Professore decapitato in Francia: il terrorista era già stato segnalato su Twitter (ma nessuno si era azzardato di chiudergli l’account)

È stato su Twitter che Abdullah Abujezidvič Anzorov, 18 anni, l’assassino del professor Samuel Paty ha rivendicato la responsabilità del suo crimine. Sono le 16:55 di venerdì 16 ottobre quando l’account @Tchetchene_270 pubblica una foto della testa mozzata del professore accompagnata da questo messaggio sgrammaticato: “Da Abdullah, servo di Allah, a Marcon (sic), capo degli infedeli: ho giustiziato uno dei tuoi cani dell’inferno che ha osato oltraggiare Maometto, come i suoi simili prima che noi gli infliggessimo un duro castigo”. Pochi minuti dopo, il titolare dell’account fornisce l’identità della sua vittima: “È il signor Paty”. La procura nazionale antiterrorismo confermerà poi l’effettiva appartenenza del profilo Twitter all’attentatore.

Sospeso immediatamente l’account col quale Anzorov, sotto lo pseudonimo di Al-Ansar (“sostenitore”, appellativo dato ai medinesi che aiutarono Maometto durante l’egira), da giugno 2020 aveva già pubblicato 406 tweet, perlopiù versetto dei Corano e commenti su varie notizie, come la recente condanna della ripubblicazione delle vignette di Charlie Hebdo da parte dell’ayatollah Khamenei (che lui comunque definisce râfidhite, termine dispregiativo con cui i sunniti indicano gli sciiti).

Tra i 129 follower molti appartenenti alla comunità cecena francese, alcuni dei quali fanno regolarmente riferimento all’Islam radicale nei loro tweet. La spedizione punitiva condotta dai membri di tale comunità in un quartiere di Digione lo scorso giugno è stata più volte citata anche dai follower di Anzorov. Da venerdì sera e dalla rivelazione dell’identità del terrorista, molti di questi utenti hanno cancellato o “secretato” i propri account.

Anche Anzorov ha cancellato quasi tutti i suoi tweet prima di agire. Oltre alla foto del professore decapitato con la rivendicazione, solo due messaggi erano ancora visibili sull’account prima della sospensione da Twitter: una canzone di guerra e un messaggio, “La Cecenia è libera”. Qualche settimana prima di recitare, aveva cambiato anche la bio del suo profilo. La frase “Nessuna donna menzionata né messaggi privati” era stata sostituita dal messaggio “Siamo (sic) a Dio ed è a lui che torniamo”.

Il 27 luglio, l’account era già stato segnalato dalla Lega Internazionale contro il Razzismo e l’Antisemitismo (Licra) per i commenti antisemiti: uno dei messaggi cancellati definiva infatti gli ebrei come “popolo maledetto” [peuple maudit].

Il profilo era stato segnalato anche alla fine d’agosto per uno screenshot dalla serie televisiva turca Diriliş: Ertuğrul, nel quale l’attore che interpreta il fondatore dell’Impero Ottomano Ertuğrul Gazi era in procinto di decapitare qualcuno.

Il 30 luglio era stata anche avviata contro l’account una “procedura” su Pharos, la piattaforma del Ministero degli Interni attraverso la quale si possono segnalare contenuti e comportamenti illegali online.

Fonte: Prof décapité à Conflans : le terroriste avait déjà été signalé sur Twitter (Le Nouvel Observateur, 17 ottobre 2020)

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