Le donne sono attratte dal femminicida

Qualche settimana fa Netflix ha dovuto redarguire le proprie spettatrici per i commenti sessualmente espliciti riguardanti il serial killer Ted Bundy, al quale la nota piattaforma di streaming ha appena dedicato un documentario a puntate, Conversazioni con un killer.

Non è un mistero che il “regno di terrore” di Ted Bundy (iniziato probabilmente negli anni ’60, dato che il conto delle vittime –tutte donne– non accertate sale a cinquanta), sia durato a lungo soprattutto grazie alla sua avvenenza. Tuttavia ciò che sconcerta è che centinaia di donne abbiano continuato a sbavare per lui persino dopo aver saputo quello che ha combinato (qui sotto, immagini risalenti all’epoca del processo, quando l’assassino era sempre accompagnato da un codazzo di ammiratrici).

Potremmo concludere con questo esempio l’assillante dibattito riguardo al “femminicidio”, se volessimo prenderlo sul serio (nonostante le statistiche dicano che l’Italia è all’ultimo posto in Europa per omicidi di donne): facciamo però finta che sia davvero un’emergenza sociale, che sia assolutamente indispensabile aprire ogni telegiornale con notizie che qualora coinvolgessero altri soggetti (uomini come vittime o immigrati come carnefici) finirebbero immediatamente relegate nella cronaca locale.

Ragioniamo allora sui criteri secondo i quali molte donne scelgono il loro “principe azzurro”: un recente studio pubblicato dal “Personality and Social Psychology Bulletin” dimostra come le donne siano letteralmente disgustate dai “bravi ragazzi”. Una rivista americana ha riassunto così la ricerca (Study finds that men like nice women…, “Newsweek”, 25 luglio 2014):

«Le donne non percepiscono necessariamente un uomo “sensibile” come meno mascolino, ma non lo ritengono neanche più attraente di altri. Al contrario, quando le donne percepiscono il loro partner maschile come “sensibile”, sono meno attratte da esso. In altre parole, mentre in un approccio preliminare gli uomini apprezzano le “brave ragazze”, invece le donne considerano i “bravi ragazzi” come minimo patetici. […] Probabilmente le donne percepiscono gli uomini “sensibili” come “troppo gentili” e dunque manipolativi (magari perché cercano di ottenere favori sessuali), desiderosa di compiacere, forse anche disperati, e quindi meno attraenti. Oppure, le donne possono percepire un uomo sensibile come vulnerabile e meno dominante».

Secondo un altro studio di un’università canadese (pubblicato dalla rivista “Evolutionary Psychological Science”), le donne sono sessualmente attratte dai bulli, in particolare da quelli che “sottomettono” i maschi più deboli (cfr. Dominance may make bullies more attractive leading to more sex: study, “Deccan Chronicle”, 16 dicembre 2017):

«Da una prospettiva evolutiva, la posizione dominante di un uomo può renderlo più attraente per i potenziali partner sessuali, oltre che dissuadere i potenziali rivali […] Gli studiosi hanno scoperto che i giovani che hanno ottenuto un punteggio inferiore nel test riguardante l’onestà e l’umiltà sono più portati a usare tattiche di bullismo per procacciarsi più partner degli altri. […] “I nostri risultati suggeriscono indirettamente che i bulli possono ottenere più partner se sono in grado di usare in modo strategico il loro bullismo contro individui più deboli“».

(Per citare dallo studio originale: “We predicted that individuals with antisocial personality traits would be more willing and able to engage in bullying, which in turn may increase their sexual opportunities”).

Dunque, ripetiamo, le donne sono generalmente attratte dai maschi violenti, le cui caratteristiche vengono sintetizzate dagli psicologi con la cosiddetta “triade oscura“: narcisismo, machiavellismo, e psicopatia. Questo è acclarato, punto. Resta solo il dubbio se il tipo di maschio in questione si becchi quasi tutte le donne per una questione genetica o sociale: ovvero, se sia la natura a imporre all’istinto femminile di andare dietro ai trogloditi, oppure se siano le donne a indurre tali comportamenti nel genere maschile concedendo il vantaggio riproduttivo a uomini violenti e dominanti.

Probabilmente la verità sta nel mezzo, in ogni caso la conclusione è sempre univoca. Non solo i bulli si beccano quindi tutto il sesso occasionale, ma sono la “prima scelta” quando si tratta di matrimonio, come attesta uno studio inglese (ripreso da Science Explains Why Women Are Attracted To Narcissistic Assh*les, “elite daily”, 8 aprile 2015):

«Le donne sono generalmente attratte dagli uomini narcisisti e spesso se li sposano. […] Le donne che vogliono “impegnarsi” sembrano attratte da uomini che sono la quintessenza del tipo non adatto a fidanzamenti. Apparentemente, tutto ciò avrebbe a che fare con l’autostima e la forza che trasuda dagli uomini narcisistici. Quando le donne cercano un compagno adatto, queste sono certamente le qualità che preferiscono».

Una ricerca dell’Università di Durham su oltre cento studentesse, della quale parla “Psychology Today” (Why Do Women Fall for Bad Boys?, 21 ottobre 2013), giunge a risultati pressoché identici, “gli uomini della triade scura riscuotono più successo dal punto di vista sessuale rispetto agli altri”:

«[Secondo lo studio] e donne risponderebbero a segnali di “qualità maschile” quando si tratta di riproduzione. Per quanto concerne invece l’accoppiamento a breve termine, le donne possono essere attratte da quei “cattivi ragazzi” che dimostrano confidenza, testardaggine e una tendenza ad assumersi dei rischi. […] “Le donne potrebbero rispondere alla capacità dei maschi della triade oscura di sapersi vendere; una tattica utile in una ‘corsa alle armi’ coevolutiva in cui gli uomini convincono le donne a perseguire la loro strategia”».

Tornando alla questione spinosa dei serial killer, con la quale abbiamo aperto in quanto manifestazione estrema di tale tendenza, ricordiamo che nel fortunato volume A Billion Wicked Thoughts (2011), i due studiosi americani Ogas e Gaddam registrano l’incredibile successo riscosso dagli assassini seriali (non solo quelli più “celebri” come appunto Ted Bundy, Charles Manson o David Berkowitz) in forma di assedio ai processi, lettere d’amore e offerte di accoppiamenti casuali. Come spiega ancora “Psychology Today” (Why Do Women Fall for Serial Killers?, 24 aprile 2012),

«A livello conscio, molte donne vorrebbero che i loro uomini fossero gentili, empatici, comprensivi e rispettosi, ma c’è qualcosa nel loro “impianto” che le rende molto sensibili ai “ragazzacci”. Forse perché, come afferma l’autrice di romanzi rosa Angela Knight: “La nostra donna delle caverne interiore sa che l’uomo-zerbino può diventare da un momento all’altro il pasto di una tigre”»

Il fenomeno investe ovviamente anche (se non soprattutto) le femministe, come abbiamo approfondito qui. Insomma, noli me tangere: lo stillicidio quotidiano sugli “uomini che uccidono le donne” non solo non riguarda i poveri maschi esclusi dal “baccanale”, ma per certi versi potrebbe pure rappresentare il tentativo (dettato dall’istinto?) di marginalizzare ancora più gli uomini già esclusi (per caratteristiche fisiche e psicologiche) dal “mercato sessuale”.

Alla luce degli studi scientifici e accademici elencati, sarebbe ipocrita non concludere che un “femminicida potenziale” sin da adolescente gode di una vita sessuale appagante e galvanizzante, e che l’approvazione da parte delle donne lo porta a enfatizzare perlopiù i tratti negativi della propria personalità, perché in fondo non stiamo parlando di semplice estroversione, carisma o autostima, ma di arroganza, narcisismo, brutalità, spregiudicatezza, e ovviamente una tendenza verso i comportamenti violenti che i maschi di questo tipo non hanno alcun interesse a nascondere.

Poi chi vuole può pure continuare a raccontarsi favole: non saranno però i piagnistei ininterrotti o il terrorismo psicologico a impedire alle femmine di portarsi a letto i bulli, sposarseli e poi farsi ammazzare. Anche perché qualora tutti i maschi italiani diventassero contemporaneamente sensibili, consapevoli, fragili e delicati, le donne sarebbero pronte a rimpiazzarli con qualche esotico e nerboruto esemplare proveniente da chissà dove (cosa che peraltro stanno già facendo). In ogni caso, non otterrete comunque nulla. Fatevene una ragione.

6 commenti su “Le donne sono attratte dal femminicida

  1. AHAHAH

    Stai smontando la LMS theory perché ci aggiungi il fattore DOMINANCY che è evidente , nel loro vittimismo, dovevano tali americanisti scartare o nascondere all’interno di una self confidence determinata da altro e non come requisito a sè. Per quanto mi riguarda poi , per avere un modello reale ed efficiente, c’è anche la questione SHARPNESS come anche infondo la questione STYLE.
    Alché per non avere doppie “s” sostituire STATUS –> PRESTIGE per rimanere all’inglese.

    Ricordo però che dire genetica non implica escludere appunto la trasmissione di caratteristiche intellettive. Il genio della prisca religione romana né è inerente e d’altronde anche il termine natura di per sé non riguarda solo il materiale ma anche il formale aristotelico.
    Ciò scritto infatti, nella questione generale del supposto femminicidio, la settorializzazione è focalizzata sugli autoctoni. Ugualmente gli autoctoni vengono continuamente devirilizzati e gli esotici esaltati proprio soprattutto sull’aspetto D il che rende evidente cosa si voglia ottenere.

    1. Scusa gli errori grammaticali.
      Ovviamente intelligenza non si può renderla come sinonimo di razionalità. Non che voglia rincare tale dicotomia inesistente ( è stato bello ultimamente scoprire come la distinzione essenza/energie di Palamas si basi su sant’Agostino e come il movimento neopatristico ortodosso sia…anti patristico in quanto anti scolastico!!! ) ma è solo che oppore ragione ed intelligenza è impossibile, non essendo complementari.
      Il difetto generale è dunque reputare che una femmina cerchi un uomo di cultura od alquanto razionalistico che hai già evidenziato non possa essere.

      Ma il discorso della mia ultima frase del precedente commento è un po’ più subdolo. Innanzittuto diamo una speranza: certi personaggi presi da soli , valgono poco. Ma il discorso risulta allora lampante.
      A chi si affiderà l’individuo masculo non schierato e non politicizzato, di buon senso, quando sarà evidente la questione amico/nemico visto che da solo non potrà facela?
      Lo stesso discorso si può fare, religiosamente, per i cosidetti tradizionalisti.
      Non è più a sinistra il nemico.

    1. Nell’articolo riporto solo studi e non opinioni, dunque l’unico modo per ritenerlo “discutibile” è contrapporgli altri studi e ricerche che smentiscano quelli da me elencati.

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