Austria e Polonia inviano rinforzi alla frontiera greca

Austria e Polonia si preparano a inviare un centinaio di agenti di polizia per aiutare la guardia di frontiera greca, che al confine con la Turchia sta bloccando l’afflusso di decine di migliaia di migranti, secondo quanto riferito dal quotidiano greco Kathimerini (Austria, Poland bolstering Greek border guard force, 10 marzo 2020).

La Polonia ha dichiarato la disponibilità a inviare cento agenti di polizia nella regione di Evros (Grecia nord-orientale) e mandarne anche altri, se richiesto da Atene, mentre 13 reparti di polizia austriaca dovrebbero giungere nei prossimi giorni.

Ankara ha minacciato di inondare l’Europa di rifugiati a meno che essa non faccia di più per aiutarla a gestire le conseguenze della guerra in Siria. Attualmente la Turchia ospita circa 3,6 milioni di rifugiati e oltre un milione è fuggito dalla Siria per cercare rifugio a sud dal confine turco nella provincia di Idlib.

Lunedì, dopo l’incontro con il cancelliere tedesco Angela Merkel, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis verrà ricevuto a Vienna da Sebastian Kurz nel tentativo di ottenere sostegno tra i leader dell’Unione europea per la sua battaglia alla frontiera.

Mitsotakis e Merkel hanno concordato di aspettare aspettato il prossimo vertice dei leader dell’Unione Europea (26-27 marzo per) valutare il comportamento della Turchia e accertare che da parte di Ankara ci sia la volontà di risolvere la crisi migratoria.

Si prevede che la Merkel presenterà un nuovo piano in occasione del vertice per sostituire l’attuale accordo tra UE e Turchia. Nel quadro di questo accordo, firmato nel 2016, Ankara ha accettato di frenare il flusso di migranti e rifugiati nell’UE in cambio di 6 miliardi di euro per servizi relativi ai rifugiati e viaggi senza visto nell’UE per i cittadini turchi. Ankara accusa Bruxelles di non aver rispettato le promesse fatte nell’accordo.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan si è recato a Bruxelles lunedì per incontrare i leader dell’Unione europea per discutere della crescente crisi dei migranti. Nessuna soluzione condivisa è stata raggiunta nei colloqui tra le due parti.

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