Un meme per Orbán

Il Parlamento Europeo ha votato oggi la direttiva sul copyright (che ha fatto incazzare anche Wikipedia ed è nota, tra le altre cose, come “legge anti-meme“) e già che c’era ha pure approvato le sanzioni contro l’Ungheria. L’obiettivo finale, sulla lunga distanza, è chiaramente quello di censurare le opinioni scomode: il provvedimento infatti rientra in un pacchetto più ampio, che comprende altre iniziative liberticide contro fake news, “post-verità” e hacker russi.

Tuttavia, sulla breve distanza, notiamo come la retorica del “non si può tornare indietro”, inoculata nelle giovani generazioni dalla stessa propaganda europeista, le si ritorca finalmente conto: basta leggere le migliaia di reazioni raccolte sotto l’hashtag #SaveYourInternet da parte di fighette e fighetti tirati su a baguette e liberismo, che giustamente si domandano spaesati perché “Mamma TINA” adesso ci viene a dire che l’alternativa esiste. S’intende: solo nel campo dell’editoria e dei media (non a caso ormai si parla solo esclusivamente di Web Tax, mentre la Tobin è stata confinata nel campo del fascio-sovranismo), dal momento che il controllo dell’informazione sembra stare molto a cuore all’Ue: è per questo che, incidentalmente, ci siamo dovuti sorbire le ridicole rampogne contro i “colossi del web” dello scribacchino di turno, quello che il mercato libero vale solo per gli altri. Il problema è che i lettori cominciano a fidarsi sempre più degli hacker russi e sempre meno di “Repubblica” e “Corriere”: giusto allora rispolverare qualche specchietto per le allodole, dall’eccezionalità culturale ai “soldi per gli artisti” (ma non si arricchivano già con i Live Aid?).

A forza di direttive e riforme, prima o poi si arriverà a una distopia compiuta: per il momento non possiamo davvero prendere sul serio tutto questo, perciò ci limitiamo a rispondere con Un meme per Orbán, iniziativa benefica il cui ricavato andrà a finanziare un centro di ricerche biomediche in Brasile.

I.
L’Hungaryball costruisce il muro anti-immigrati di nascosto dall’Ue (fonte)

II.
Pepe la Rana rinverdisce il mito dell’Ungheria “Baluardo d’Europa”

III.
A una Angela Merkel con le fattezze di Wojak
viene impedito l’ingresso in Ungheria (fonte)

IV.
L’Hungaryball e Polandball si difendono
dai moderni saraceni grazie al muro (fonte)

V.
Meme sulla crisi migratoria (fonte)

VI.
Meme della serie Hide, Ignore, Do Not Reply
che segnala il pericolo di shitposting
da parte dei nazionalisti ungheresi (fonte)

VII.
L’ungherese medio nelle vesti de Le American Bear (fonte)

VIII.
Country Feels versione ungherese (fonte)

IX.
L’Hungaryball e Polandball si accordano
mentre la Germania si esibisce in un Autistic Screeching

X.
András Arató, patriota ungherese contemporaneo

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