Stati Uniti e Corea del Sud. Per accelerare la produzione, il governo si è rivolto alle aziende private per la fabbricazione di migliaia di kit nella speranza che i test siano disponibili entro poche settimane.

Uno dei fornitori – la società lussemburghese Eurofins – ha inviato una e-mail lunedì mattina ai laboratori governativi nel Regno Unito avvertendo che una consegna di componenti chiave era stata contaminata dal coronavirus e sarebbe stata perciò rimandata. La ditta ha ammesso il “problema” ma ha affermato che è comune ad altri fornitori privati. Il modo in cui si sia verificata la contaminazione non è stato ancora chiarito e le autorità sanitarie inglesi hanno voluto precisare che tale ritardo non influenzerà il programma di test di massa del Regno Unito.

La società di consegna di cibo Ocado ha ordinato 100.000 kit di test Covid-19 per il  suo personale, ma ha dichiarato la disponibilità a offrirli al servizio sanitario nazionale qualora necessario. L’azienda ha acquistato i kit per un milione e mezzo di sterline, mentre alcune celebrità hanno pagato quasi 400 sterline per fare i test privatamente.

Gli esperti si sono chiesti perché la Gran Bretagna sia così indietro rispetto agli altri nello screening della popolazione. Il professor Graham Medley, presidente di SPI-M, gruppo scientifico dedicato allo studio della pandemia consigliere del governo, ha affermato che il Paese non ha abbastanza “personale e macchinari” rispetto ad altri. Come ha dichiarato al Telegraph:

“È la differenza tra cucinare e fare catering. Possiamo avere medici straordinari, ma non abbiamo le macchine o personale addestrato per aumentare la quantità di test in maniera sicura. Abbiamo bisogno di più macchine per la ventilazione, le quali sono costose e devono essere costantemente sottoposte a manutenzione. Ci serve anche personale in grado di utilizzarle, nonostante in uno scenario ideale potrebbero non essere mai necessarie. La Corea del Sud ha magazzini pieni di kit e macchinari e molte persone sono state addestrate per usarli. Quando sono scoppiate le epidemie di Sars e di altri coronavirus hanno capito di averne bisogno. Anche la Germania mi appare più preparata di noi. Il problema è che un investimento per macchine che forse non sarebbero mai state necessarie è una decisione politica difficile da giustificare”.

Per aumentare le proprie capacità, il Servizio Sanitario ha arruolato un esercito di volontari, tra cui molti studenti universitari, per aiutare i laboratori di ricerca. Alcuni saranno pagati per il loro lavoro mentre altri si sono offerti volontariamente.

Ai primi segnali di pandemia, il Regno Unito aveva scelto di affidarsi a solo un laboratorio, quello di Colindale, nel nord di Londra. Nelle ultime settimane tuttavia le autorità sanitarie pubbliche hanno reclutato altri 11 laboratori, nonché università e ospedali.

Greg Clark, deputato conservatore che presiede il comitato di selezione scientifica della Camera dei Comuni (il quale sta indagando sulla risposta del governo a Covid-19), ha espresso perplessità sulla lentezza della reazione britannica: “La nostra strategia era quella di iniziare con un laboratorio e poi aumentarlo a 12. Non so perché ce la siamo presa così comoda”.

Un portavoce di Eurofins ha dichiarato: “In rare occasioni, possono verificarsi ritardi in alcuni ordini se, in base alle nostre rigide procedure di controllo qualità, la fabbricazione di un prodotto potrebbe non soddisfare i criteri stabiliti da Eurofins Genomics. Siamo consapevoli che contaminazioni sono state rilevate da diversi produttori di componenti di kit in tutto il mondo. Questi problemi possono essere facilmente risolti mediante adeguate procedure di pulizia e di separazione della produzione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.