Cesare Pavese ai confini dell’androsfera

Il tentativo di far conoscere Cesare Pavese agli incel americani per ora non ha dato grandi risultati, in primis perché quando parlo di “tentativo” intendo fondamentalmente il non tentare, in base al precetto taoista del wú wéi; ma soprattutto perché, come è noto, gli americani sono idioti.

Per ora è spuntato solo un riferimento sul famigerato incel.co, che ha cambiato denominazione numerose volte per motivi di censura. Giovedì 25 aprile 2019 è infatti apparso su quel forum un post dedicato alle citazioni in inglese di Cesare Pavese che avevo riordinato Ad usum Delphini per i pavesiani impliciti d’oltreoceano (nel frattempo ho ripubblicato il post aggiustando le coordinate).

Cesare Pavese: Italy as Inceldom

I think it’s the moment for us incels to try giving form to a defined ideology to better spread blackpill to masses. A lot of (((journalists))) said we have an “hatred ideology” yet, but it’s not true at all because the only thing we ALL have in common is being ugly/not good-looking (on different levels obv) and rejected by foids.
So, why not start referring to past and present well-known writers and intellectuals who stated the same things we write here, to demonstrate we aren’t a bunch of alienated freaks but instead observers and analysts of the degenerate present time we live in?
I start with an article written by an Italiancel blogger about Cesare Pavese, a based and well-known Italian writer who’s also studied in high schools (not his blackpilled works obv), I hope you enjoy it.

L’appello non ha avuto successo, probabilmente perché i i tempi non sono maturi, o forse perché gli americani tutto sommato hanno già una grandissima tradizione letteraria androcentrica e come in ogni campo si fidano solo di quelli che parlano come loro. Non si può biasimarli, anche se Pavese rimane comunque un autore sui generis nella misura in cui rappresenta ancora un atto di accusa verso il genere femminile addirittura a livello internazionale (ricordiamo le note disavventure con l’attricetta americana). Comunque, vedremo. In fondo questo sito è nato solo per adempiere tale missione.

3 commenti su “Cesare Pavese ai confini dell’androsfera

  1. Sono stato io a pubblicare il tuo articolo su Pavese su incels.co, sia per farti pubblicità sia per tentare appunto di gettare un sasso nello stagno dell’inceldom e iniziare un processo di rafforzamento culturale e ideologico che purtroppo al momento è ben debole se non quasi del tutto assente.
    Comunque mi fa piacere tu sia tornato a scrivere sul blog, la tua assenza era dovuta alla celebrazione della Pasqua o al rinnovo grafico del sito? Spero ricomincerai a postare anche su facebook, la tua assenza si fa sentire.

    1. Grazie, in realtà sospettavo fossi tu, o comunque uno troppo sveglio per essere uno yankee (ma con questa storia dell’inceldom prima o poi si sveglieranno anche loro).
      Su Facebook mi hanno chiuso entrambe le pagine e l’account collegato, dunque per il momento niente da fare!
      Durante le festività il celibato volontario si fa sentire, specialmente per i wagecuck che si ritrovano una marea di soldi da spendere solo in cazzate.
      Il rinnovo della grafica in realtà è durato meno di un minuto, ho semplicemente installato il nuovo tema e ora ci ritroviamo con la versione nazi di Cosmopolitan (ci voleva).
      Mi fa molto piacere trovare uno che sappia l’inglese, l’arroganza italiota nei confronti di questo idioma è incredibile. Ti segnalo solo che davanti a “hatred” ci va “a” e non “an”, ma è un equivoco in cui cadono regolarmente anche i madrelingua (non so se hai presente il meme an hero), dunque ho preferito non correggerlo.

      1. Grazie mille per i complimenti e la correzione, spero di ricordarmelo per non cadere di nuovo nello stesso errore in futuro. Comunque imparare l’inglese oggi è necessario per gli under30 come me, non solo per questioni di studio/lavoro ma nel nostro caso specifico anche se ci si vuole confrontare su tematiche inerenti l’inceldom e la politica anche su piattaforme estere ahah
        Piuttosto peccato per la pagina facebook, la sua chiusura è un colpo per la nostra comunità online anche perché era una delle poche del suo genere a puntare ampiamente sulla memetica e su questioni politico-sociali.

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