Consigliere economico di Trump: la crisi farà più vittime del coronavirus

Navarro Calls Medical Experts ‘Tone Deaf’ Over Coronavirus Shutdown
(New York Times, 13 aprile 2020)

Peter Navarro, consigliere economico del presidente Trump, ha affermato che un arresto prolungato dell’economia potrebbe rappresentare una minaccia più grave del coronavirus per la salute degli americani.

Mentre la Casa Bianca pensa a come e quando far ripartire l’economia, emerge il pericolo che un arresto prolungato possa rappresentare una minaccia più grave per la salute rispetto al coronavirus stesso.

Peter Navarro, consulente della Casa Bianca che coordina la catena di approvvigionamento del materiale sanitario per il Paese, afferma che un arresto prolungato delle attività “non essenziali” potrebbe comportare numerose ripercussioni negative sulla salute, ignorate dagli esperti ora impegnati ad appiattire la curva dei contagi.

“È irritante che gli esperti incensanti dalla stampa non abbiano speso nemmeno una parola riguardo alle possibili ripercussioni sulla salute delle famiglie americane che potrebbero derivare da un prolungato arresto economico”, ha dichiarato Navarro in un’intervista al New York Times. “Pensano solo a pavoneggiarsi dicendo mezze verità, senza alcuna considerazione per l’altra faccia della medaglia: i pericoli mortali associati alla chiusura dell’economia per un periodo troppo lungo”.

Navarro è stato uno dei primi consiglieri del presidente Trump a mettere in guardia sulle conseguenze economiche della pandemia. Nei suoi rapporti di gennaio-febbraio, sosteneva che il coronavirus poteva infliggere danni economici per migliaia di miliardi di dollari e uccidere milioni di americani.

Il presidente Trump è stato criticato per la sua lentezza nel cogliere tali avvertimenti. I consiglieri economici del Presidente si sono scontrati nelle ultime settimane con i consulenti sanitari su come bilanciare il contenimento del virus e mitigare la ricaduta economica. Navarro, un protezionista in perpetuo conflitto con i globalisti dell’Amministrazione Trump, si è scontrato con il dottor Anthony Fauci, massimo esperto di malattie infettive del governo, le cui dichiarazioni sulle misure necessarie per rallentare la diffusione del virus hanno iniziato a irritare gli alleati di Trump.

Mentre l’economia è già in recessione e oltre 16 milioni di americani hanno perso il lavoro, Trump sta pensando a un allentamento della chiusura. Il Presidente, che sperava di riaprire entro Pasqua, ha osservato che “la cura non può essere peggiore del problema stesso”. In un tweet di lunedì, Trump ha dichiarato che una decisione su quando riaprire l’economia “verrà presa a breve”.

Navarro ritiene che se lo shutdown durasse troppo a lungo, gli effetti cumulativi sulla salute nel tempo potrebbero essere peggiori di quelli del virus, il quale secondo gli esperti sanitari potrebbero causare da 100mila a 2 milioni di vittime, a seconda degli sforzi di mitigazione.

Per il consulente di Trump l’economia americana ha dovuto affrontare uno “shock cinese” che potrebbe superare quello vissuto nei primi anni 2000, dopo l’ingresso della Cina nella World Trade Organization. Navarro ricorda gli studi di David H. Autor, un economista del Massachusetts Institute of Technology che in un paper del 2017 ha individuato la relazione tra l’impennata delle esportazioni cinesi negli Stati Uniti iniziata vent’anni fa e  la perdita di posti di lavoro americani dal quale sono derivati una serie di gravi ripercussioni sulla salute collettiva.

Per Navarro,

“lo shock commerciale cinese che ha colpito così tante comunità americane negli anni Duemila non ha distrutto solo oltre cinque milioni di posti di lavoro e 70.000 fabbriche; ha ucciso decine di migliaia di americani. Come hanno dimostrato numerosi studi accademici, shock economici come quello cinese possono aumentare i tassi di mortalità associati a suicidio, overdose di droga, intossicazione da alcol, malattie del fegato, cancro ai polmoni, cattiva alimentazione e fumo, e distruggere il tessuto sociale attraverso l’aumento delle famiglie monoparentali, dei divorzi e della povertà infantile, nonché con l’abbassamento della fertilità e la riduzione dei matrimoni”.

Il virus ha già inflitto gravi danni sia agli Stati Uniti che all’economia globale. Gli economisti di Goldman Sachs prevedono che il tasso di disoccupazione potrebbe raggiungere il 15% entro la metà del 2020 e che l’economia si contrarrà del 34% nel secondo trimestre. La risposta lenta degli Stati Uniti potrebbe tradursi in un vantaggio competitivo per la Cina, che ha adottato misure rapide e draconiane per contenere il virus dopo che è apparso a Wuhan alla fine del 2019, consentendo all’economia cinese di riprendersi più rapidamente.

Mentre gli scienziati continuano a lavorare su un vaccino, Navarro sostiene che l’economia potrebbe ripartire senza che ne sia ancora trovato uno: basterebbero screening di massa e l’individuazione di chi, avendo ottenuto l’immunità, potrebbe tornare al lavoro.

Nonostante lo sviluppo di nuovi test rapidi, la capacità di condurre test a livello nazionale e di tracciare spostamenti su larga scala restano ancora obiettivi troppo lontani. I consulenti di Trump pensano invece a una riapertura graduale negli Stati in cui il contagio è meno diffuso, e i test di massa potrebbero agevolare questa decisione. Tuttavia, terminare la quarantena troppo presto comporterebbe altri rischi imprevedibili: se si verifica una seconda ondata di virus, molto probabilmente le attività dovrebbero fermarsi di nuovo, il che significherebbe sofferenze economiche ancora più gravi.

In effetti, l’economista citato da Navarro, David H. Autor, ha espresso proprio questa preoccupazione al New York Times:

“Un disagio economico prolungato contribuisce di certo ad aumentare la mortalità maschile, ma temo che Peter Navarro stia tirando conclusioni sbagliate. La continua interruzione derivante da ripetuti shock pandemici e la relativa incertezza economica che potrebbe causare una riapertura precoce sembra suscettibile di causare una mortalità indotta dalla depressione più ampia rispetto alla recessione a forma di V (rapida discesa seguita da un altrettanto rapida ripresa) che ci auguriamo sia l’unica conseguenza di una pandemia adeguatamente rallentata”.

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