Kenya: picchiato a morte perché sospettato di avere il coronavirus. E in Africa è caccia all’untore bianco

Come riporta il Daily Mail, in Kenya un uomo sospettato di avere coronavirus è stato aggredito da un gruppo di giovani armati di pietre ed è poi morto in ospedale.

La vittima, George Kotini Hezron, è stata assalita mentre tornava a casa dopo esser stato in un un bar nel villaggio di Msambweni nella contea di Kwale. I suoi concittadini sospettavano che avesse il virus e hanno deciso di attaccarlo mentre tornava a casa verso le nove di sera.

La folla ha insultato Hezron, lo ha accusato di avere la malattia e lo ha preso a sassate prima di dileguarsi. L’aggredito è stato condotto all’ospedale di Msambweni dove è morto per le ferite riportate.

Il comandante locale della polizia Joseph Nthenge al quotidiano keniota The Star ha dichiarato che non è noto se la vittima avesse il virus e ha messo in guardia dall’accusare falsamente le persone: “Un testimone sostiene che gli aggressori hanno visto l’uomo barcollare, si sono avvicinato a lui per insultarlo e approfittando della sua ubriachezza lo hanno massacrato a colpi di pietra”.

Finora non sono stati effettuati arresti e le indagini sono ancora in corso. Msambweni è un villaggio di pescatori molto frequentato dai turisti per le sue spiagge di sabbia bianca.

Il ministero della salute del Kenya ha finora confermato sette casi di coronavirus. La nazione dell’Africa orientale ha imposto rigide restrizioni di viaggio a stranieri, scuole chiuse e università, nonché il divieto di raduni pubblici.

Nel frattempo in Africa è cominciata la “caccia all’untore” europeo: in Etiopia sono stati aggrediti bianchi e cinesi,  mentre un autobus a Johannesburg con decine di turisti a bordo è stato assaltato al grido di “Corona, Corona”.

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