Gli immigrati venezuelani stanno infettando il mondo

Pubblichiamo questo articolo del novembre 2018 solo per ricordare che prima del covid la retorica del “contagio” era tipica della destra (Daily Caller è un portale conservatore fondato da Tucker Carlson), ma se ora la gauche caviar vuole impossessarsene allora dovrebbe prima fare i conti con gli innumerevoli paradossi ideologici che essa genera (in primis proprio riguardo il tema dell’immigrazione).

Venezuelan Refugees Are Bringing Deadly Diseases To The World
(Daily Caller, 1 novembre 2018)

I venezuelani in fuga diffondo malattie precedentemente eradicate in Brasile e Colombia, riferisce il Wall Street Journal.

Nel pieno del collasso economico del loro Paese, i cittadini venezuelani stanno fuggendo all’estero per farsi curare da malattie che si credevano estinte. L’economia del Venezuela è in picchiata dal 2013 e la rete elettrica è afflitta da interruzioni di corrente, il che fa sì che servizi di base come la consegna dell’acqua e le vaccinazioni siano sospesi in molte parti del Paese.

“In Venezuela covano almeno tre epidemie, morbillo, difterite e malaria. La crisi è enorme”, ha detto al Wall Street Journal l’infettivologo Alejandro Risquez dell’ospedale universitario di Caracas. Anche la febbre gialla, la dengue, la tubercolosi e il virus che causa l’AIDS stanno affliggendo il Paese e le comunità circostanti dove gli immigrati fuggono, riferisce sempre il WSJ.

“Capisco che i venezuelani non vengono qui per scelta, ma dobbiamo pensare anche alla nostra salute“, ha dichiarato un brasiliano che vive accanto a un’autostrada percorsa spesso dai venezuelani: “Ho paura”.

I medici che parlano dell’aggravarsi della crisi del Venezuela vengono licenziati o minacciati di arresto e il governo ha censurato la pubblicazione delle statistiche sulla salute e sulla mortalità dal 2015. Si prevede che tra 2 e 4 milioni di venezuelani entro il 2021 si recheranno in Colombia per curarsi.

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