Una influencer afroamericana uccide la figlia adottiva bianca di tre anni perché “privilegiata”

 

Storia orribile dagli Stati Uniti di cui parla solo la stampa locale americana (io l’ho scoperta tramite la mia fonte principale, 4chan): la vincitrice di un reality show di cucina, tale Ariel Robinson, è stata arrestata perché accusata di aver ucciso la figlia adottiva di tre anni. A riportare la notizia in Italia solo il portale MoviePlayer.it, che però la presenta come semplice fatto di cronaca:

“Food Network ha cancellato ogni contenuto della ventesima stagione di Worst Cooks In America dopo che la vincitrice Ariel Robinson è stata accusata di aver ucciso una bambina di tre anni. Ariel Robinson, 29 anni, e il marito Jerry Robinson sono stati accusati martedì scorso della morte di una bambina di tre anni nella Carolina del Sud. I due sono ritenuti colpevoli anche di abuso di minori nei confronti della figlia adottiva. I fatti risalgono allo scorso 14 gennaio quando la polizia e gli uomini del 911 hanno trovato il cadavere della bambina a casa della coppia a Simpsonville, nella Carolina del Sud, secondo quanto riferito dalla stazione televisiva WHNS. I medici del pronto soccorso accorsi sul posto hanno rilevato che la bambina è morta a causa di diverse ferite da taglio. La stazione di polizia di Greenville ha fatto sapere, attraverso un comunicato, che il nome della vittima è Victoria Smith […]”.

Invece, purtroppo, c’è di più. La signora (si fa per dire) era molto popolare sui vari social, ma oltre a contenuti “leggeri” talvolta proponeva anche messaggi prettamente politici. I suoi profili in effetti sono colmi di propaganda a favore del movimento Black Lives Matter. Per esempio, durante l’assalto dei sostenitori di Trump al Campidoglio, aveva pubblicato un post su Instagram per denunciare il famigerato white privilege, corredato da tutti gli hashtag di circostanza:

“È un peccato che, in quanto madre orgogliosa di 4 bellissimi bambini, non possa proteggerli dalla realtà e dal male di questo mondo una volta che escono di casa. Tuttavia, combatterò e userò la mia voce per fare la differenza. Per portare consapevolezza e cambiamento in modo che un giorno, quel cambiamento arriverà. Sono una mamma-orso e farò di tutto per proteggere i miei figli e assicurarmi che il loro futuro sia altrettanto luminoso perché hanno le opportunità e sono trattati alla pari nel modo in cui Dio li ha creati. Non dovrebbe esistere alcun privilegio bianco. Solo privilegio americano. Dovremmo tutti avere lo stesso trattamento da cittadini statunitensi. Niente di più e niente di meno. Punto”.

Ora, mentre la tizia ciarlava in pubblico di “privilegio bianco”, in privato uccideva di botte la figlia adottiva dalla pelle bianca. Ariel e Jerry Robinson hanno adottato tre bambini, due maschi (di colore) e una femmina (bianca, appunto la povera Victoria “Tori” Rose Smith) nel marzo 2020. Sui profili social della influencer afroamericana compaiono decine di foto della bambina.

Una donna su Facebook ha affermato che sua figlia era la precedente madre adottiva di Tori Smith e ha voluto lasciare questa testimonianza:

“Era la bambina più dolce e amorevole. Era spiritosa e ci faceva ridere tutto il tempo… eravamo felici per lei perché poteva finalmente stare con i suoi due fratelli e avere una casa (anche se avrebbe potuto averne una prima di essere portata via dalla sua famiglia). Sono così afflitta da non trovare le parole”.

La polizia di Simpsonville ha rilasciato pochi dettagli sul caso. Secondo i resoconti dei media, gli agenti sarebbero stati chiamati a casa dei Robinson intorno alle 14:25, dopo che la piccola Victoria non reagiva più. La bambina è stata portata in ospedale dove è stato accertato il decesso. Ariel e Jerry Robinson sono accusati di “aver inflitto una serie di lesioni da corpo contundente” causando la morte di Victoria il 14 gennaio.

Ariel e Jerry Austin Robinson sono stati condotti al centro di detenzione della contea di Greenville. Secondo i registri della prigione non è stata concessa loro una cauzione. Dalla morte di sua figlia, Ariel, che in genere pubblicava più volte al giorno, ha smesso di postare su Facebook, Instagram e Twitter. Tuttavia, sul suo canale YouTube il giorno dopo la morte di sua figlia, aveva comunque pubblicato un video “leggero” (ora non più disponibile), come se nulla fosse accaduto.

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