Una lingua avara (in tutti i sensi)

La lingua àvara (магӀарул мацӀ, maⱨarul maⱬ “lingua delle montagne”; o авар мацI, avar maⱬ) è una lingua caucasica nordorientale del gruppo avaro-andico parlata da quasi 800.000 persone, principalmente nel Daghestan occidentale (dove è anche insegnato nelle scuole) ma anche in piccole comunità in Cecenia, Calmucchia, Georgia, Kazakistan, Ucraina, Giordania, nella regione di Marmara (Turchia) e nelle regioni di Balaken e Zaqatala (Azerbaigian).

Dal XV secolo l’avaro venne traslitterato con l’alfabeto georgiano, poi si adottò l’arabo dal XVII secolo fino agli inizi del XIX. Dal 1928 si utilizzò per breve tempo l’alfabeto latino, per passare definitivamente al cirillico nel 1938.

Il web è molto avaro di testimonianze: esiste una breve presentazione di un anonimo daghestano racconta da Wikitongues (sfortunatamente senza sottotitoli).

Sempre su Youtube, oltre alla musica tradizionale troviamo enigmatiche canzonette con poche decine di visualizzazioni e, come prevedibile, nessuna indicazione sugli artisti né tanto meno sui testi. In ogni caso sono utili per apprezzare suoni come la [ʁ] (fricativa uvulare sonora), la [ɬ] (laterale fricativa alveolare sorda) e soprattutto la [ʜ] (fricativa epiglottale sorda). Il canale Avar MP3 contiene decine di pregevoli testimonianze.

Infine una versione del Padre Nostro in alfabeto latino e cirillico:

Emen Nedsher sovaldaisch bugewh,
Hallal bugabi dür zar;
Watschagai kodolch’ti dür;
bugabi chatir dür kin sovalda hagadin ratl’alda,
tsched nedsher kol’goh tle nedsher dshaka;
teh nedsher nalti kin nedshedsha toläh bugewh nedsher nalti bukarasa;
betschegä nish kadir alda, challastun nish tkuesch’tialda,
Dur bugewh aldshant’chli, gutsch, tschukur dunialaltchul.

Эмен, дур цІар гІадамаз мукъадасаблъун рикІкІаги, дур ПарччахІлъи тІаде щваги.
Зобалаздаго гІадин ракьалдаги дур амру билълъанхъаги.
Жакъа нижер бетІербахъиялъе хинкІ-чед кье нижее.
Нижер налъи-хІакъалда тІасаги лъугьа, нижерго налъулазда тІаса нижги лъугьарал ругин.
Нижер хІалбихьизеги биччаге, Квешалдаса цІуне ниж.

Fonte: Das Gebet des Herrn in den Sprachen Russlands (1870); per il testo in cirillico, online-bibliya.ru (versione di Matteo) e Лукаца бицараб Рохалил хабар (Mosca, 2000) per Luca.

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