California: una crisi di merda

Le più grandi città della California stanno affrontando una vera e propria Defecation Crisis, afferma il Wall Street Journal (16 agosto 2019). Intanto i politici vietano le cannucce di plastica, nonostante rifiuti meno “simpatici” ricoprano le strade di San Francisco e Los Angeles.

Dicono che esista ormai una app per tutto, e infatti ce ne sono addirittura due dedicate agli escrementi sui marciapiedi di San Francisco. La città possiede la sua app ufficiale SF311, parte del programma “San Francisco al tuo servizio”, e l’anno scorso uno sviluppatore in proprio ha introdotto Snapcrap, che consente ai residenti di caricare le foto degli escrementi direttamente sul sito della SF311.

Poi ci sono le mappe: almeno tre segnalano i punti in cui c’è stato un “reclamo”, quella dell’associazione no profit Open The Books mostra la maggior parte della città coperta da puntini marroni, ognuno dei quali rappresenta una segnalazione al Dipartimento dei lavori pubblici. Il sito Web RealtyHop.com afferma che le segnalazioni sono quasi triplicate tra il 2011 e il 2017.

Il problema attira l’attenzione perché la cacca ormai proviene più dagli umani che dai cani. In difesa della sua città, il cronista locale Adam spiega che i rapporti presentati non distinguevano tra escrementi umani e canini e che ci sono 150.000 cani e meno di 10mila senzatetto, ma al contempo ammette che i clochard rappresentano un grave problema per San Francisco e Los Angeles.

La California infatti detiene il record di senzatetto della nazione. Ci sono una miriade di cause, senza dubbio: ma non c’è mai stata alcuna “crisi della cacca” negli anni ’30, anche con la disoccupazione al 25%. È vero che gli hobo della Grande Depressione potevano contare sul “mezzo gaudio” della condivisione del disagio economico e psicologico, mentre i senzatetto di oggi devono affrontare sfide più difficile, come la droga dilagante, i disagi della malattia mentale e la disgregazione della famiglia.

Almeno in California, si è colpiti dal contrasto tra l’intransigenza in fatto di feci di animali domestici e la reazione “buonista” di fronte alla piaga degli escrementi umani. Raccogliere la cacca del proprio cane è considerato un imperativo morale tra i progressisti, anche se sembra incredibile che le sottili buste di plastica utilizzate allo scopo siano finora sfuggite al destino delle cannucce di plastica, dichiarate fuorilegge come oltraggio ambientale. Tuttavia i radical chic non considerano loro dovere ripulire le strade anche dai bisognini dei loro amici umani…

Senza voler tornare alle Poor Laws elisabettiane, dovremmo considerare quanto è costato dal punto di vista sociale lo smantellamento delle vecchie leggi sul vagabondaggio e l’accattonaggio, che vietavano di accamparsi indefinitamente sulla proprietà pubblica (e tanto meno di defecare su di essa). La proprietà pubblica apparteneva al pubblico e non poteva essere privatizzata a beneficio di uno o più vagabondi, per quanto poveri o malati. Sebbene tale principio debba essere applicato alle circostanze moderne, è un punto di partenza indispensabile per riflettere sui problemi imbarazzanti del Golden State.

(è il Wall Street Journal a usare questi toni, io non c’entro nulla)

3 commenti su “California: una crisi di merda

  1. Il “Golden State” è stato ed è tuttora la fucina di tutte le perversioni che hanno condotto l’Occidente alla situazione attuale. Che affoghino pure nella loro stessa merda.

    1. Ma no, quella è tutta propaganda, vai a vedere le puntate del suo “viaggio” che Stefan Molyneux sta mettendo sul suo canale Youtube

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