I neocon sono responsabili del trumpismo

«I neocon della prima ora come Pat Moynihan, Jeane Kirkpatrick, Nathan Glazer o Daniel Bell pensavano che la previdenza sociale e l’assistenza sanitaria fossero traguardi della politica sociale americana. Ma i neoconservatori della seconda ondata si sono uniti ai privatizzatori del welfare e ai “voucherizzatori” del Medicare. Che cosa hanno guadagnato, dalla loro alleanza in politica interna con i seguaci più fanatici e zelanti di Hayek e Mises, Milton Friedman e Ayn Rand?»

«I neoconservatori che hanno rigettato la moderazione dei Pat Moynihan e Jeane Kirkpatrick per inseguire il trionfalismo dei Krauthammer, dei Kristol e dei Kagan hanno contribuito in politica estera a una debacle dopo l’altra: Iraq, Libia, Siria ed Egitto (molti neocon si rallegrarono quando Mubarak venne rimpiazzato dai Fratelli Musulmani)»

«È possibile immaginare una destra americana in grado di adottare un approccio ai bisogni della classe lavoratrice diverso da quelli della Camera di Commercio degli Stati Uniti, del Cato Institute o dei miliardari che finanziano i repubblicani. Perché no? I gollisti in Francia, i democratici cristiani in Germania, i conservatori britannici e giapponesi sono tutti “statalisti” secondo gli standard libertari. Cosa c’è di “conservatore” nell’impoverimento della maggior parte della popolazione della propria nazione attraverso l’abolizione del salario minimo o la saturazione del mercato del lavoro con manodopera immigrata a basso costo?»

«In un modo rozzo e demagogico, Trump esprime una base elettorale che i primi neoconservatori, con la loro estrazione sociale umile e i loro legami con i lavoratori, un tempo rappresentarono in modo sobrio e illuminato»

(Michael Lind, The Neocons Are Responsible for Trumpism, “National Interest”, 7 marzo 2016)

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