L’Edipo di massa

Visto che questo blog è diventato un porcile, tanto vale parlare anche del fenomeno delle MILF (Mother I’d Like to Fuck), acronimo con il quale vengono indicate, secondo Wikipedia, «donne di mezza età considerate ancora sessualmente appetibili da parte di uomini più giovani».

Non ho mai avuto per un istante il dubbio che il fenomeno, lungi dall’essere sorto casualmente in un assolato pomeriggio degli anni ’00 del XXI secolo, sia stato invece fomentato a bella posta per motivi ancora poco chiari: è infatti innegabile che ci sia davvero poca spontaneità nella diffusione di questa “mania” tra i ragazzi occidentali.

Tanto è vero che, per fare un esempio attuale, nonostante la propaganda messa in campo per esaltare la coppia Macron come “avveniristica”, le battute sulla signora si sprecano: insomma, un maschio giovane che trova attraente una madre solo in quanto “madre” viene ancora considerato alla stregua di un malato mentale, come del resto ha direttamente confermato il successo riscosso da un video dello psicologo Adriano Segatori apparso su YouTube durante le ultime presidenziali francesi, nel quale l’insolita relazione viene ridotta a sintomo di una psicopatia.

È paradossale che la psicologia sia irrimediabilmente passata di moda (a parte il lacanismo come fase suprema dell’antanismo), proprio quando ne avremmo avuto più bisogno, almeno come schema interpretativo di una realtà sempre più insensata. Notiamo en passant come il buon vecchio Freud, ad onta della sua fama di “emancipatore”, abbia ispirato una serie di opere tutt’altro che “liberali”, tra le quali val la pena di citare Sex and Culture (1934) dell’antropologo britannico J. D. Unwin, ancora oggi estremamente popolare nella cosiddetta “androsfera” anglosassone perché basata sull’assunto che la civiltà sorga dalla repressione degli istinti sessuali (praticamente il punto di partenza di tutta la costruzione freudiana); già che ci siamo, vogliamo ricordare anche Il reazionario Freud (1971) di Gabriele Fergola, opera che oggi può apparire anacronistica ma che a suo tempo costò una incredibile dose di coraggio, se consideriamo il milieu culturale totalmente monopolizzato dalla “libidine” in cui fece la sua comparsa.

Per tornare al fenomeno MILF, è con stupore che ho scoperto un riferimento al “complesso di Edipo” in un’interminabile discussione tra due “celibi involontari” (incel) americani: difficile immaginare per quali vie sia giunta loro questa ormai antichissima sapienza (più volte accantonata come anti-scientifica), alla quale si sono evidentemente aggrappati per ripudiare una sospetta “passione collettiva”. Si intuisce le loro conoscenze rudimentali sulla teoria freudiana (non riescono nemmeno a ricordarne –e pronunciarne– il nome, finendo per classificarlo come Oedipus Rex complex), tuttavia è affascinante il modo in cui delle tabulae rasae si siano appropriate di stilemi culturali tipici dell’alta borghesia della generazione precedente. In ogni caso l’ascolto è consigliato (lo spezzone inizia dopo la prima ora di conversazione) anche perché, essendo i due interlocutori afroamericani, è possibile apprezzare la ricchezza espressiva della loro ricostruzione:

«His dad is told by the soothsayers and the oracles and shit that his son will grow up and kill him and then bang his own mom and take over his kingdom, he’s like: “Damn, my boy will commit patricide and then commit incest with his own mom? He’s a weird-ass! I’m gonna bash his ass from my kingdom”»

Dunque, alla propalazione coatta della MILF culture corrisponde l’emergere di un vero e proprio “Edipo di massa“. Lasciando da parte i complottismi del caso, potremmo forse avanzare una spiegazione sociologica: l’aumento esponenziale dei divorzi ha rimodellato le nostre società in una composizione inedita, nella quale le cosiddette “madri single” rappresentano un gruppo infinitamente più ampio rispetto a pochi decenni fa, una “fascia” che in qualche modo va riassorbita per garantire stabilità a una comunità in mutamento.

Come spiegazione è ridicola, ma francamente non sono riuscito a trovare nulla di meglio al cospetto di una propaganda assillante, che ormai colpisce anche quei maschi generalmente considerati più vicini alla “istintualità”: perché, è ovvio, uno sfigato sulla trentina che ha la possibilità di combinare con una quarantacinquenne piacente, il cui unico difetto sono appunto i quarantacinque anni (nonché la presenza della prole, sennò che MILF sarebbe?), ci “va a nozze” (forse anche letteralmente); ma non si capisce perché un uomo che può avere qualsiasi educanda con uno schiocco di dita, debba essere sottoposto a un tale lavaggio del cervello.

Qualcosa evidentemente non torna: l’idea che le MILF siano da considerate “più brave a letto” (ormai tendente a diventare un pericoloso luogo comune) è ancora tutta da dimostrare. Inoltre, se il fenomeno fosse limitato alla pornografia, o comunque alla sessualità, potremmo sempre classificarla come parafilia: invece si intuisce una recondita volontà di ingegneria sociale quando viene inoculata un’eccessiva tolleranza verso le “ragazze madri”. Da una parte si invitano infatti le donne a fare figli al di fuori del matrimonio o di qualsiasi altro tipo di “contratto”, quasi come rito di passaggio verso l’indipendenza, la maturità, la realizzazione femminile eccetera; dall’altra si costruisce un nuovo modello di maschio, così “moderno” e “responsabile” e “comprensivo” da accettare di crescere figli non suoi.

Ad ogni modo, dietro la solita promessa di baccanale perpetuo, dietro lo scintillante mondo della milfomania hardcore, si celano sempre nuovi obblighi, dogmi e decaloghi: in conclusione, alla liberazione del desiderio non corrisponde un impossibile Anti-Edipo, ma appunto un Edipo di massa, che moltiplica se stesso fino all’instaurazione di un nuovo ordine (e non alla semplice distruzione del precedente).

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