La verità offende più della post-verità

Gli studenti del Pomona College affermano che la verità non esiste, ma è solo un’invenzione del suprematismo bianco
(“Reason”, 17 aprile 2017)

Un gruppo di “studenti emarginati” del Pomona College di Claremont (California) ha chiesto al rettore di prendere provvedimenti nei confronti dei colleghi che scrivono per il “Claremont Independent”, un giornaletto conservatore. Ma non basta. Nella loro lettera gli “emarginati” respingono la funzione stessa dell’università, considerando la ricerca della verità come un mezzo per mettere a tacere gli individui emarginati. A loro dire, l’amministrazione del campus dovrebbe rivedere il proprio impegno per la libertà di opinione, in modo che chiunque fosse intenzionato a esprimere idee “fomentatrici d’odio” (stabilite, con criteri i più vaghi possibile, dalle stesse parti offese) non sia più autorizzato a parlare a Claremont.

“La libertà di parola, un diritto per cui molti movimenti di liberazione hanno lottato, si è ultimamente trasformata in uno strumento delle istituzioni egemoni”, sostengono gli studenti nella lettera. “Questo tipo di libertà non ha solo consentito agli studenti provenienti da contesti di emarginazione di esprimere le proprie opinioni e criticare alcuni aspetti delle istituzioni, ma ha offerto a coloro che cercano di perpetuare i sistemi di dominio una piattaforma con cui promuovere il proprio bigottismo”.

Gli studenti si riferiscono specificamente alla recente visita al campus della docente del Manhattan Institute Heather MacDonald, alla quale è stato impedito di parlare in quanto avversa al movimento Black Lives Matter: gli studenti hanno circondato le porte dell’edificio e hanno impedito l’accesso agli altri studenti che volevano ascoltarla.

[…] La lettera degli studenti auspica che la MacDonald – falsamente etichettata come “suprematista bianca” – non sia mai più consentito di rimettere piede nel campus. Di fatto, tutti i cosiddetti hate speech dovrebbero essere preventivamente messi al bando da Claremont: “L’idea che gli studenti debbano essere soggetti continuamente all’hate speech dei fascisti (quelli che vorrebbero cancellare la nostra stessa esistenza), si basa sugli stessi concetti eurocentrici secondo i quali i neri fossero insensibili al dolore e indifferenti al brutale e violento regime bianco”, scrivono sempre gli studenti.

Ancora peggio, nella lettera gli studenti si scagliano contro l’Illuminismo stesso, definendo la ricerca della verità (il compito di ogni università) un falso concetto eurocentrico utile solo a favorire il dominio dei bianchi:

«Storicamente, il suprematismo bianco ha venerato l’idea di oggettività, e ha creato la dicotomia ‘soggettività contro obiettività’ come mezzo per mettere a tacere i popoli oppressi. L’idea che ci sia una sola verità –“La Verità”– è un concetto euro-occidentale profondamente radicato nell’Illuminismo, un movimento che considerava anch’esso i popoli di colore [black and brown people] subumani e insensibili al dolore. Questa teoria è un mito, e il suprematismo bianco, l’imperialismo, il colonialismo, il capitalismo e gli Stati Uniti d’America discendono da essa. L’idea che la verità sia un’entità che noi dovremmo cercare, mettendo a repentaglio la nostra possibilità di vivere alla luce del sole, è un tentativo di mettere a tacere i popoli oppressi».

[…] Nonostante la lettera sia sgrammaticata, è consigliata la lettura integrale, poiché si tratta di una delle più esplicite negazioni dei valori liberali da parte di auto-proclamatisi liberali (che non ho mai avuto il dispiacere di leggere). Gli autori hanno ragione nel sostenere che l’Illuminismo fosse un movimento filosofico imperfetto, e che alcuni dei suoi aderenti fossero razzisti. Ma l’Illuminismo ha offerto un importante contributo al pensiero moderno, compresa la separazione delle opinioni dalle azioni (che gli studenti sono intenzionati a cancellare) e l’accettazione della ragione, della logica e del metodo scientifico (un’altra cosa che gli studenti vorrebbero eliminare).

Se la verità non esiste, se si tratta semplicemente di un “costrutto”, che senso ha frequentare l’università? A che pro aumentare le proprie conoscenze? E perché un movimento di attivisti liberal si impegna a contrastare l’incessante e inquietante ostilità del Presidente Trump verso i fatti, quando poi rifiuta di riconoscere l’esistenza di una realtà obiettiva?

Più di venti studenti hanno orgogliosamente sottoscritto il documento, pretendendo dall’amministrazione l’espulsione qualsiasi membro del “Claremont Independent” intenzionato a pubblicare la lista dei loro nomi, perché così facendo egli metterebbe in pericolo l’incolumità degli studenti emarginati. Tuttavia, dato che questi studenti non riconoscono alcuna differenza tra opinioni e azioni, è giusto che le loro parole gli si rivoltino contro: scrivendo una lettera che rifiuta la verità oggettiva, mette alla berlina la libertà di espressioni e bolla tutti i dissidenti come razzisti, tali studenti mettono in pericolo l’incolumità dell’intero sistema di istruzione.

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