News [/n(j)uːz/] dal mondo: sfanculo tutti come Silvio

Il mondo è in subbuglio, sta per scoppiare la Terza Guerra Mondiale, la giudeomassoneria scalpita e la bandiera trans (americana) è in fiamme. Tuttavia l’unica cosa interessante è cosa abbia detto Silvio Berlusconi a Ignazio Benito Maria La Russa prima del “vaffa”. Do una mia interpretazione basata sul labiale: “Ascolta, guarda che sono stato messo sotto tanto qui… Dai, su, c’è qualcuno che ha fatto peggio… Lei mi aveva promesso tre ministri… Sono stato messo sotto da tutti… Vaffanculo… Eh vabbè”.

Per il resto, Il cancelliere austriaco Karl Nehammer ha detto che l’Austria non prenderà più profughi ucraini (potranno venire in Italia, dove hanno tutto gratis, autostrade comprese). Ma procediamo con ordine.

Venezia: un turista olandese (ma chi è, Erick Thohir?) ha bloccato una borseggiatrice z-parola. Nullo l’intervento del soccorso piddino. Il turist* è riuscito ad assicurarla alle forze dell’ordine (giunte dopo un’ora) che ovviamente l’hanno subito liberata.

Da gattare a rattare: una vecchiaccia inglese, vegana e single, ha allevato dei topi come animali domestici finché i vicini non sono dovuti letteralmente scappare dal quartiere (nell’Essex). Era convinta che i topi “non sarebbero mai andati dai vicini” perché era lei a prendersi cura di loro. A malincuore le autorità hanno dovuto multarla, pur “rispettando profondamente ogni tipo di convinzione e credenza”.

Russia Today ride dei trans americani che moriranno per Israele. In questi giorni la Casa Bianca, nonostante l’attivismo pro-transessuale della Presidenza Biden, ha specificato che i maschi diventati donna sono comunque maschi e dovranno andare in guerra. Russia Today (il cui account Twitter è oscurato in Unione Europa) si è fatta beffe della decisione, affermando che l’agenzia di reclutamento americana ha ricordato ai giovani “che essere gli ultimi rappresentanti della propria stirpe [bloodline] non li esenta dal combattere i nemici di Israele”. Questo è puro linguaggio memetico, da parte di un Russia state-affiliated media.

(meme basato, basato su uno spot “progressista” della Gillette)

Essere trans fa schifo. Una ventunenne americana che ha fatto la transizione di genere da donna a uomo lamenta in un video di un minuto e mezzo i danni fatti dalle terapie ormonali, tra i quali l’alopecia imminente (benvenuta nel patriarcato): oltre 5 milioni di visualizzazioni su Twitter.

Nei tweet successivi ha poi affermato che: “Il mio aspetto troppo mascolinizzato non mi consente più di ritornare in società come donna”; “Non mi aspettavo che gli ormoni mi trasformassero in un Gigachad (sic). A differenza di alcuni membri della comunità, ero realista”; “Uno slogan ricorrente nella comunità trans è che la transizione cambia la vita in meglio. È da un anno che sto facendo questa transizione e non sto affatto meglio. […] Ormai sembro un uomo ma non mi sento meglio”; “Ho fatto un errore? È stata una scelta sbagliata? No, certo che no! Ho avuto una diagnosi! Uno psicologo mi ha detto che questo era ciò che dovevo davvero essere. Gli psicologi non possono mai sbagliare, giusto?”; “Ero un adolescente mentalmente instabile e avrei fatto qualsiasi cosa un esperto mi avesse detto di fare per migliorarmi. […] Sono l’unica in questo, giusto? No, migliaia, MIGLIAIA di bambini e giovani sono giunti a rendersene conto. […] Hanno tutti storie simili alla mia. […] Si sono sottoposti subito a terapia ormonale e chirurgia perché ai loro genitori è stato detto che avrebbero avuto probabilità maggiore di suicidarsi se non lo avessero fatto”.

BREAKING NEWS: Due entità trans-globaliste (o roba del genere) hanno imbrattato “I Girasoli” di Van Gogh alla National Gallery di Londra con della zuppa in barattolo per sensibilizzare l’opinione pubblica sui riscaldamenti climatici (o roba del genere). Non è noto se fossero consapevoli che il quadro è protetto da una lastra di vetro apposta anche contro i vandalismi.

Concludiamo da dove siamo partiti con Ignazio Benito Maria La Russa, che ha inaugurato la sua presidenza al Senato con un pensiero ai “patrioti ucraini” (probabilmente in cima alle sua preoccupazioni) e anche a “tutti i profughi e rifugiati di ogni parte del mondo che scappano dalla guerra” (subsahariani compresi?): ricordo che nel 2008, quando era Ministro della Difesa per il Berlusconi IV, commemorò i repubblichini che si erano opposti allo sbarco degli anglo-americani. Poco tempo dopo si intesterà la partecipazione all’intervento militare in Libia del 2011, affermando di esser riuscito a convincere personalmente Berlusconi ad allearsi con gli anglo-americani per schiacciare Gheddafi.


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