Tristan Azbej, segretario per l’Aiuto ai cristiani perseguitati, dicastero voluto dal governo Orbán, ha annunciato che l’Ungheria contribuirà con 10 milioni di fiorini (quasi 30.000 euro) alla ristrutturazione delle chiese vandalizzate dagli immigrati ospitati sull’isola greca di Lesbo, con l’auguro che “il messaggio sulla custodia del nostro retaggio cristiano e sui pericoli dell’immigrazione clandestina venga recepito”.
⛪️ As part of the @HungaryHelps Program, we’re contributing USD 30000 to the refurbishment of churches vandalized by immigrants on the Greek island of Lesbos. I hope our messages about protecting Christian heritage & about illegal migration get through. https://t.co/7Lno3LRmnG pic.twitter.com/1edg8mJOsk
— Tristan Azbej ن (@tristan_azbej) May 15, 2020
Gergely Gulyás, portavoce di Orban, ha dichiarato che “quest’anno, i migranti sull’isola hanno attaccato diversi luoghi di culto per protestare contro le autorità greche che impediscono la loro migrazione illegale verso altri Paesi europei. A seguito degli atti di vandalismo, oggetti liturgici e arredi delle chiese sono stati gravemente danneggiati”.
Un dato interessante è che l’iniziativa è partita dalla piccola comunità greca (circa 4000 anime) presente in Ungheria, una delle tredici minoranze etniche ufficialmente riconosciute dallo Stato: “A nome della minoranza greca in Ungheria, l’autogoverno dei greci d’Ungheria ha contattato l’Ufficio del Primo Ministro per chiedere assistenza per il ripristino dei luoghi sacri. L’Ungheria difende fermamente la libertà religiosa e la cultura cristiana”.
Abbiamo segnalato diversi casi di chiese assaltate a Lesbo dai circa ventimila profughi ospitati nel campo di Moria.
Fonte: Greek City Times