La strategia del golem dell’ebraismo internazionale

Articolo di David Cole (autore ebreo) per Taki Magazine: Stop With the Golems, Already! (2 aprile 2019).

Noi ebrei amiamo i nostri golem, li adoriamo da migliaia di anni, e che storia pacifica e senza conflitti che abbiamo ottenuto da essi! Nel caso non conosciate la leggenda del golem, ve la spiegherò in poche righe. Non esiste un’unica versione della storia, e in alcune di esse potrebbero cambiare alcuni dettagli, ma la vicenda di base rimane la stessa: gli ebrei sono minacciati dai goyim/gentili (ma davvero?), quindi un rabbino ossessionato dalla salvezza del suo popolo costruisce un gigantesco mostro di argilla (o fango) dalla forma umana e gli conferisce la vita per difendere il suo amato shtetl (o villaggio, o ristorante kosher).

Una volta che la minaccia principale è stata sventata, il rabbino, nella sua brama di vendetta, non può smettere di usare il golem per riparare torti reali o immaginari. Ben presto, il golem si ritorce contro gli ebrei. Il mostro ora rivolge la sua rabbia contro le stesse persone da cui è stato costruito per servirle, e il rabbino è costretto a combattere la sua stessa creazione.

Capito l’ironia? Perché è sottile quanto una barzelletta raccontata male. La creatura infernale che gli ebrei evocano per la loro salvezza finisce per rivoltarsi contro di essi. Un popolo accecato dalla paura e dalla paranoia crea un demone che sfugge al suo controllo.

Sono passati quattromila anni. Possiamo finalmente iniziare a comportarci come se avessimo imparato qualche lezione da tutto questo?

Per decenni, gli ebrei di sinistra sono stati i principali sostenitori dell’invasione dell’Occidente da parte di immigrati del Terzo Mondo. “Ecco il piano: scarichiamo centomila somali dove c’è più alta densità di popolazione bianca negli Stati Uniti. Questo ci salverà dai nazisti dell’Illinois!” Inondare l’Occidente di immigrati non bianchi è parsa agli ebrei una polizza assicurativa contro il “suprematismo bianco”. L’idea è che questi immigrati facessero da contrafforte, arginando il “potere bianco” ma rimanendo abbastanza pochi da essere gestibili.

Gli ebrei hanno adottato questa strategia in vari luoghi, mettendo due gruppi l’uno contro l’altro per garantire la propria sicurezza: “Giochiamoci Hamas contro l’OLP, giochiamoci l’Isis contro Assad”. A dire il vero tale strategia non è esclusivamente ebraica. Probabilmente gli inglesi hanno usato una simile politica, in maniera più impeccabile, durante i loro bagordi coloniali, mettendo gruppi etnici e caste l’uno contro l’altro a proprio vantaggio. Ma per essere persone che si vantano di avere un quoziente intellettivo incredibilmente alto, noi ebrei possiamo essere i più ritardati tra i cervelloni, perché tale strategia non funziona più. Funzionava quando le menti, fossero inglesi o americani (che aizzavano le tribù indiane l’una contro l’altra), potevano controllare il flusso di informazioni. Oggi tuttavia viviamo in un mondo in cui anche il più umile dei boscimani può avere accesso a Internet. Non è più così facile ingannare interi gruppi di persone (i singoli sicuramente, ma non un’intera razza, etnia o fazione). Non mi interessa quanto poco si possa valutare l’intelligenza di chi viene dal Terzo Mondo; anche un cane alla fine capisce che non gli lancerai la palla dopo dieci o venti finte.

E ora noi ebrei, così preoccupati che l’Illinois potesse diventare il Quarto Reich se lasciato nelle mani dei malvagi bianchi, abbiamo creato un golem vecchio stile nelle vesti della deputata democratica musulmana Ilhan Omar (e un mucchio di altri “volti nuovi” del Congresso). Sì, la Omar odia i bianchi e pensa che il suprematismo si nasconda dietro a tutto, anche a un bicchiere di latte. Ma odia molto di più gli ebrei. Ed ecco il mio popolo – i miei ritardati geniali – costretti ora ad abbattere il mostro che hanno creato, un mostro non solo causato da politiche sostenute dagli ebrei, ma che imita la retorica ebraica in modo professionale.

[…] La reazione dei musulmani all’attentato alla moschea in Nuova Zelanda è stata affascinante. Lo sfruttamento della tragedia, gli appelli alla censura e alla soppressione delle opinioni politiche, il senso di colpa di “tutti i bianchi” per qualcosa che un tizio ha combinato… Gli ebrei non avrebbero potuto fare di meglio. Questa è perfezione a livelli di Yo-Yo Ma, uno straniero che impara gli spartiti di una cultura diversa e li esegue meglio di chi li ha composti. L’allievo ha superato il maestro.

Quando dei terroristi islamici hanno assassinato venti cristiani filippini in una chiesa, la risposta dei leader musulmani locali non è stata “dobbiamo affrontare l’intolleranza anticristiana nella nostra comunità” oppure “dobbiamo essere solidali con i nostri connazionali cristiani”. No. Piuttosto hanno chiesto una regione autonoma per soli musulmani nel Paese. È come se i bianchi rispondessero al massacro della Nuova Zelanda dicendo: “Beh, la soluzione è mantenere la Nuova Zelanda bianca e cristiana. Se non dobbiamo mescolarci, non avremo più omicidi di massa basati su razza o religione”.

Come pensi che i media avrebbero risposto? O le Nazioni Unite? O la maggior parte dei politici occidentali? Ma in effetti, la risposta mondiale (e quella di media come CNN e BBC) alla richiesta dei musulmani è stata essenzialmente “Sì! Sì! Date loro una regione autonoma, in modo che non debbano mescolarsi con quei maledetti cristiani”.

Questo è un punto che vale la pena riaffermare: un cristiano bianco uccide un gruppo di musulmani in Nuova Zelanda e la risposta è “Più diversità! Più meticciato! Costringe quei dannati bianchi ad andare d’accordo, o imprigionateli tutti come razzisti”. I musulmani nelle Filippine massacrano un gruppo di cristiani e la risposta è “Lasciate che i musulmani siano autonomi! Lasciali vivere liberi dalla diversità! Che non debbano mai più vedere un cristiano!”.

Ciò a cui abbiamo assistito all’indomani della sparatoria in Nuova Zelanda è la piena maturazione del golem. Non ha più bisogno delle istruzioni del rabbino. Me ne sono reso conto quando ho visto un paio di sgallettate universitarie col velo rimproverare la figlia della Clinton a una veglia per le vittime della Nuova Zelanda, per le sue critiche alle opinioni di Ilhan Omar contro Israele, che avrebbero portato al massacro in Nuova Zelanda.

[…] Penso che un’altra rappresentazione plastica dell’evoluzione del golem sia l’aggressione sessuale a Lara Logan, giornalista della CBS, avvenuta nel febbraio 2011 mentre seguiva la “Primavera araba” in piazza Tahrir in Egitto. A un certo punto un gruppo di teppisti della Fratellanza Musulmana l’ha aggredita. L’amato “mufti” della Fratellanza, lo sceicco Yusuf al-Qaradawi, era un noto sostenitore dello stupro (intendo letteralmente, era a favore dello stupro). Quindi, dopo lo stupro di Logan per mano degli scagnozzi di al-Qaradawi, si pensava che la colpa sarebbe ricaduta prima sugli stupratori e poi sul loro leader spirituale. Invece no: Suzi Park, una tizia anti-razzista che scrive per l’Huffington Post, ha dato la colpa a rappresentanti della destra conservatrice americana come Sarah Palin e Ann Coulter. […] La “giornalista” (e collega della New York University) Nir Rosen, autoproclamata “ebrea anti-israeliana”, ha aggiunto che le ragioni dello stupro di Logan erano comunque irrilevanti, perché se l’è cercata in quanto “provocatrice”.

[…] Eppure, ripensando all’incidente del 2011, è chiaro che i musulmani dovevano ancora fare affidamento sui bianchi che odiano se stessi e sugli ebrei che odiano se stessi per le proprie arringhe difensive. Non così dopo la Nuova Zelanda. L’abile sfruttamento della sparatoria di massa, la campagna per attaccare e mettere a tacere persone che non hanno nulla a che fare con l’assassino o le sue motivazioni, viene dai musulmani. Hanno imparato dai migliori maestri e ora riescono a fare tutto da soli.

Gli ebrei dovrebbero avere particolarmente paura dei loro nuovi golem islamici. I musulmani non sono probabilmente più intelligenti degli ebrei, ma sono più forti e più numerosi, e il loro livello di follia è incalcolabile. Di tutti i golem che hanno creato i furbissimi ebrei, dall’Unione Sovietica (che hanno contribuito a far nascere nel 1917 e che poi gli si è rivoltato) alla mania dell’integrazione (che hanno contribuito a creare negli Stati Uniti, e che ora li costringe a togliere i loro figli dalle scuole pubbliche), il golem islamico può potenzialmente diventare il più distruttivo di sempre.

In un mondo perfetto, questi rabbini sfigati avrebbero dovuto farsi una ragione dell’Olocausto e porre fine alla loro guerra contro l’Occidente, rendersi conto che i bianchi non sono più il nemico, ma anzi il contrario, e comprendere che importare fango per modellare golem dopo golem nelle regioni tradizionalmente bianche degli Stati Uniti è stata una cattiva strategia.

Ma il mondo non è perfetto e gli ebrei sono i nostri geni più stupidi. Ci vorranno molto più di uno o due Ilhan Omar per farli ritornare sui loro passi. Se l’esodo degli ebrei francesi da una Francia ora infestata da golem immigrati non ha cambiato il loro modo di pensare, nulla potrà farlo. Le nuove generazioni di ebrei continueranno a leggere la storia del golem e non impareranno nulla da essa.

Noi ebrei siamo maestri dell’affabulazione. Il problema è che preferiamo raccontarci favole piuttosto che capirle. E questo è sia frustrante che tragico.

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