La Turchia sfolla gli immigrati al confine greco: l’operazione di Erdoğan è fallita?

Secondo quanto riferisce Greek City Times, la polizia turca avrebbe dato fuoco alle tende degli immigrati al confine greco (provincia dell’Evros) per smobilitarli e costringerli a salire su autobus verso destinazione sconosciuta.

Dai reportage improvvisati comparsi sui social, sembra che le autorità turche a causa dell’emergenza coronavirus stessero già pianificando l’evacuazione degli immigrati al confine:

“Ad alcune persone è stato detto di fare i bagagli, ad altri sono state distrutte le tende. La polizia aveva già avvisato che il campo sarebbe stato evacuato e ora sembra che siano davvero pronti a farlo. Non sappiamo se o quando accadrà, e nessuno sa dove saranno state portate queste migliaia di persone. Sappiamo solo che i migranti che hanno sopportato la situazione per settimane e che si trovano ancora al confine non se ne andranno via con le buone.”

Le testimonianze di queste ore sono molto confuse: sembra che gli immigrati verranno spostati temporaneamente all’interno della provincia di Edirne, nella parte turca, in attesa che la crisi causata dalla pandemia si risolva. Intanto su Youtube compaiono decine di video che riprendono i campi al confine a fuoco.

Ricordiamo che la crisi migratoria è sorta alla fine di febbraio in seguito all’uccisione di alcun soldati turchi a Idlib in Siria, apertamente presentata da Erdoğan come una ritorsione nei confronti dell’Unione Europea. Tuttavia la dura reazione di Atene da una parte e il tono accomodante della Merkel (che aveva promesso al leader turco un pezzo di Siria) dall’altra, hanno portato Ankara a tornare sui propri  passi: la Guardia costiera turca ha dunque bloccato la rotta dell’Egeo e dopo qualche settimana, come vediamo ora, le autorità hanno provveduto a “sgombrare” gli immigrati passati per via terrestre.

Nel frattempo, dopo qualche titubanza, Bruxelles su pressione del gruppo di Visegrád ha inviato truppe sul confine greco inserendo l’operazione militare nell’ambito di Frontex, mentre la Bulgaria ha aperto una diga per ingrossare il fiume Evros e rendere ancora meno praticabile la via marittima per i migranti. Dopo un lungo mese di stallo, sull’onda dell’emergenza coronavirus sembra che Ankara abbia deciso di “riprendersi” i rifugiati anche se è ipotizzabile che, una volta rientrata la crisi, il problema del loro collocamento tornerà a riproporsi.

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