Stati Uniti: giornalista ebreo ucciso perché bianco

Questa notizia risale a più di un anno fa (ottobre 2018) ma, essendo stata insabbiata negli Stati Uniti, la stampa italiana naturalmente non l’ha nemmeno “captata”: Jerry Wolkowitz, giornalista freelance americano figlio di sopravvissuti all’olocausto, è stato aggredito nel New Jersey da un venticinquenne afro-americano, tale Jamil S. Hubbard, che lo avrebbe attaccato solo perché di carnagione bianca.

Dopo un’agonia durata sei mesi in seguito ai traumi riportati, Wolkowitz si è spento in ospedale a 56 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari e dall’indifferenza dei media. La stampa ebraica ha espresso grande indignazione sia per la notizia in sé che per la “congiura del silenzio” che sembra esser stata messa in atto dai grandi network d’oltreoceano (vedi il Times of Israel o Frontpage).

Hubbard ha prima colpito Wolkowitz alle spalle e poi, dopo averlo steso, lo ha trascinato in un parcheggio e gli è passato sopra con la sua macchina, per poi fuggire con la Kia Forte di Wolkowitz. Il tutto perché, come da lui stesso dichiarato, he was a white man. Non sapeva nemmeno chi avesse davanti, ma dal colore della pelle ha capito che doveva fargli il più male possibile.

Wolkowitz era anche fotografo e un soccorritore volontario. Il rabbino che ha celebrato il suo funerale lo ha definito un martire.

(fonte)

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