I vaccini a mRna possono causare malattie neurodegenerative?

In un recente studio sui vaccini anti-covid è emerso che il farmaco della Pfizer potrebbe avere effetti sulla salute a lungo termine tra cui “SLA, Alzheimer e altre malattie neurologiche degenerative”. Pubblicato sulla rivista Microbiology & Infectious Diseases (COVID-19 RNA Based Vaccines and the Risk of Prion Disease), lo studio rivela che il vaccino Pfizer potrebbe indurre malattie da prioni.

“Gli attuali vaccini SARSCoV-2 basati su RNA sono stati approvati negli Stati Uniti utilizzando una legislazione emergenziale, senza test di sicurezza a lungo termine. In questo studio viene analizzata l’eventualità che essi possano indurre una malattia da prioni nei soggetti vaccinati”.

Le malattie da prioni sono una forma di malattia neurodegenerativa, il che significa che il vaccino Pfizer può potenzialmente causare danni a lungo termine ed effetti negativi sul cervello. Questo tipo di vaccino è del resto a mRNA, una tecnologia non ancora testata che crea nuove proteine e può effettivamente integrarsi nel genoma umano. In altre parole, le condizioni degenerative potrebbero insorgere in qualsiasi momento in chi ha ricevuto il vaccino.

“La sequenza di RNA del vaccino e l’interazione del bersaglio della proteina spike sono state analizzate per il potenziale di convertire le proteine leganti l’RNA intracellulare TAR DNA binding protein (TDP-43) e Fused in Sarcoma (FUS) nelle loro conformazioni prioniche patologiche”. TDP-43 è una proteina nota per causare demenza, SLA e Alzheimer, mentre la proteina FUS potrebbe causare SLA e tremori essenziali.

Lo scopo dello studio è stato determinare se queste due proteine ​​nocive si incorporano o meno nel nostro DNA, come ci si aspetta che facciano attraverso un vaccino a mRNA. La ricerca ha stabilito che l’RNA del vaccino ha sequenze specifiche che possono indurre TDP-43 e FUS a incorporarsi nel nostro DNA e causare malattie neurologiche.

Lo studio si chiude con questa incredibile affermazione: “Il vaccino potrebbe essere un’arma biologica anche più pericolosa dell’infezione originale”.

In un rapporto dell’AIFA relativo al periodo dic. 2020 – gen. 2021, i sintomi neurologici sono risultati al secondo posto dopo i disturbi nella sede di somministrazione del vaccino, anche se si è trattato perlopiù di sintomi lievi e transitori (mal di testa, capogiri, sonnolenza).

La Società Italiana di Neurologia (SIN) sorveglia costantemente la campagna vaccinale per verificare se i vaccini possano essere responsabili dell’insorgenza di malattie neurologiche e nel marzo 2021 ha annunciato un’azione di verifica della sicurezza dei vaccini anti-covid “sul campo” esaminando pazienti affetti da malattie neurodegenerative come alzheimer, parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, epilessia, sclerosi multipla.

Questi pazienti saranno confrontati con un gruppo di controllo rappresentato da soggetti che non hanno contratto le stesse malattie. I soggetti di entrambi i gruppi saranno interrogati per verificare quanti in precedenza fossero stati sottoposti a vaccinazione anti-covid. Solo se la percentuale di soggetti vaccinati sarà più elevata nei casi rispetto ai controlli, si potrà confermare la responsabilità del vaccino. Lo studio sarà effettuato in 10 centri distribuiti sull’intero territorio nazionale e sarà completato dopo l’arruolamento di 400 casi e di 400 controlli.

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